Una piccola vittoria per l’equità #apple

  
Complimenti al PM Greco di Milano – che ho avuto occasione di apprezzare in Commissione al Senato – che è riuscito a far entrare nelle casse del fisco italiano 318 milioni di euro dalla Apple, e che ora sta trattando con altri colossi dell’informatica (in primis Google) per la restituzioni di altri importi milionari di tasse non pagate. Già Prada, per continuare a esistere in Italia, è stata “costretta” alla fine del 2013 a pagare quasi 400 milioni. Queste grandi aziende fanno shopping fiscale, mettendo le loro sedi nei luoghi fiscalmente più convenienti (Irlanda e Olanda, ad esempio), pretendendo di pagare là le (mini) tasse su profitti realizzati in Italia. In Italia ci sono aziende che arrivano a pagare fino a più del 50% di tasse sugli utili, ed è immorale che le grandi multinazionali – che magari si danno anche l’aria di essere green, di fare beneficenza e quant’altro – si prendano gioco del fisco, pagando in certi casi meno del 10% sugli utili, sfruttando le maglie delle differenze fiscali. Bene quindi se la giustizia riesce a contrastare queste vere e proprie rapine. Ma sarabbe ancora meglio giungere gradualmente a una legislazione europea unificata su questi temi. Perché mai l’Olanda, il Lussemburgo e l’Irlanda devono arricchirsi con le tasse degli altri stati?

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