La necessità di una Cartografia Geologica

imageEcco l’Intervento che ho appena svolto nell’aula del Senato sulla mozione Progetto Cartografia Geologica

Come ben dice la mozione in discussione, il Progetto Cartografia Geologica è incompiuto: infatti dal 1989 ad oggi è stato realizzato a scala 1:50.000 solo per il 40% del territorio italiano.

È molto grave che un Paese come il nostro, soggetto a molti rischi geologici (frane, eventi alluvionali, terremoti, attività vulcanica) e densamente antropizzato, non si sia ancora dotato di una cartografia geologica a scala adeguata e realizzata secondo approcci scientifici moderni.

Vale la pena ricordare come uno dei primi interventi messi in atto dopo il disastroso terremoto del Friuli nel 1976 fu proprio la carta geologica di dettaglio delle zone più colpite (rilevamenti a scala 1:10.000 e 1:25:000), realizzata nell’arco di pochi mesi, grazie all’attività di geologi delle università e ricercatori del CNR, che finanziò il progetto.

La cartografia disponibile su tutto il territorio, realizzata tra la fine del XIX secolo e gli anni ’60 del secolo scorso, oltre ad essere a scala inadeguata (1:100.000) per la pianificazione del territorio e la mitigazione dei rischi, è stata realizzata secondo teorie ed approcci in parte superati. Infatti, il progresso delle conoscenze geologiche negli ultimi 50-60 anni è stato notevolissimo. Bisogna quindi puntare a un progetto organico, con finanziamenti continui nel tempo, in modo da poter completare nell’arco di pochi anni, la cartografia geologica su tutto il territorio nazionale, iniziando dalle aree a maggior rischio sismico.

La spesa per il completamento della carta geologica d’Italia non è giustificata solo dagli ovvi motivi scientifici e applicativi, ma anche dal fatto che per la sua realizzazione servono migliaia di ricercatori, provenienti dalle Università e dagli Enti Locali. Si tratta di ricercatori di alto livello che imparano così sul campo il «mestiere». Tutto ciò li porterà ad acquisire un metodo di ricerca finalizzato alla raccolta sul terreno di dati importantissimi.

Inoltre, dietro agli studenti e ai giovani ricercatori ci sono i professori e i ricercatori senior, che partecipando a questi progetti hanno l’occasione per approfondire queste tematiche, consentendo così la formazione di una classe scientifica moderna, finalmente aggiornata su temi di salvaguardia del territorio e di prevenzione della pericolosità sismica e in grado di competere a livello internazionale. E’ quello che avvenne nelle università italiane dopo l’alluvione del 1966, grazie ai Progetti Finalizzati, promossi dalla Commissione presieduta dal professor Marchi.

Purtroppo, guardando la distribuzione delle carte geologiche di recente realizzazione rispetto al territorio nazionale, si nota come vi siano state Regioni/Province più attive di altre. Bisognerebbe valutare di imporre a tali enti la realizzazione delle carte geologiche superando, come suggerito dalla mozione, il vincolo del patto di stabilità ed eventualmente riconsiderando per alcune il cofinanziamento. Ciò vale soprattutto per le zone recentemente colpite da terremoti, come mostra anche la prima citata esperienza del Friuli.

La mozione prende spunto dai recenti eventi sismici. Va però ricordato che la cartografia geologica è indispensabile anche perché gran parte del territorio italiano è soggetto a rischio idrogeologico (frane e alluvioni). Inoltre, la cartografia geologica è anche uno strumento fondamentale per la pianificazione e gestione del territorio: pianificazione urbanistica; progettazione di opere (strade, gallerie, ecc.); gestione delle risorse naturali (in particolare risorsa idrica); gestione di aree protette (vedi ad esempio Dolomiti, patrimonio Unesco).

Infatti le valutazioni geologiche preliminari hanno bisogno di osservazioni su più scale. Non basta l’osservazione di dettaglio, del sito su cui si vuole intervenire con un’opera e su cui si fa un’indagine geologia ad hoc; ci vuole anche uno sguardo di insieme, per capire a quali dinamiche di scala più vasta è soggetta quella porzione di territorio. Per questo ci vogliono le carte a scala 1:50.000.

Per essere ancora più espliciti, la cartografia geologica è il primo strumento geologico, una carta tematica con relativa banca dati. Il prodotto finale infatti non è solo una carta, ma anche note illustrative e, soprattutto, un database che contiene molte informazioni non rappresentate sulla carta stessa, di cui un paese come il nostro non dovrebbe fare a meno.

Successivamente, possono essere molti gli approfondimenti geologici su una determinata area (micro-zonazione sismica – come ricordato nella mozione – ma anche valutazione specifica del rischio da frana, rischio legato ad eventi alluvionali, vulnerabilità delle risorse idriche superficiali e sotterranee, ecc.), ma la “Carta geologica” rappresenta sempre il punto di partenza.

Infine, una migliore conoscenza della complessa geologia del nostro giovane (geologicamente parlando) paese, serve non solo a limitare i danni che questa giovane età e questo grande dinamismo creano, ma anche a valorizzare il patrimonio geologico, soprattutto per quanto riguarda i geositi, in una prospettiva di turismo in generale e di geo-turismo più in particolare.

Non esitiamo, quindi: le nuove risorse per completare il Progetto Cartografia Geologica d’Italia saranno certamente soldi ben spesi.

Lascia un commento

Archiviato in post

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...