L’ostruzionismo non giova a nessuno

IMG_6845

A proposito di quanto avvenuto nei giorni scorsi alla Camera, prendiamoci
un po’ di tempo per leggere uno stralcio del discorso che De Gasperi tenne
alla Camera dei Deputati, quando il governo chiese la fiducia per mettere
fine al furibondo ostruzionismo delle minoranze contro la legge elettorale
maggioritaria. (Roma, 17 gennaio 1953).

(…) E’ chiaro a tutti, al paese e a voi, onorevoli colleghi, se
interrogate la vostra coscienza e la vostra memoria, che il Governo ha
pazientato per settimane e settimane, che non ha mai pensato di
intervenire con la questione di fiducia, benché il progetto fosse stato
presentato dal Governo stesso, che il Governo è intervenuto solo
all’ultimo momento, quando ha avuto l’impressione che il continuare
l’ostruzionismo come si faceva, non solo avrebbe fatto scadere i termini,
rendendo nulla la legge, ma soprattutto creava quella atmosfera pericolosa
che qui ebbe delle drammatiche dimostrazioni e manifestazioni, e fuori
aveva delle ripercussioni delle quali ogni governo responsabile doveva
preoccuparsi.

Solo allora siamo intervenuti con una impostazione di fiducia; e siamo
intervenuti perché ci trovavamo dinanzi, non ad un rallentamento della
macchina, ma già al sabotaggio, all’insabbiamento della macchina. E noi
non avevamo un’altra alternativa, onorevoli colleghi, tranne la resa senza
condizioni innanzi all’abuso del regolamento, innanzi alla negazione del
principio, che è fondamentale per la convivenza fra maggioranza e
minoranza, e cioè che la minoranza ha diritto alla critica e la
maggioranza ha diritto alla decisione (…).

Ciò indipendentemente dalle intenzioni e dai propositi di coloro che
l’ostruzionismo hanno avviato e hanno continuato, e che forse non volevano
continuare fino agli estremi a cui è arrivato. Io vi domando se è
possibile ancora pensare ad un ostruzionismo rallentatore. Quando si
rallenta una macchina, potrà essere una questione di diminuzione del
rendimento, ma essa continua a funzionare. Ma insabbiare significa
sabotare (…).

Si dice che noi, in questa impostazione, ci poniamo, forse, al di là di
quel punto che desideriamo che cioè siamo su un piano inclinato. Tra
coloro che lo dicono vi è anche qualcuno in buona fede. È vero. Ne sono
consapevole e sono preoccupato di questo. Ma io vi dico che qui si tratta
di una procedura che in certi momenti – come questo – è doverosa,
certamente lecita, ma non è normale: è usata in un momento anormale
estraordinario, dinanzi a un procedimento straordinario. La procedura
normale dell’attività parlamentare è quella che si fonda su due princìpi,
su due criteri, ai quali ho prima accennato: libero controllo e
discussione per tutti e decisione da parte della maggioranza. Quando
questi due criteri vengono seguiti siamo sul binario giusto, normale, e
non occorre allora ricorrere ad altri mezzi. Ma che cosa vuol dire questo?
Vuol dire che non è vero che non abbiamo la consapevolezza dei limiti di
questo atteggiamento e di questa impostazione e che non sentiamo, nella
nostra coscienza, i limiti stessi che ci vengono imposti. È inutile creare
degli spauracchi, è inutile dire che potremmo applicare lo stesso metodo
all’intera legge sindacale o alla legge sulla stampa: sì, se voi userete
il vostro metodo di ostruzionismo; no, in caso di normalità. Tutto dipende
dalla premessa.

Noi riteniamo, io ritengo fermissimamente, che il regime parlamentare non
si salva se non si accetta la procedura normale, cioè se non si rinuncia
all’ostruzionismo. Non è vero che l’ostruzionismo sia lecito! È spiegabile
in qualche caso estremo, ma è sempre un qualche cosa di rivoluzionario,
contro l’ordine della Camera. Ora, chi si assume la responsabilità di
applicare rivoluzionariamente questo metodo, si trova ad imporre una
alternativa: o la resa, la capitolazione (il che vuol dire l’indebolimento
del regime parlamentare e l’annullamento del criterio democratico) oppure
la resistenza, una resistenza che può anche assumere delle forme
straordinarie, purché sia fondata su un principio di fiducia, su un
principio essenzialmente democratico (…)

Lascia un commento

Archiviato in post

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...