Il mercato del lavoro

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Nel corso dell’ultimo anno, il tasso di occupazione è aumentato in tutte le classi di età, finalmente in modo consistente anche fra i giovani (ma non ancora fra i giovanissimi, che però oggi sono una porzione numericamente marginale del mondo del lavoro).

Continuano ad aumentare anche i lavoratori con più di 50 anni, che per la prima volta nella storia del nostro paese sono più di otto milioni, addirittura due terzi in più rispetto al 2004. I tassi di occupazione dei lavoratori maturi italiani avvicinano ormai quelli dei paesi del centro e del nord Europa, grazie all’accelerazione legata alla riforma Fornero del 2011.

Parallelamente, diminuiscono anche i disoccupati, scesi sotto i due milioni e 800 mila, mezzo milione in meno in tre anni, 177 mila in meno rispetto a un anno fa. Anche il tasso di disoccupazione, nel corso dell’ultimo anno, è diminuito sensibilmente per i giovani e per gli adulti, rimanendo costante – ma su livelli contenuti – solo fra gli over 50.

Nell’aprile 2017 il tasso di disoccupazione degli under 25 è del 34%: un livello ancora inaccettabile, ma inferiore di tre punti rispetto all’anno scorso, dieci punti in meno rispetto all’aprile del 2014.

Questi dati hanno stupito favorevolmente gli economisti, che non si aspettavano questa accelerazione di inizio 2017. Tuttavia la crisi non è certo passata e siamo ancora lontanissimi dalla piena occupazione. I tassi di occupazione degli uomini giovani e adulti sono ancora assai inferiori rispetto a prima della crisi, mentre il tasso di occupazione delle donne – sia pure in crescita anche nell’ultimo decennio – è ancora fra i più bassi d’Europa.

Come ha suggerito proprio ieri il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nelle sue “Considerazioni finali”, bisogna continuare a lavorare su diversi fronti: incrementare la produttività del lavoro, aumentare la qualità del capitale umano, migliorare le connessioni fra formazione e lavoro, premere l’acceleratore sulle politiche attive del lavoro, sostenere gli investimenti pubblici e privati, ridurre la spesa pubblica improduttiva, diminuire la tassazione per le imprese e il cuneo fiscale…

Un’agenda impegnativa per la prossima legislatura. Solo così l’Italia tornerà ad essere un paese attrattivo per i giovani italiani e stranieri, e la rondine del lavoro italiano di aprile 2017 potrà diventare una duratura primavera.

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