Bisogna isolare il fanatismo e combattere la violenza

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Ecco il testo dell’intervento in Senato, appena svolto da Claudio Martini
– vice-capogruppo del Partito democratico – sul grave attentato di questa
mattina in Francia.

Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, esprimo a nome
del Gruppo del Partito Democratico e penso dell’Assemblea intera il dolore
e lo sgomento di tutti noi per le notizie tragiche e sconvolgenti che
giungono da Parigi.

Abbiamo assistito ad un attacco terroristico violento, condotto da tre
uomini incappucciati ed armati di fucili e lanciarazzi contro la sede del
giornale satirico «Charlie Hebdo». Essi hanno fatto irruzione e sparato a
giornalisti e disegnatori e poi ai poliziotti che cercavano di bloccarli.

Il conto delle vittime è altissimo: ad ora si parla di 12 morti, tra i
quali il direttore del settimanale Charbonnier, i tre più importanti
vignettisti, conosciuti in tutto il mondo, Cabut, Tignous e Wolinski, e
l’economista Bernard Maris, che era uno dei collaboratori di «Charlie
Hebdo». Vi sono 20 feriti di cui cinque gravi, tra la vita e la morte.

La matrice più probabile è quella terroristica, proveniente da gruppi
estremisti islamici. Lo direbbero le testimonianze, secondo le quali
durante l’assalto sono state pronunciate e urlate le parole «Vendicheremo
il Profeta!» e «Allah è grande!».

Al di là dell’aggiornamento sulle informazioni si tratta di una strage
gravissima, che può avvelenare ulteriormente un clima di tensione che non
si allenta. Oggi anche ad Istanbul abbiamo assistito ad un altro episodio
gravissimo.

Esprimiamo cordoglio, solidarietà e condanna assoluti, vicinanza alle
famiglie, ai colleghi di lavoro di «Charlie Hebdo», alle istituzioni ed al
popolo francese.

Abbiamo letto l’annuncio di riunioni urgenti del Comitato di analisi
strategica promosse dal nostro Governo. Crediamo giusto e necessario far
scattare anche in Italia tutte le misure di vigilanza e di intelligence e
chiediamo che il ministro Gentiloni venga quanto prima alle Camere, a
riferire sui fatti e sulle iniziative dell’Italia e dell’Europa contro il
terrorismo internazionale.

Per una strage di questo tipo, la più grave in Francia da oltre
cinquant’anni, non ci sono ovviamente motivazioni plausibili. Non è
accettabile, non è tollerabile che tale barbarie sia scatenata in nome
dell’indignazione di fronte alla satira giornalistica. La libertà di
stampa e anche di satira è una delle colonne portanti del sistema
democratico, uno dei suoi valori base. Charlie Hebdo era già stato oggetto
di minacce e di attacchi, era protetto e il presidente Hollande ha detto:
«Altri attacchi sono stati sventati».

Tutto ciò è dunque per tutti noi, per le istituzioni democratiche italiane
ed europee, un fortissimo richiamo alla lotta intransigente ed
intelligente contro il terrorismo, fatta di tutte le misure di sicurezza,
di protezione e di prevenzione necessarie e fatta anche di una politica
estera di difesa e di cooperazione più ambiziosa, più efficace, più
unitaria e coerente.

Concludo, signor Presidente, dicendo che occorre isolare il fanatismo
all’interno del contesto culturale che lo produce. Se la matrice è
islamica, bisogna lavorare per separare i terroristi dalle grandi masse di
uomini e donne musulmani che in tanti Paesi stanno cercando la strada per
un nuovo sviluppo ed una nuova civiltà democratica.

Serviranno dunque energia ed intelligenza, inflessibilità con i violenti e
capacità di dialogo superiori nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. Anche
qui servirà più politica, di largo e lungimirante respiro, e più Europa.
Non è una questione dei francesi, a cui ci cingiamo con grande
solidarietà: è una sfida che dobbiamo vincere tutti insieme.

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