Sulla riforma Costituzionale

img_0754

La riforma costituzionale prevede la clausola di supremazia: se una Regione e’ inadempiente in una sua funzione, lo Stato può (deve) intervenire. Il fronte del NO ci accusa per questo di essere “centralisti”. È vero il contrario. Questa norma esalta la dialettica fra l’autonomia e la responsabilità nel governo delle Regioni.

Tre esempi attualissimi su tre provvedimenti che ho seguito e sto seguendo in Parlamento, per spiegare l’importanza di questa norma.

La SIA (sostegno per l’inclusione attiva), strumento importante di lotta alla povertà finanziato con centinaia di milioni in legge di Stabilità 2016) è bloccata in alcune regioni (es. Calabria) per inadempienza delle medesime. Se ci fosse già oggi in Costituzione la clausola di supremazia statale – quella prevista dalla riforma – lo Stato potrebbe intervenire sostituendosi alla Regioni inadempienti e (forse) le Regioni si sarebbero mosse con maggior solerzia.

Lo stesso sta accadendo per un’altra faccenda che sto seguendo, ossia i soldi per i centri antiviolenza: lo Stato li ha dati alle Regioni, ma molte non si muovono. Facciamo bene a stracciarci le vesti e a intervenire in aula al Senato per ogni disgraziata ammazzata dal marito o dal fidanzato, ma il nostro vero contributo da legislatori sarebbe approvare leggi che le difendano. La clausola di supremazia statale è una di queste: non per svalorizzare il lavoro delle Regioni, ma per esaltarlo, proprio grazie al controllo statale.

Infine la chiusura dei manicomi criminali. Gran parte del ritardo nella chiusura e nella costruzione di reparti a custodia rafforzata negli ospedali pubblici è stata causata dal ritardo di alcune Regioni (fra cui il Veneto) nell’utilizzare i finanziamenti dedicati e da tempo stanziati. La situazione si è sbloccata quando nella legge dedicata a questo tema, l’anno scorso, abbiamo inserito la clausola di supremazia, quasi applicata, ad esempio commissariando il Veneto, che non aveva ancora stabilito dove mettere il reparto dedicato a causa di litigi interni fra Asl.

Perché senza responsabilità e senza controllo non c’è vera autonomia, e alla fin fine è lo Stato il responsabile ultimo del benessere dei suoi cittadini.

Lascia un commento

Archiviato in post

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...