Il lavoro nero nella terra dei fuochi 

  
Molto chiara e precisa l’accusa di don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano (Terra dei Fuochi, nella ex Campania Felix) che ho conosciuto, ed è una persona equilibrata e tutt’altro che scalmanata: “o chiudiamo le le fabbriche clandestine di borse mettendo sul lastrico migliaia di persone che lavorano (in nero, ma lavorano) o troviamo il modo di farle emergere dalla clandestinità. Se non sarà sciolto questo nodo i roghi non si spegneranno mai”. Per produrre una borsa bisogna smaltire 1 kg di scarti e colle. Che vengono portate in campagna e bruciate alla bell’e meglio. Intanto non acquistiamo borse da venditori abusivi, anche per non contribuire all’inquinamento della Terra dei Fuochi. Vedi Corriere di oggi, pp. 28 e 29.

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