La gravidanza surrogata e le unioni civili 

  
Cari amici 

Ecco alcune spunti sulla gravidanza surrogata ed il mio intervento sulla legge sulle unioni civili 

Il tema in gioco è enorme. Nel nostro piccolo abbiamo la possibilità, nel ddl Cirinna’, di fare da battistrada verso il bando mondiale di questa pratica.

Migliaia di donne firmano per l’abolizione della maternità surrogata
In Francia è stata firmata la carta per l’abolizione della GPA. Purtroppo c’è un grande silenzio della sinistra italiana e ahimè  anche di tante mie colleghe. Ma questa battaglia la vinceremo!

Firmata la carta per l’abolizione della Gpa La Francia all’Italia: la sinistra si schieri

Di seguito vi riporto Il mio intervento in aula sulla legge sulle Unioni Civili

Dieci anni fa, scrivendo un libro sui grandiosi cambiamenti demografici in Italia e in Europa, mi sono espresso favorevolmente sul matrimonio degli omosessuali, formulando invece forti perplessità sull’opportunità di riconoscere come istituto giuridico le coppie di fatto. Affermavo inoltre che occorre regolare la valenza pubblica dei diritti e dei doveri delle singole persone che convivono, ancora una volta a prescindere dal loro orientamento sessuale, perché la convivenza è diventata – anche in Italia – un passaggio normale della vita di coppia. 

Per quanto riguarda le coppie di fatto, mi auguro che la mia opinione di allora possa essere tradotta in legge. Per fare questo, il titolo II dell’attuale testo-base andrebbe però fortemente modificato, come propongono alcuni emendamenti (anche) da me sostenuti. Vanno infatti tolti gli automatismi che configurano un nuovo istituto giuridico, in modo peraltro assai confuso. Ad esempio, nel testo si parla di stabile convivenza, senza definire questa stabilità, che inizierebbe – sembra di comprendere in automatico – nel momento di fissazione della residenza anagrafica comune. Va inoltre meglio precisata la natura individuale di quanto si va a fissare nelle nuove norme, generalizzando gli elementi contrattuali del patto che si va a stabilire fra i due contraenti.

Come ha ben chiarito la Corte Costituzionale, a differenza delle coppie omosessuali, le coppie eterosessuali che vogliono stabilizzare e rendere pubblica la loro unione affettiva possono sposarsi, tanto più che questo Parlamento ha reso assai più flessibile il matrimonio, rendendo molto più semplice e rapido il suo scioglimento.

Del resto, è sbagliato pensare al matrimonio come a un vecchio arnese ormai in disuso. Alcuni paesi europei, araldi nei mutamenti coniugali e riproduttivi, stanno vivendo un vero e proprio revival del matrimonio. In Svezia nel 2013 il tasso di nuzialità è stato del 5,3 per mille abitanti, il 20% in più rispetto al 2000, il 65% in più rispetto all’Italia del 2013. 

Quanto alle unioni omosessuali, con la sua sentenza del 2010, la Corte Costituzionale ha riconosciuto il loro valore costituzionale, ma non le ha equiparate al matrimonio. La Corte riconosce una differenza che non risiede tanto nel volere dei padri costituenti – che evidentemente non potevano considerare fenomeni sociali che ancora non esistevano nella forma e nell’estensione attuale – ma nel diverso status delle unioni omosessuali, che non possono accedere alla generazione naturale. 

La Corte, così esprimendosi, ha colto la sensibilità del paese, come mostrano questi mesi di sondaggi e interlocuzioni dirette con la gente. Gli italiani, specialmente i più giovani, sono in maggioranza aperti al riconoscimento giuridico delle coppie stabili omosessuali. Una larga maggioranza, però – giovani, adulti e anziani – esprime forti perplessità sul coinvolgimento delle coppie omosessuali nella generazione e nell’educazione dei minori. Del resto, va ricordato che in quasi tutti i paesi la regolamentazione giuridica delle unioni omosessuali è proceduta per passi successivi.

Nel legiferare su questi delicati temi, la posizione dell’opinione pubblica va tenuta bene in conto, non perché dobbiamo farci pilotare dai sondaggi, ma poiché parti di questa legge saranno – con tutta probabilità – a forte rischio di un referendum che – con l’auspicabile approvazione delle riforme costituzionali – potrà essere valido con un quorum molto più basso di quello attuale (oggi sarebbe il 35%). 

Poche settimane fa in Slovenia, una società secolarizzata, dove più di metà dei bambini nasce al di fuori del matrimonio, una larga maggioranza referendaria ha abrogato il matrimonio omosessuale, pur mantenendo una legge sulle unioni civili fra persone dello stesso sesso.

Quindi a noi spetta il difficile compito di tenere sullo sfondo le nostre convinzioni personali, interpretando la sensibilità del paese, approvando una legge che non contrasti con il pronunciamento della Consulta, contemperando le aspirazioni di tutti i soggetti coinvolti, partendo da quelli più deboli, quelli che – come ci ha appena ricordato Monica Cirinnà – non hanno voce, e possono parlare solo attraverso di noi. Fra questi soggetti deboli non possiamo dimenticare le donne che accettano di fare da gestanti per altri. È una pratica che viene vista in modo negativo da larghissima parte dell’opinione pubblica, del movimento femminista, che proprio oggi si ritrova al Parlamento francese per condannare questa pratica, e dal Parlamento di Strasburgo. È una pratica – permessa peraltro in pochissimi paesi – dove la donna si trova spesso ad essere soggetto passivo, ad esempio dovendo accettare, da contratto, di abortire se ciò viene deciso dal committente, o a non avere alcun rapporto con il bambino frutto della sua gravidanza.

Nell’accesa discussione di questi mesi, alcuni postulano l’estraneità di questa legge dal tema della gravidanza per altri. Ma in realtà non è così.

Il combinato disposto fra attuale testo-base e la possibilità di usufruire all’estero della surroga di maternità, determina qualcosa di diverso dall’adozione del figliastro, ossia del bambino figlio del partner nato da un unione diversa da quella attuale, quando l’altro genitore sia scomparso. 

Per le coppie di uomini omosessuali, l’unico modo per avere un figlio – da loro peraltro percepito come pienamente proprio e condiviso – è usufruire della gravidanza di un’altra donna (o di due donne). Esattamente come accade per una coppia eterosessuale quando la donna non è in grado di avere un bambino.

Con l’attuale testo, di fatto la norma sull’adozione del figliastro viene utilizzata in modo surrettizio, trasformandosi in qualcosa di paradossale, dal punto di vista giuridico, ossia nella legalizzazione anche in Italia della surroga di maternità, purché sia praticata all’estero.

Per questo motivo un gruppo di trenta senatori ha presentato un emendamento, a mia prima firma, che per i cittadini italiani rende illecita la surroga di maternità anche se compiuta all’estero – sia per le coppie omosessuali che per quelle eterosessuali – dando tuttavia al giudice la possibilità di registrare in Italia l’atto di nascita del bambino, con l’indicazione del genitore biologico, in nome del superiore interesse del minore.

Questo Parlamento ha la grande responsabilità di dare un valido contenuto normativo a importanti cambiamenti della vita intima, coniugale e riproduttiva. Cerchiamo di farlo con grande attenzione, tenendo come faro la Costituzione e il bene di tutti i soggetti coinvolti, soprattutto di quelli che non hanno voce.

2 commenti

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2 risposte a “La gravidanza surrogata e le unioni civili 

  1. Francesca Puchetti

    ciao Gianpiero,

    seguo da vicino anche grazie agli articoli che tu invii, sia la questione difficilissima delle unioni civili e stepchild adoption (in particolare) – condividendo la tua posizione –

    e la scellerata amministrazione del nostro sindaco sceriffo (uno che gira con la pistola non saprei come altro definirlo); dalla Fiera delle Parole alla variante del PRG…cose da pazzi.

    quindi grazie per quanto fai, per quello che scrivi e gli articoli che fai girare.

    posso chiederti di inserire anche Stefano nella tua mailing list? così non devo ogni volta inoltrare anche a lui la tua ‘rassegna’???

    stefano@zanettimoda.it

    ancora grazie e buon lavoro

    francesca

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