Il mio intervento sull’Eco-bonus 

  
In questi giorni in Senato abbiamo discusso di detrazioni edilizie (il cosiddetto eco-bonus). Il governo si è impegnato a stabilizzare la misura per un triennio (2017-19) nella nuova legge di stabilità. Le mozioni dei vari gruppi sono state approvate in modo unanime. Una bella pagina parlamentare, preparata da approfondite discussioni e interlocuzioni con le parti. Di seguito il mio intervento in aula.

Intervento del Sen. Dalla Zuanna sulle mozioni parlamentari per la stabilizzazione degli eco-bonus.

Gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto hanno già opportunamente sottolineato l’importanza degli eco bonus edilizi nel quadro della politica energetica, ambientale ed economica dei governi che si sono succeduti dal 2007 a oggi. 

A tale proposito, voglio solo ribadire che le stime del CRESME hanno messo in luce la sostanziale neutralità, o addirittura i vantaggi per la finanza pubblica di questa misura, una volta che i calcoli non vengano limitati a una sola annualità, ma siano allargati al medio periodo, grazie all’attitudine dell’eco bonus di far emergere lavoro nero e di produrre entrate fiscali aggiuntive, sotto diverse forme. Dati recentissimi sembrano inoltre mostrare che per l’inizio del 2016 le richieste sono cospicue, maggiori rispetto al 2015.

Questi risultati, da soli, sarebbero sufficienti per suggerire il consolidamento di questa misura, anche a prescindere dai vantaggi ambientali e occupazionali, oltre che dall’importante contributo fornito al processo di riduzione dei gas serra.

La discussione parlamentare di oggi, ancorché tardiva, è un’importate opportunità per ragionare su diversi punti da segnalare al Governo, anche in vista delle leggi di stabilità e di bilancio per il 2017.

Entrando più nello specifico, voglio qui sottolineare alcuni punti della mozione 1-00456 a firma di molti senatori del Partito Democratico, alcuni dei quali – peraltro – vengono ripresi anche dalle altre mozioni sullo stesso tema, auspicando approvazioni trasversali il più possibile condivise.
Il primo punto è la richiesta di stabilizzare l’eco bonus, o almeno di una sua proroga pluriennale, in modo da farlo entrare più stabilmente nel sistema fiscale nazionale. È vero che uno stanziamento annuale ha il tendenziale vantaggio si spingere gli utenti ad accelerare i tempi dei lavori. Tuttavia, spesso gli interventi complessi, ossia proprio quelli di maggiore efficacia in termini di risparmio energetico sui grandi edifici, non riescono ad esaurirsi nel corso di un anno, e quindi sfuggono alla possibilità di accedere con modalità semplici all’incentivo.

In secondo luogo, andrebbero rivisti i tempi di erogazione dell’incentivo, tempi che potrebbero non essere fissi (ora 10 anni) ma crescenti con l’ammontare della spesa, al fine di rendere più conveniente la detrazione fiscale per i microinterventi.

Un terzo punto importante riguarda l’estensione dell’eco bonus – con meccanismi fiscali da definire – anche a soggetti diversi dalle famiglie e agli edifici di edilizia residenziale pubblica. Infatti, l’efficienza energetica è oggi particolarmente deficitaria anche per altri edifici, ad esempio gli edifici di proprietà di enti no profit. Anche se interventi di questo tipo non potrebbero utilizzare in modo diretto la leva fiscale, il loro costo – nel medio periodo – sarebbe nullo, come ho sottolineato all’inizio di questo intervento.

Ancora. L’eco bonus potrebbe essere esteso anche alla costruzione di edifici nuovi, quando siano rigorosamente seguiti criteri di bio edilizia o a energia zero o quasi zero, specialmente se questi edifici vengono costruiti in sostituzione della cubatura di edifici esistenti a scarsa efficienza energetica.

Infine, è fondamentale organizzare studi indipendenti più sistematici sull’efficacia di questa misura fiscale, studi che ne mettano bene in evidenza i vantaggi, oltre agli eventuali svantaggi, adottando diversi punti di vista.

Insomma auspico che in un prossimo provvedimento legislativo l’eco bonus venga meglio articolato e segmentato, sfruttando così in misura maggiore le spinte economiche e ambientali che possono derivare da tale misura.

È impressione condivisa che l’eco bonus sia stato uno degli interventi fiscali più importanti e vincenti dell’ultimo decennio di governo. Fra le altre cose, l’eco-bonus ha dato ossigeno a molte imprese in un momento di profonda crisi del comparto edilizio, ha migliorato la qualità della vita e diminuiti i costi energetici per molte famiglie, ha permesso enormi risparmi di combustibili fossili. Tutti vantaggi conseguiti a costo praticamente nullo. Vale quindi la pena di cesellare meglio questa misura, migliorandola, estendendola e stabilizzandola.

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