Sulla fusione delle BCC di S. Elena e Piove di Sacco

bcc

Prosegue il processo di fusione fra BCC di Sant’Elena e di Piove di Sacco. Un percorso virtuoso per un Veneto più solido.

Dopo il sì al bilancio l’annuncio in assemblea: già avviato il piano industriale per unire le due banche (dal Mattino di Padova di oggi)

Bcc Sant’Elena, fusione con Piove

Con un voto praticamente unanime (469 favorevoli e 2 astenuti) i soci della Banca di Credito Cooperativo di Sant’Elena, riuniti in assemblea al Centro “Papa Luciani” di Padova, hanno approvato ieri mattina il bilancio 2015. L’esito non era scontato, vista la perdita di 26,7 milioni di euro annunciata alla vigilia e illustrata ieri ai soci presenti.

«Si è trattato di un anno particolarmente difficile, il peggiore, almeno dal punto di vista economico, da quando la nostra banca è nata» non ha nascosto il presidente della Bcc di Sant’Elena, Gianni Pavanello «Per ragioni di opportunità e di garanzia rispetto al futuro, la banca ha effettuato rettifiche di valore sui crediti per 30 milioni di euro, mettendo così fine a quel lento stillicidio derivante dalla continua perdita di valore dei beni a garanzia delle operazioni di credito deteriorato.

La contingenza della valutazione dei crediti tra l’altro si è manifestata in un momento storico in cui la redditività della gestione ha toccato il punto minimo, con il livello molto basso (addirittura negativo nella seconda parte dell’anno) dei tassi di interesse e una serie di voci di costo straordinarie – come il “salvataggio” di alcune banche non solo del credito cooperativo – che hanno inciso pesantemente nel risultato finale». L’istituto ha deciso di sacrificare una parte di capitale (sceso da 100 a 76 milioni di euro) ma senza mettere in discussione la sua solidità patrimoniale, che vanta un indice, il Cet 1 (principale indicatore), pari a 13,93%, contro il 12,3% del resto del sistema bancario.

L’altro piatto forte di giornata è stato l’annuncio di avvio del piano industriale per legarsi alla Bcc di Piove di Sacco: «Dopo quasi un anno di studio reciproco e di intenso lavoro, si sono pienamente percepiti i benefici della combinazione aziendale che porterà tanti miglioramenti a soci e clienti, mediante una maggiore efficienza produttiva e una struttura organizzativa potenziata; il tutto senza sacrificare la forza del marchio, l’identità, il livello di servizio che la nostra banca ha espresso in tanti anni». Non è escluso che il processo comporti alcuni esuberi, anche se entrambi gli istituti entro l’anno registreranno numerosi pensionamenti e se le sovrapposizioni sono limitate a tre sportelli (Mandria, Legnaro e Villatora).

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