Razze ed invasione. Replica a Fontana

L’infelice discorso di Fontana sulle razze e sull’invasione mi permette di dire qualcosa, da demografo sociale, sul processo migratorio.

C’è un’idea errata delle immigrazioni. C’è l’idea diffusa che il nuovo arrivato resti sempre uguale a quello che era appena giunto in Italia. In realtà non è così.

Tutti i gruppi che arrivano, chi più chi meno, nel giro di qualche anno vivono grandi processi di assimilazione, assumendo rapidamente molti dei valori – non necessariamente positivi – del luogo di arrivo.

Accade così in tutto il mondo. Se ci pensate è logico sia così, perché la stessa migrazione è segno di volontà di rottura col passato.

Dopo qualche anno, il marocchino diventa Italo-marocchino, l’afgano italo-afgano è così via. E l’italo-marocchino sarà diverso dal franco-marocchino e dall’anglo-marocchino… come oggi un Italo-americano è ben diverso da un Italo-francese…

Per questo è importante mantenere una forte identità italiana, che non è affatto vista male dagli immigrati. La forte identità del luogo di arrivo aiuta gli immigrati ad aver punti di riferimento cui ispirarsi e rapportarsi. Basta non sia identità oppositiva, basata sul rifiuto collettivo dell’altro. Del resto valori come la solidarietà sono (o dovrebbero essere) nel DNA italico.

Se si considera questa prospettiva, la paura che gli immigrati “snaturino” l’Italia è priva di senso. Semmai è l’Italia a “snaturare” i nuovi arrivati.

La Dx sta quindi ritirando fuori il tema delle migrazioni – che era uscito dal radar della campagna elettorale – perché sull’economia non sa più cosa promettere, avendo esaurito il libro dei sogni.

Quello che i cittadini dovrebbero valutare è l’assoluta mancanza, in Veneto e Lombardia, di una politica migratoria orchestrata dalla Regione, a differenza di quanto è accaduto quasi ovunque nel resto d’Italia. Questo non ha impedito l’invio di richiedenti asilo (ripartiti su base regionale) ma ha portato a una gestione caotica dell’accoglienza, che spesso ha suscitato nei cittadini sconcerto e rabbia.

Ora grazie al calo degli arrivi e all’accelerazione delle pratiche di riconoscimento dell’asilo (fenomeni determinati dalle politiche del nostro Governo) le cose stanno cambiando in meglio, in Veneto e in Lombardia come nel resto d’Italia. Ad esempio, la base di Bagnoli, nel Padovano, ha oggi meno di 300 ospiti, quando erano 900 a metà del 2007.

Ovviamente questo la Dx si guarda bene dal riconoscerlo, e quindi tira fuori il solito armementario ideologico, inclusa – appunto – l’invasione etnica, quando in realtà da 2-3 anni gli stranieri in Italia diminuiscono, arrivando a dire cose palesemente false.

Come ha fatto Berlusconi, che domenica ha affermato che il trattato di Dublino (che afferma che i profughi vanno presi in carico dal paese di primo arrivo) lo ha firmato la Sinistra, mentre in realtà lo ha firmato lui nel 2003 (governo Forza Italia e Lega Nord, ministro degli Interni Pisanu).

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