Il punto sui Migranti dopo Macerata

Ci sarebbe molto da commentare sui fatti di Macerata. Dove – com’era facile prevedere, e come spesso è accaduto nella Storia – il colpevole sta diventando vittima, e le vittime stanno diventando colpevoli.

Mi limito a ricordare che il governo che ha posto freno all’immigrazione incontrollata è stato quello Gentiloni-Minniti, a guida PD (70 mila sbarchi in meno in giugno-dicembre 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016). Con i centri di accoglienza che finalmente si stanno svuotando (a Bagnoli: 800 richiedenti a giugno 2017, 250 a gennaio 2018).

Con la destra al potere abbiamo solo visto finta faccia feroce e regolarizzazioni a go-go: 750 mila subito dopo l’entrata in vigore della Bossi-Fini, la più grande mai fatta in Italia: qualcuno se lo ricorda? E quasi nessuna espulsione. E il grande Maroni si limitò a dare 11 mila permessi a tutti gli arrivati dalla Tunisia, compresi quelli che erano scappati dalle prigioni di quel paese. E con Zaia che anche oggi – in barba alle leggi – rifiuta che in Veneto si metta in piedi un Centro per le Espulsioni. Inpedendo, così, che le espulsioni possano effettivamente avvenire.

E con i 5* che evitano accuratamente di parlare di migrazioni, in questa campagna elettorale, perché pensano – in questo modo – di evitare di perdere voti.

E’ facile gridare e promettere sfracelli: noi ci siamo assunti la difficile responsabilità di gestire un’emergenza che l’Europa si è rifiutata di affrontare, anche in Libia e in Niger.

Stiamo affrondando il problema, malgrado l’egoismo degli altri paesi europei, l’alta disoccupazione e tutte le difficoltà del caso, non negando a nessuno dei richiedenti asilo un trattamento umano, quello previsto dalle leggi internazionali, pur con tutte le difficoltà del caso.

Con il sistema SPRAR – in particolare – molti immigrati stanno trovando lavoro, quasi esclusivamente in posti che gli italiani disdegnano.

Per inciso, ricordo che due terzi dei richiedenti asilo, alla fine dell’iter, ottengono una qualche forma di protezione internazionale.

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