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Sul mercato del lavoro

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Rispondo qui alla domanda di Giulio Mozzi. Il mercato del lavoro non è una vasca con un’entrata e un’uscita, ma – come dicono gli economisti del lavoro – un insieme di tante vasche a compartimenti stagni. Gran parte dei nostri disoccupati non sono disposti (o possono permettersi, fate voi) di accettare molti dei lavori appetiti dagli stranieri che vengono in Italia. Ecco perché – in realtà – anche durante la crisi, sia pure in misura più contenuta, è continuato l’incremento dei lavoratori stranieri. Ecco perché condivido l’appello della CNCA del Veneto.

http://www.difesapopolo.it/Attualita/Migranti-seminiamo-accoglienza-non-inutili-chiusure

 

Gli embrioni non sono cose

http://www.difesapopolo.it/Sanita/Storica-sentenza-gli-embrioni-umani-non-sono-cose

 

Sui migranti

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Angela Merkel dimostra, ancora una volta, di avere una marcia in più. Come è possibile fare, sospende il trattato di Dublino per i richiedenti asilo provenienti dalla Siria, che ora potranno rimanere sul territorio tedesco anche se provengono da un altro stato dell’Unione Europea. In questo modo (1) risponde alle richieste degli industriali tedeschi, che chiedono di avere più domanda di lavoro in una condizione che – in alcuni Lander – è praticamente di piena occupazione; (2) “seleziona” immigrati istruiti e relativamente benestanti, come sono buona parte dei profughi siriani che arrivano in Europa; (3) risponde con i fatti ai moti razzisti e anti rifugiati verificatesi in alcune città dell’ex-Germania Est; (4) assume posizione di leadership in Europa su questo tema.

L’Europa tutta può fare subito altri passi su avanti. Ad esempio, concedere in automatico l’asilo ai richiedenti provenienti da alcuni paesi, e sospendere Dublino per questi stessi paesi. In questo modo non si risolverà allaradice il problema, che dipende innanzitutto dalla presenza nel mondo di troppe aree di crisi e dala liquefazione dello stato libico. Ma da un lato il problema verrà contenuto, dall’altro verrà affrontato per quello che è: una risposta a emergenze di guerra alle porte di casa che sono destinate a protrarsi a lungo.

Al di là del tono da maestrina, la Merkel ha ragione. I richiedenti asilo vanno tutti identificati e le pratiche rapidamente smaltite. Dobbiamo aumentare le commissioni e modificare i meccanismi per l’appello, riducendo drasticamente i tempi. Così potremo trattare alla pari con gli altri paesi europei, e tratteremo i migranti con umanità e fermezza.

 

 

Renzi al Meeting di Rimini

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Intervenire oggi sul fisco non e’ per far trovare consenso al premier. La riduzione delle tasse aumenta il tasso di liberta’ del paese, aumenta il tasso di
giustizia sociale. Non sono invenzioni prese da un coniglio pescato da un cilindro qualunque, ma l’unico modo per consentire a chi vuole fare di farglielo fare, e per farlo bisogna rendere l’Italia piu’ semplice. Oggi occorre togliere le cose di troppo che zavorrano il paese: quando a Michelangelo gli domandarono come aveva fatto il capolavoro del David, lui rispose: ho solo tolto tutta la roba che c’era in piu’. Ed e’ quello che dobbiamo fare noi oggi…”.

 

La nomina dei Direttori stranieri

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Su 20 direttori di grandi musei italiani, 7 sono stranieri e 4 italiani vengono da importanti esperienze all’estero, scelti dal ministro Franceschini da una rosa proposta da una commissione di assoluto livello mondiale. Finalmente anche in questo campo l’Italia si apre al mondo! Scelte come queste sono di enorme importanza, per un’Italia dove il merito e la competenza vincono sulle raccomandazioni e il provincialismo. Ora i nuovi direttori e’ bene siano valutati sul loro operato, secondo il noto motto veneziano: paghei, pesei, pichei…

Qui sotto il “fine” commento di Natalino Balasso

Mi chiedo come mai tutta la brava gente che protesta contro la nomina di direttori stranieri nei musei italiani, non abbia la stessa energia nel protestare quando un italiano viene nominato all’estero. Fatemi capire, perché quando, ad esempio, Gabriele Finaldi, dirige il Prado di Madrid, e oggi la National Gallery di Londra, oppure Lorenzo Benedetti dirige il museo dell’arte contemporanea di Amsterdam, si tratta di italiani le cui doti vengono giustamente riconosciute a livello internazionale, e invece quando uno straniero dirige gli Uffizi è uno scandalo?
E come si fa a dire che i nominati stranieri non possono sapere come funzionano le cose nei nostri musei (su questo sì che ci sarebbe da gridare allo scandalo!) visto che gli stranieri nominati non solo conoscono benissimo il nostro paese ma alcuni addirittura ci abitano?
Quando gli stranieri siamo noi, siamo gente che sa farsi strada nel mondo; quando gli stranieri sono gli altri, ci rompono i coglioni. Bel modo di vedere il mondo!

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