La risposta del sen. Santini a Zaia sulla questione banche

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Ecco la lettera del Senatore Santini, di risposta alla missiva scritta dal presidente del Veneto Luca Zaia a Matteo Renzi sulla questione delle Banche

Egregio Presidente Zaia,

rispondo volentieri alla Sua lettera che ritengo doverosa e Le assicuro la mia piena disponibilità, in particolare nell’azione parlamentare, per dare vita ad ogni intervento che permetta di trovare soluzioni socialmente sostenibili al grave problema che si è aperto sul fronte dei risparmiatori colpiti dai violenti contraccolpi in atto in molti settori del sistema del credito e, per quanto riguarda il Veneto, dalle conseguenze delle ristrutturazioni in atto nelle Banche Popolari.

Mi permetta solo di notare che l’atteggiamento più utile da assumere in queste circostanze non sembra essere quello di una sorta di osservatore che attribuisce solo a fattori esterni quali le normative europee, la riforma delle banche popolari, la mancata vigilanza, le cause della crisi.

Certamente ognuno di questi fattori ha avuto una incidenza sui processi degenerativi che hanno riguardato il mondo bancario, anche nella nostra regione, ma io penso, signor Presidente, che sia necessario anche assumersi direttamente la responsabilità di quanto è accaduto negli anni scorsi. Inutile negare che nelle banche popolari venete è avvenuta una lunga incubazione di queste crisi: la politica e le istituzioni, ognuno nei rispettivi ruoli hanno fatto davvero tutto il possibile per capire quello che stava maturando negli ambienti direzionali del mondo bancario veneto? Da più parti, temo anche in Regione, o non si è compreso o non si è voluto vedere quello che stava succedendo.

Quindi per prima cosa è necessario che politica ed istituzioni scendano dallo scranno di chi giudica e indossino il saio di chi cerca di aiutare, mettendo da parte ogni polemica politica per dare una mano a coloro che stanno perdendo i loro risparmi in questo gorgo apparentemente senza fine.Il Governo con il decreto di salvataggio di quattro banche ha fatto una cosa giusta, mettendo a carico del sistema bancario, tramite il fondo di risoluzione, tutti gli oneri per evitare il fallimento. Senza danaro pubblico si sono così salvati tutti i correntisti, i dipendenti, l’attività’ futura delle banche. Il tutto applicando la normativa europea che regola il sistema e che purtroppo esclude che si possa operare per salvaguardare azionisti e obbligazionisti il cui destino è, per scelta, legato all’andamento della banca nel bene e nel male.

Nonostante questo, Governo e Parlamento stanno esaminando la possibilità di creare un Fondo di solidarietà prevalentemente a carico del sistema bancario ma integrato anche da risorse pubbliche, per dare un ristoro parziale ai casi particolarmente gravi sotto il profilo umanitario e sociale, probabilmente previo un “arbitrato veloce” svolto da entità terza che verifichi abusi in sede di stipula delle obbligazioni. Questo intervento può essere allargato anche alle Banche popolari venete? Sotto il profilo strettamente normativo sembra molto difficile perché gli interventi di ristrutturazione in atto nelle Banche Popolari in vista della quotazione in borsa prevista dalla legge, sono gestiti in autonomia dagli organi societari (rinnovati) delle Banche stesse così come le pesantissime conseguenze sugli azionisti.

Tuttavia se le caratteristiche dell’intervento del costituendo Fondo di solidarietà fossero basate su criteri umanitari e di ristoro ad abusi subiti appare possibile estenderlo anche a situazioni analoghe che si siano verificate tra i piccoli azionisti delle Banche popolari. Si tratta di un sentiero strettissimo che è comunque doveroso cercare dipercorrere per arrivare al risultato di dare il ristoro possibile almeno nelle situazioni più gravi e drammatiche.

Un altro terreno di eventuale intervento riguarda la possibilità di irrobustire le strutture delle Banche Popolari sotto il profilo dei possibili investitori e dell’Azionista di riferimento. Su questo l’azione politica ed istituzionale va compiuta con tutta la determinazione possibile in particolare per verificare possibili interventi di garanzia che possano accompagnare il percorso della costituzione delle S.p.A. e della quotazione in Borsa. Ma per quanto riguarda gli investitori l’esito dipende da autonome scelte di potenziali investitori in particolare dei maggiori player nel mondo finanziario.

Infine, per quanto riguarda il tema della vigilanza la risposta è venuta in queste ore dalla decisione del Presidente del Consiglio di istituire con urgenza una Commissione Parlamentare di inchiesta che analizzi tutti gli aspetti relativi alla svolgimento delle attività di vigilanza da parte degli Organi preposti a partire dalla Banca d’Italia e verifichi tutte le situazioni di mancato rispetto di norme e regolamenti da parte delle Banche riguardo l’emissione di azioni ed obbligazioni.

Sulla base degli esiti della Commissione d’inchiesta sarà possibile individuare con maggiore precisione strumenti legislativi che permettano di rendere giustizia a tutti colori che hanno subito degli abusi e in via più generale, dar vita ad una più ampia riforma del sistema del credito italiano.

Confermo la mia disponibilità a partecipare ad ogni confronto istituzionale utile ad unire gli sforzi per ottenere i migliori risultati possibili.

Con cordialità

Sen. Giorgio Santini

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