Riflessioni sulla storia, usiamola per imparare!

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*foto: “Crimini di guerra italiani in Jugoslavia”

Fra pochi mesi saranno trascorsi 70 anni dalle stragi naziste che, alla
fine della II guerra mondiale, insanguinarono anche l’Alta Padovana. Per la mia famiglia è un ricordo particolarmente doloroso, perché il fratello diciassettenne di mia mamma, Valentino Fiscon, venne fucilato nella rappresaglia di Santa Giustina in Colle, assieme ad altri ventitre uomini del paese.

Eppure, con buona pace di Renato Miatello, pugnace sindaco leghista di San Giorgio in Bosco, la richiesta di risarcimento danni per le stragi compiute dai militari tedeschi sul suolo italiano non trova giustificazione, se non nel tentativo di farsi un poco di pubblicità
indulgendo nell’abitudine nazionale di usare la storia come arma in
politica. La sua richiesta non tiene conto di quella stessa storia a cui
sembrerebbe far riferimento. Infatti, prima di chiedere i danni allo stato
tedesco per crimini di guerra, il nostro paese dovrebbe forse riflettere sul fatto che della Germania noi eravamo alleati, alleati molto
volenterosi – sebbene non troppo affidabili – e in quanto tali ci siamo
prodigati in eccidi e fucilazioni di massa nei territori da noi occupati,
ad esempio nelle Repubbliche della Ex Jugoslavia e sul nostro stesso
territorio nazionale. Inoltre, anche se Tsipras vuole chiedere solo alla
Germania i danni per la II guerra mondiale, va ricordato che fu l’Italia
ad aggredire la Grecia, nell’ottobre del 1940, e che la Germania fu
costretta a intervenire solo perché i greci ci stavano per sconfiggere.

Alla fine della guerra – onde evitare di dover consegnare i membri delle
nostre forze armate responsabili di feroci rappresaglie – abbiamo persino evitato di chiedere la consegna degli autori delle stragi compiute da SS e Wehrmacht sul nostro territorio nazionale, come testimoniano le vicende dell’armadio della vergogna, rinvenuto solo pochi anni fa.

Quindi, al di là delle considerazioni di diritto, sulla legittimità o meno di una simile azione legale, ci si dovrebbe interrogare piuttosto sulla
strumentalizzazione delle vittime civili che da anni viene portata avanti
da tante parti nella politica italiana, senza la benché minima reale
volontà di approfondire cause e motivi di quel che è successo, certi della propria costante impunità morale.

Dopo 70 anni, sarebbe bene lasciar
parlare la storia e le sue contraddizioni, mettendo da parte il facile risentimento e le improvvide semplificazioni.

Gianpiero Dalla Zuanna, Senatore del Partito Democratico

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