Il mio intervento sulle unioni civili 

  
Questo è il mio intervento all’assemblea dei Senatori del Partito Democratico sul ddl sulle Unioni Civili. L’incontro è stato interlocutorio, ma molto utile. Gran parte degli intervenuti:

(1) hanno ribadito l’importanza di recuperare una posizione unitaria all’interno del PD, senza la quale si rischia di non approvare una legge importantissima per il paese;

(2) hanno suggerito di trovare, per quanto possibile, una posizione condivisa prima di tutto con la maggioranza che appoggia il governo;

(3) si sono espressi in senso sfavorevole al fatto che la legge favorisca, in modo surrettizio, la gravidanza surrogata, mentre ogni sforzo andrà fatto per garantire al massimo i diritti dei bambini

Nei prossimi 10 giorni, prima dell’approdo del provvedimento in aula, troverà posto la necessaria attività di mediazione.

Dieci anni fa, scrivendo un libro sui grandiosi cambiamenti demografici in Italia e in Europa, mi sono espresso favorevolmente sul matrimonio degli omosessuali, formulando invece forti perplessità sull’opportunità di riconoscere come istituto giuridico le coppie di fatto. Affermavo inoltre che occorre regolare la valenza pubblica dei diritti e dei doveri delle singole persone che convivono, ancora una volta a prescindere dal loro orientamento sessuale, perché la convivenza è diventata – anche in Italia – un passaggio normale della vita di coppia.

Per quanto riguarda le coppie di fatto, la mia opinione di allora potrà essere tradotta in legge, modificando parte dell’attuale testo-base, togliendo tutti gli automatismi ed estendendo la parte contrattuale.

Quando alle unioni omosessuali, con la sua sentenza del 2010, la Corte Costituzionale ci ha chiesto invece di regolarci in modo diverso, riconoscendo il loro valore costituzionale, ma non equiparandole al matrimonio. La Corte riconosce una differenza che non risiede solo nel pensiero dei padri costituenti – che evidentemente non potevano considerare fenomeni sociali che ancora non esistevano nella forma e nell’estensione attuale – ma nel diverso status delle unioni omosessuali, che non possono essere aperte alla generazione naturale.

La Corte, così esprimendosi, ha colto la sensibilità del paese, come tutti abbiamo potuto constatare in questi mesi di sondaggi e interlocuzioni dirette con la gente. Gli italiani sono in larga maggioranza aperti al riconoscimento giuridico delle coppie stabili omosessuali, ma esprimono forti perplessità sul loro coinvolgimento nella generazione e nell’educazione dei minori.

Questo va ricordato non tanto perché – nel fare le leggi – dobbiamo farci pilotare dai sondaggi, ma poiché questi bambini dovranno poi vivere tutti i giorni in Italia. Inoltre, questa parte della legge è a forte rischio di un referendum che – con l’auspicabile approvazione delle riforme costituzionali – potrà essere valido con un quorum molto più basso di quello attuale. Abbiamo visto tutti ciò che è successo in Slovenia – una società secolarizzata e con una cultura riproduttiva assai più libera di quella italiana, dove più di metà dei bambini nasce al di fuori del matrimonio – dove con larga maggioranza un referendum ha abrogato il matrimonio omosessuale.

Quindi a noi spetta il difficile compito di tenere sullo sfondo le nostre convinzioni personali, interpretando almeno in parte la sensibilità del paese, approvando una legge che non contrasti con il pronunciamento della Consulta, contemperando le aspirazioni di tutti i soggetti coinvolti, partendo naturalmente da quelli più deboli.

Fra questi soggetti deboli non possiamo dimenticare le donne che, in alcuni paesi del mondo, accettano di fare da gestanti per altri. È una pratica che viene vista negativamente da larghissima parte dell’opinione pubblica, da una parte del movimento femminista, dalla forte maggioranza del Parlamento di Strasburgo.

È una pratica dove le donne si trovano spesso ad essere soggetti del tutto passivi, ad esempio dovendo accettare – da contratto – di abortire se ciò viene deciso dal committente, o a non avere alcun rapporto con il bambino frutto della sua gravidanza.

Nell’accesa discussione di questi mesi, alcuni postulano l’estraneità di questa legge dal tema della gravidanza surrogata. Ma in realtà non è così.

Il combinato disposto fra attuale testo-base e la possibilità di usufruire all’estero della gravidanza surrogata, determina qualcosa di diverso dall’adozione del figliastro – che io sarei d’accordo di estendere anche alle unioni civili omosessuali. Per le coppie gay l’unico modo per avere un figlio, da loro peraltro percepito come pienamente proprio e condiviso, è usufruire dell’intervento di un’altra persona (o di due persone) di sesso diverso dal proprio. Esattamente come accade per una coppia eterosessuale, con riferimento alla gravidanza surrogata, quando la donna non è in grado di avere un bambino.

Quindi, nell’attuale testo-base sulle unioni civili omosessuali – essendo in alcuni Stati legalizzata la gravidanza surrogata – di fatto la step child adoption si trasforma in qualcosa di paradossale, dal punto di vista giuridico, ossia nella legalizzazione anche in Italia di tali pratiche, purché siano praticate all’estero.

Per evitare questo iato legislativo ci sono due possibilità. O si legalizza anche in Italia la gravidanza surrogata – ma questo non è nell’agenda parlamentare – oppure nella nuova legge sulle Unioni Civili si modifica la step child adoption.

La proposta di alcuni di noi di sostituirla con l’affido rafforzato ha proprio l’obiettivo di garantire pienamente i diritti del bambino, ma senza legalizzare – di fatto – pratiche illecite in Italia.

Per scoraggiare ulteriormente il ricorso alla gravidanza surrogata, e per evitare l’accusa di discriminazione verso gli omosessuali, possiamo lavorare ulteriormente su questa idea, estendendo l’affido rafforzato alle coppie eterosessuali, quando il giudice constati il ricorso alla gravidanza surrogata. Ora la giurisprudenza tende a concedere anche alla moglie la piena potestà genitoriale, mentre estendendo l’affido rafforzato si potrebbe, anche in questo caso, tutelare pienamente il bambino, ma senza legalizzare in modo pieno comportamenti illeciti dell’adulto.

Lascia un commento

Archiviato in post

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...