Le strategie contro il riscaldamento globale

  

Audizione di Edo Ronchi in commissione ambiente sulle strategie europee contro il riscaldamento globale e il pacchetto energia.

L’Europa dovrebbe essere meno timida nelle strategie per incrementare le produzioni da fonti rinnovabili. Ma la cosa più interessante è la definizione della proposta politica-diplomatica della Commissione per la conferenza di Parigi: ridurre del 60% entro il 2030 le riduzioni globali rispetto al 2010. Tale riduzione dovrebbe garantire il contenimento entro 2 gradi del riscaldamento globale, con la previsione di una verifica ogni 5 anni per aggiornare eventualmente un obiettivo. Per aderire a questo protocollo ogni paese dovrebbe definire il proprio protocollo, anche i PVS (così come stabilito nella conferenza di Lima).

Questi livelli di mitigazione dovrebbero avere caratteristica giuridicamente vincolante. Inoltre c’è una clausola importante: il protocollo dovrebbe entrare in vigore quando l’80% dei paesi che l’hanno ratificato (e non il 50% come Kyoto). In pratica, il protocollo di Parigi entrerà in vigore solo quando USA e Cina l’avranno ratificato. Debolezza: ogni paese deve fissare il suo livello e l’anno di inizio del declino. Si dovrebbe almeno mettere un criterio di convergenza sulle emissioni pro-capite.

Il problema degli impegni dei singoli paesi resta aperto, ed è difficile che la Conferenza di Parigi riesca a superarlo. Inoltre, l’accordo di Parigi dovrà produrre effetti a partire dal 2020, e questo lascia spazio per trattative importanti anche dopo Parigi.

Come fare a favorire la decarbonizzazione? Ronghi propone la Carbon Tax, approfittando del basso prezzo del petrolio. L’introito della Carbon Tax (esempio: 20 euro ogni tonnellata di carbonio, equivalenti a 3 centesimi l litro per la benzina) potrebbe essere devoluto per abbattere il costo del lavoro dei lavoratori e/o delle imprese. E/o introdurre una carbon tax anche sui prodotti importati.

Importantissimo inoltre mettere in atto meccanismo di storage dell’energia, di scambio di energia elettrica fra paesi, insomma di razionalizzazione del mercato dell’energia. Inoltre, si deve puntare moltissimo sull’efficienza energetica. E’ giusto puntare sul gas, anche quello prodotto dalla digestione anaerobica. Sul nucleare la Commissione resta ambigua, con chiara sottostima dei costi. Di nuovo, la Commissione punta sull’efficienza energetica, specialmente sugli interventi edilizi, ma non solo sulle grandi città, come sembra proporre la Commissione

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