Grazie don Giorgio 

  
Cari amici virtuali (sempre di più anche reali). Qualche anno fa, assieme ad alcuni amici, ho fondato un’associazione per dare una mano a don Giorgio Ronzoni, parroco di Santa ofia in Padova e mio amico d’infanzia, che a cusa di un incidente è tetraplegico in carrozzina. Ma riesce a continure a fare il parroco, grazie soprattutto alla sua tenacia e all’affetto dei parrocchini e degli amici. 

Voglio condividere con voi la lettera che don Giorgio ci scrive per Natale.

Carissimi amici e amiche,
è stato bello ritrovarsi per scambiarci gli auguri di Natale davanti alle vivande magistralmente imbandite da Maurizio.
Come vi ho detto in quell’occasione, e come ripeto ora a beneficio di quanti non hanno potuto partecipare al nostro incontro, proseguo con la fisioterapia e ho cominciato ad usare una carrozzina che spingo da solo a forza di braccia.
Si ampliano quindi il limiti della mia autonomia grazie al vostro aiuto.
Il mio obiettivo, però, non è raggiungere chissà quale traguardo di autosufficienza, bensì aver cura del mio corpo in modo che io possa continuare a esercitare il ministero presbiterale.
Ma è bello per me ricevere il vostro aiuto, perché so che provvedendo alle mie necessità materiali voi in realtà volete darmi il vostro amore. Per questo ricevo con gioia e gratitudine.

Grazie a voi vivo un perenne Natale e apro regali tutto l’anno.

Il mondo in cui viviamo sovrastima modo esagerato l’autonomia ed esalta chi “non deve chiedere niente a nessuno”, ma poi ci pensa la vita a renderci bisognosi dell’aiuto degli altri.
Ecco che allora la vecchiaia e l’handicap vengono considerati come umiliazioni e condizioni di vita indegne, ma non è vero: le umiliazioni ci sono solo se qualcuno dà in modo umiliante. Anzi, in fondo l’umiliazione c’è solo se qualcuno si convince di essere stato umiliato.

E poi, con buona pace di Carletto Marx, il mondo non si riduce allo scambio di beni e servizi: la vita vera consiste soprattutto nel libero scambio di affetto, di stima e di gioia.
È vero che, secondo una frase di Gesù riportata non nei Vangeli ma da San Paolo, “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”, ma è importante essere capaci dell’una e dell’altra cosa.

Beh, adesso basta con la saggezza. D’altra parte, da un prete ci si deve sempre aspettare una predica: è praticamente inevitabile.
Vi abbraccio tutti virtualmente, ma se capitate dalle parti della canonica durante le feste, sarò più felice di abbracciarvi fisicamente.

Buon Natale 

Giorgio

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