Prostituzione: la priorità è combattere lo sfruttamento

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Pubblicato sul Corriere della Sera di oggi domenica 15 febbraio:

Per limitare la prostituzione di strada, il comune di Roma vuole concentrarla in alcune zone, come hanno già tentato di fare altre città, prima fra tutte Venezia/Mestre. Nello stesso tempo, alcune proposte di legge vorrebbero legalizzare pienamente anche in Italia la compravendita di prestazioni sessuali, seguendo l’esempio della Svizzera, dell’Olanda e della Germania. L’Italia dovrebbe affrontare con lungimiranza la questione prostituzione, perché è dal 1958 che il Parlamento non ne discute. Tuttavia, la legalizzazione non è l’unica strada possibile. Paesi all’avanguardia nell’emancipazione sessuale e nei diritti civili seguono la il cosiddetto “modello svedese”, adottato – sulla spinta dei movimenti femministi – in Svezia dal 1999 e successivamente in Islanda e Norvegia. Questi paesi sanzionano chi acquista prestazioni sessuali (ma non chi vende sesso): non per moralismo o paternalismo, ma perché comprare sesso è considerato violenza contro la persona, anche quando il/la sex-worker afferma di svolgere tale attività per scelta. Nei paesi citati, questa legislazione è integrata con l’accompagnamento e l’assistenza verso chi vuole lasciare il lavoro del sesso. Le prime ricerche sull’effetto di queste leggi sono incoraggianti, poiché si rileva una significativa riduzione del fenomeno, specialmente in strada. In Svezia nel 1995 operavano circa 3.000 prostitute/i, mentre nel 2008 stime analoghe parlano di 300 prostitute/i in strada e 350 in casa. La Svezia avrebbe un decimo delle/dei prostitute/i della Danimarca, a fronte di una popolazione quasi doppia. Inoltre, il numero di uomini che riferisce di aver comprato sesso scende dal 13% del 1996 all’8% del 2008, e gli uomini svedesi favorevoli alle sanzioni verso i clienti passano dal 20% del 1996 al 60% del 2008. Quindi, se l’obiettivo è ridurre la prostituzione e ridimensionare tutto il mondo di sfruttamento che ci gira attorno, la strada seguita dalla Svezia sembra essere quella giusta.

Gianpiero Dalla Zuanna

1 Commento

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Una risposta a “Prostituzione: la priorità è combattere lo sfruttamento

  1. Emanuele

    Legalizzare è l’unica proposta da seguire. Bisogna essere realisti e capire che non è proibendo che si sconfigge un problema ma controllandolo che lo si rende meno dannoso per la collettività.
    Basta finti moralisti o frasi ipocrite : chi vuole esercitare il “lavoro più antico del mondo” lo faccia per scelta senza “papponi” sfruttatori che minacciano troppe donne inermi.

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