Parisi voterà si al referendum

20090221- ROMA - POL - ASSEMBLEA NAZIONALE PD. L'esponente del Pd, Arturo Parisi, durante l'Assemblea Nazionale oggi a Roma.     ANSA / ETTORE FERRARI / FRR

Parisi è un grande. Ricordo quando, da studentelli, lo abbiamo invitato a commentare una nostra ricerchina su politica e Azione Cattolica. Lui era già uno dei più famosi professori di Scienza della Politica italiani. È venuto a Padova da Bologna, e ha fatto una conferenza di due ore sui nostri dati… Grazie professore!

Arturo Parisi voterà Sì al referendum: “Nel solco dell’Ulivo”

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Fuori il doping dallo sport

100112495-1471b974-bb99-4e65-acf0-78486c045521Altro che telecamere per controllare professori ed educatori. Bene i controlli antidoping sulle categorie giovanili. Così si protegge lo sport pulito, ma si proteggono specialmente i bambini e i ragazzi da genitori, allenatori e dirigenti dementi, arrivisti e avidi. So di una mamma che ha “salvato” il figlio ciclista dal controllo a sorpresa dei NAS a casa, buttando nel minestrone tutte le porcherie che stavano in frigo… È una volta sulla salita di Castelnuovo in bici ho orecchiato una conversazione di due ciclo amatori , uno dei quali diceva: “no quest’anno non vinco perché ho la moglie incinta e non ho i soldi per comprare i prodotti”. Via il doping dallo sport

Varese, controlli antidoping a sorpresa in una gara di ciclismo per ragazzini di 12 anni

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Il Referendum è per l’italia!

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Non è il referendum su Renzi, ma sull’Italia. È fuori dalla mia comprensione la posizione di colleghi che invitano a votare NO dopo aver votato SI per tre volte, in Parlamento, alla riforma. La tela di Penelope pensavo fosse una storia vecchia…

La Campagna per il Referendum

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Il futuro di BPV e VenetoBanca


Ora le due ex popolari di Vicenza è Treviso hanno un unico proprietario, il fondo Atlante: in pratica appartengono a un pool delle grandi banche italiane (San Paolo e Unicredit in testa) sotto il controllo del Tesoro attraverso la partecipazione di Cassa Depositi e Prestiti, e sotto la vigilanza diretta della BCE di Francoforte . Giustamente, a mio avviso, gli industriali veneti, che per decenni hanno dominato su queste due banche, non contano più nulla. Hanno dimostrato infatti di essere incapaci di gestire la modernizzazione del credito, continuando a gestire banche da 10 miliardi di euro come se fossero una cassa peota di quartiere. È la politica veneta conta ancora meno: giusto anche questo, vista l’incapacità di comprendere, in questi anni, che il passato è passato. Ora logica vorrebbe che, al di là delle chiacchiere e dei campanili, le due banche venissero fuse e profondamente ristrutturare, tagliando filiali e agenzie inutili e agendo come una vera impresa di credito. Nello stesso tempo, vanno il più possibile tutelati i diritti degli incolpevoli dipendenti, e dei risparmiatori e degli azionisti truffati, anche attraverso azioni di responsabili contro i precedenti amministratori. Interessante il warrant lanciato dal presidente di Atlante, che potrà garantire un parziale recupero per gli azionisti bastonati. Non sono banche decotte, hanno molta raccolta e un’importante attività sul territorio. La regia del Tesoro, di BdI e BCE ha impedito il fallimento, ora va rilanciata l’attività. È stata una vicenda dolorosa, ma forse potrà essere utile al Veneto per comprendere che il mondo degli amici degli amici è solo un ricordo del passato, mentre il mondo contemporaneo vuole banche prive di un rapporto incestuoso con l’industria e il territorio.

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PFAS: Molto rumore per nulla


Il registro tumori del Veneto non ha trovato alcun incremento di decessi per nessun tipo di cancro nei 21 comuni della bassa Veronese, Vicentina e Padovana dove i PFAS erano a maggior concentrazione nell’acqua potabile (anzi per le donne l’incidenza di tumori è significativamente inferiore alla media regionale e delle Ulss contermini). Questo risultato conferma quello osservato in uno studio approfondito sugli operai della Miteni, che pure hanno una concentrazione di Pfas nel corpo ben superiore alla media. Nei 21 comuni pare ci sia un incremento di altre patologie, come il diabete e l’ipercolesterolemia, ma il legame con i Pfas e’ assai improbabile. Molto rumore per nulla.

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Le procedure di accoglienza 


Ieri ho parlato per due ore di rifugiati con la prefetto di Treviso, per altre due ore a Vicenza alla fondazione Zoe, assieme al sindaco di Santorso, animatore dell’accoglienza diffusa nell’alto vicentino. Poi a Roma in vagone letto, e incontro col super prefetto Morcone (assieme a Santini e Rostellato). Tutto ciò mi conferma sulla necessità di aggiustamenti nelle procedure di accoglienza: evitare grandi concentramenti, aiutare i comuni che accolgono richiedenti asilo, proporre fin da subito percorsi di scuola-lavoro, accorciare i tempi e concedere con più realismo e larghezza la protezione internazionale, fare maggior sorveglianza sui territori. Da Morcone e dalla prefetto di Treviso interessanti proposte e aperture, sia su Bagnoli sia sul discorso generale. Continuerò a seguire la cosa da vicino, sperando che le cose si mettano in moto.

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Le limitazioni di Bitonci 


Massimo Bitonci, il sindaco di Padova, se la prende con i giornalisti, contingentando in modo assurdo l’accesso al Comune. A mio parere, ciò accade proprio ora per un motivo ben preciso. Bitonci è orfano dei profughi, che vengono spostati da Padova in altri luoghi. E quindi, da bravo imprenditore della paura, deve crearsi un nemico. Un nemico al giorno toglie di torno la necessità di dimostrare di sapere amministrare… Perché ti basta far credere di essere l’unico baluardo possibile contro il nemico. Pazienza se si tratta di un nemico immaginato, l’importante è che in molti lo ritengano un nemico vero. Ma dopo un po’, il gioco non funziona più, caro Massimo. Risolvi i veri problemi di Padova e dei padovani: il traffico, la sanità, il declino produttivo! Altro che nemici immaginari.

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