Padre Pietrogrande 

  

Riporto questo articolo di Silvia Quaranta, che onora un grande padovano recentemente scomparso.

Brasile rende onore a padre Pietrogrande. Padre Umberto Pietrogrande aveva un sogno: aiutare i più bisognosi al mondo lì dove sono nati, rispondendo così al dramma della povertà. La sua stella polare si chiamava “Populorum progressio”, e l’ha inseguita per una vita. Fino al 5 agosto scorso, giorno della sua scomparsa, a 85 anni. Nella sua città natale, Padova, il suo non è un nome molto noto. Ma in Brasile, dove ha trascorso gli ultimi cinquant’anni, il religioso gesuita era un’istituzione: di fronte alla

notizia della sua morte, l’intero Parlamento brasiliano ha interrotto i lavori, rimanendo per alcuni minuti in silenzio.

«Al funerale» racconta la nipote, Elena «c’era tutto il mondo istituzionale e politico. Centinaia di persone in una chiesa gremita». Nato a Padova da una famiglia numerosa, padre Umberto inizia il percorso universitario alla

facoltà di Giurisprudenza. Si laurea, ma qualche anno dopo decide di diventare sacerdote e di entrare nella Compagnia di Gesù. Arriva in Brasile per la prima volta nel 1962, ancora studente, nello stato dell’Espirito Santo.

«Padre Umberto» spiega l’amica Carla Grossoni, che è stata al suo fianco negli ultimi anni «aveva in mente lo sviluppo globale: scuola per l’infanzia, scuola per i giovani agricoltori (per aiutarli migliorare le produzioni locali),

salute per tutti e soprattutto per le partorienti. Per poter meglio agire fonda il Mepes (Movimento de Educaçao Promocional do Espirito Santo) e in Italia l’Aes (Associazione degli amici dello Stato Brasiliano dell’Espirito Santo).

Siamo negli anni ‘60» precisa Carla Grossani «e in Brasile vige il duro regime militare. Ma lui non ha paura. Sa come muoversi, si circonda di amici fidati, di buoni consiglieri. La sua formazione giuridica lo aiuta ad orientarsi

senza commettere passi falsi, e senza tuttavia dar segni di sottomissione. Si batte per assicurare i diritti umani a chi è stato ingiustamente colpito dal regime e perché la “sua gente” abbia sempre più coscienza della propria dignità, dei propri diritti e doveri affinché possa avere “Vita piena e in abbondanza”. Insieme ai giovani brasiliani avvia le Scuole Famiglia Agricole (EFAs), che in pochi anni vengono aperte anche nel Nord e poi negli stati limitrofi».

Padre Pietrogrande non ha avuto sempre vita facile: è stato imprigionato, inserito nella lista dei condannati, graziato, adorato dal popolo brasiliano, e infine ricordato come un eroe. Ieri ha voluto ricordarlo anche Padova, con un incontro ed una messa, celebrata all’Antonianum dal gesuita Padre Baronio.

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