Le misure necessarie per una migliore qualità dell’aria

  
Cari amici, 

ecco alcune riflessioni condivise con l’amico Fabio Bui sull’emergenza PM10.

L’emergenza smog in tutta la Pianura Padana ha messo tutti di fronte a una verità spesso dimenticata. Nel suo piccolo, il nostro territorio vive la stessa situazione che il mondo intero deve affrontare per la lotta al riscaldamento globale: come l’effetto serra si combatte solo mediante la cooperazione di tutti i paesi del mondo, così è impossibile combattere lo smog con iniziative dei singoli comuni e dalle singole famiglie. Per ottenere risultati, divisione e improvvisazione debbono lasciare spazio a unione e programmazione. 

In questa prospettiva, è bene che la Provincia di Padova, il Ministero dell’Ambiente e infine la Regione abbiano riunito gli enti locali e le autorità preposte, per prendere insieme decisioni per combattere l’emergenza. Tuttavia, lo stesso spirito unitario andrebbe mantenuto anche per combattere il male alla radice. 

Due sono le direttrici fondamentali. In primo luogo, dobbiamo lavorare per la mobilità sostenibile. Vanno fatti investimenti sui mezzi pubblici: ad esempio, i pendolari di Camposampiero prenderanno il treno invece dell’auto se in stazione troveranno un parcheggio, se veri treni – e non carri bestiame – saranno frequenti e a cadenza regolare, se appena arrivati in stazione a Padova potranno trovare la bici o un autobus al massimo dopo pochi minuti di attesa. Allora non servirà mettere improbabili ticket di ingresso a Padova, ma le persone troveranno conveniente, sicuro e utile utilizzare la bici, i mezzi pubblici o i veicoli privati meno inquinanti.

Per agevolare gli spostamenti, la Regione dovrebbe finalmente adoperarsi per il biglietto unico treno-bus, così come già accade da tempo in altre aree del paese. Va poi sfavorito l’utilizzo dei mezzi più inquinanti: da questo punto di vista è positivo che la Legge di Stabilità 2016 incentivi in modo significativo la rottamazione dei veicoli euro 0, 1 e 2. Ma il Governo dovrebbe fare ancora di più per favorire le auto a metano, ibride ed elettriche. Infine, si deve puntare sempre più sulle biciclette: anche su questo versante la Legge di Stabilità 2016 ha messo fondi importanti, ma è compito specialmente dei Comuni e della Provincia premere sempre di più l’acceleratore sulle piste ciclabili, accedendo a fondi nazionali ed europei. 

Per fare tutto ciò servono investimenti importanti, molto maggiori di quelli finora programmati dallo Stato e dalla Regione. E magari Padova non avrebbe dovuto perdere … il tram! Servono volontà politica, determinazione, voglia di fare, fantasia, programmazione, guardando all’esempio di altre città italiane e specialmente europee. Negli anni ’60 Amsterdam era piena di auto, e oggi è il paradiso dei tram, dei bus e specialmente delle bici.

In secondo luogo, poiché gli sforamenti di PM10 sono quasi tutti concentrati in inverno, servirà a poco limitare il traffico se – in contemporanea – non si lotta anche contro il particolato prodotto dal riscaldamento, specialmente dal gasolio e dei combustibili legnosi. Anche su questo versante è fondamentale l’intervento dello Stato o della Regione. Vanno penalizzati i riscaldamenti a legna di tipo antiquato, che producono venti volte più particolato rispetto alle stufe a legna moderne; va disincentivato il riscaldamento a gasolio, incentivato quello a metano o con uso diretto di elettricità. 

Come continuano a fare i Governi ormai da molti anni, va incentivata fiscalmente la ristrutturazione energetica delle case, dei condomini, ma anche dei grandi edifici pubblici e privati, e va favorita l’installazione di caldaie e stufe più efficienti. Fra l’altro, si è visto che nel medio periodo queste misure hanno costo zero, perché quanto lo Stato versa in detrazioni, viene restituito in tasse, grazie anche all’emersione di importanti quote di lavoro nero. Infine, il risparmio energetico si attua anche con buoni regolamenti comunali sul riscaldamento degli edifici pubblici e privati. 

Come dicevamo all’inizio, è molto importante dare ai cittadini segnali di unità, altrimenti le autorità danno l’impressione di non saper bene dove sbattere la testa e di muoversi sostanzialmente a caso. Non ha quindi senso che un Comune vieti – ad esempio – i falò, mentre quello vicino li permette, un altro imponga il blocco del traffico e quello vicino le targhe alterne, e così via. L’ideale è che lo Stato e le Regioni siano il primo centro di decisione e di coordinamento, o che i Comuni deleghino le scelte alla Provincia, impegnandosi però a rispettarle. Perché su queste tematiche, da soli non si riesce a fare nulla, la salute dei cittadini vale più dell’illusione di essere “padroni a casa nostra”.

Fabio Bui, Vice Presidente Provincia di Padova

Gianpiero Dalla Zuanna, Commissione Ambiente del Senato

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