Padova: Allerta Smog

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Cari Amici

Di seguito il mio intervento introduttivo all’incontro “No Smog” tenutosi sabato 5 Marzo presso la sala Anziani nel municipio di Padova

Il persistente sforamento dei limiti di PM10 di questo strano inverno 2015-16 ha messo in drammatica evidenza un problema strutturale della pianura padana. Un problema che non ha facili soluzioni, e che finora, nella nostra città e nei nostri territori, è stato affrontato solo con cure palliative. Gran parte delle polveri sottili vengono prodotte da due azioni: il riscaldamento degli edifici e il traffico. Io credo che la buona politica si qualifichi anche – e forse specialmente – per la volontà e la capacità di affrontare questioni come questa. Infatti una soluzione durevole passa per azioni complesse, coordinate, non episodiche, che devono avere come punto d’arrivo il mutamento di consolidati comportamenti di massa. Governo nazionale, amministrazioni locali, operatori economici e famiglie dovrebbero puntare – all’unisono – verso soluzioni condivise.

È una sfida che va colta da chi, come il PD, vuole proporre un modello nuovo di città, che metta al primo posto la salute e il benessere dei suoi cittadini, a partire da quelli più deboli. Un modello che per essere credibile deve identificare vie concrete di sviluppo. Non abbiamo certo in mente l’improbabile ritorno a una società bucolica, che fra l’altro non è mai esistita… Tuttavia, diciamo con forza che le vie indicate dalle attuali amministrazioni leghiste di Padova e del Veneto sono antistoriche e autolesioniste. Favorire l’avvicinamento e lo stazionamento delle auto nel centro storico; riproporre il progetto di camionabile Padova – Marghera; rinunciare a decine di milioni di finanziamenti pur di rifiutare l’ipotesi di nuove linee di tram; abbandonare a se stesse le piste ciclabili esistenti senza progettarne di nuove; realizzare nuovi centri commerciali in zone periferiche, ammazzando i negozi di quartiere: sono scelte dissennate, che aumentano il traffico su gomma e le emissioni di PM, peggiorando nel contempo la qualità della vita di molti cittadini e – alla fin fine – penalizzando anche il commercio.

Con questa iniziativa, il PD vuole confrontarsi con gli amministratori e con i cittadini per individuare alcune soluzioni possibili, contribuendo alla costruzione di una nuova città.

In via preliminare, vorrei mettere l’accento su alcune scelte del governo nazionale che, al di là della facile retorica, vogliono “cambiare verso” rispetto al passato. Il ministro delle infrastrutture Del Rio sta operando su tre direttrici fondamentali: la “cura del ferro”, gli “interventi dolci” sulle strade, l’incentivo alle bici. Qualche esempio, rilevante per la nostra regione. Verrà quadruplicata la linea ferroviaria Brescia – Padova, trasformandola in una linea ad alta capacità, rinunciando a nuove faraoniche e inutili stazioni a San Lazzaro e a Vicenza Fiera e a una nuova, devastante linea ad alta velocità, realizzando anche – ci auguriamo tutti al più presto – la bretella con l’aeroporto di Tessera. L’accordo di programma con il Trentino rinuncia a nuove autostrade sia sulla Valsugana sia sulla Valdastico, puntando invece a rafforzare la ferrovia Padova-Trento, eliminando nel contempo i “punti neri” sulla statale 47 fra Trento e Padova, e allargando sostanzialmente la strada fra Piovene Rocchette e Trento Sud, realizzando nuovi lunghi tratti in galleria. Inoltre, nell’ultimo anno il governo Renzi ha stanziato complessivamente 96 milioni per realizzare grandi arterie ciclabili, fra cui la VENTO da Torino a Venezia lungo il Po, la Peschiera – Verona – Firenze e la Verona – Bologna.

Altra scelta nazionale importante è il tavolo fra Ministero dell’Ambiente, Regioni e ANCI per coordinare gli interventi di lotta alle polveri sottili. È un tavolo nato a fine 2015 sulla spinta dell’emergenza, ma che si sta rivelando importante anche per amplificare le buone pratiche. Un’altra azione poco appariscente, ma cruciale – di cui parlerà fra poco Marino Berton – è la semplificazione del conto termico, per favorire da parte dei privati la sostituzione dei dispositivi di riscaldamento inquinanti, in modo da riuscire a spendere rapidamente gli 800 milioni stanziati. Infine, il Governo con la legge di stabilità 2016 ha confermato gli incentivi al 66% per l’efficienza energetica degli edifici privati. È una politica azzeccata, che da fine anni ’90 ha erogato quasi 20 miliardi di euro, che – secondo i calcoli del CRESME – sono tutti rientrati nelle casse dello stato, grazie all’emersione del nero, alla tassazione aggiuntiva e alla sfasatura temporale fra spesa del privato e detrazione fiscale.

Ci sarebbero molti altri aspetti delle politiche nazionali da sottolineare, a dire il vero non tutti positivi, e magari ci sarà occasione di parlarne più tardi. Voglio solo sottolineare la difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, anche in Commissione Ambiente del Senato, per mettere assieme le diverse criticità, ad esempio per bilanciare l’esigenza di ridurre le polvere sottili senza aumentare le emissioni di gas-serra.

Come dicevo, questa mattinata di confronto è punto di partenza per proporre una città e una provincia nuova, guardando più ad Amsterdam e all’Olanda che a Los Angeles. Prima di dare la parola agli amministratori e a Legambiente, approfondiamo tre aspetti. Al dottor Mauro Ramigni, dirigente medico del reparto prevenzione dell’ULSS di Treviso, chiediamo di raccontarci quali azioni sono possibili per indurre i cittadini a scegliere comportamenti più salutari, in particolare a muoversi a piedi e in bici. A Marino Berton, general manager dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali, chiediamo di chiarire se e come è possibile ridurre in modo sostanziale le emissioni di PM, senza essere costretti ad aumentare le emissioni di CO2 e senza rinunciare a scaldare o raffreddare le nostre case. Infine Pierfrancesco Maran, Assessore all’Ambiente del Comune di Milano, ci racconterà l’esperienza di riduzione del traffico nella cerchia dei Bastioni della Città di Milano. Vogliamo capire se queste pratiche stanno dando risultati tangibili, e se possono essere estese anche ai nostri territori.

1 Commento

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Una risposta a “Padova: Allerta Smog

  1. WALTER BIANCO

    Caro Senatore, del problema, se ricordi, ne abbiamo parlato a Legnaro assieme al Presidente del Centro Studi SITAB (Oggi chiuso). Ho continuato a seguire la questione e ti faccio pervenire una delle soluzioni possibili per abbattere l’inquinamento dell’aria almeno nelle zone dove si fa ancora uso di cippato di legno da sarmenti viticoli. Ecco il ling alle slides che utilizzo negli incontri informativi per il mondo agricolo: https://drive.google.com/file/d/0BxX47vnKMW78SVRNdVZOd2FVSzA/view?usp=sharing . Cordiali saluti e ritienimi a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti. Walter BIANCO, Oderzo

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