Il punto sull’immigrazione

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Con queste parole il sottosegretario all’Interno con delega
all’immigrazione, Domenico Manzione, replica al segretario della Lega
Salvini, che accusa il Governo di avere ‘le mani sporche di sangue’.

“I migranti si muovono per le bombe e per la mancanza di diritti umani,
non certo per l’operazione Mare Nostrum. Nel 2014 ci sono stati 2600 morti nel Mediterraneo. Quanti sarebbero stati senza Mare nostrum?”. Manzione snocciola i dati: “Nel 2014 c’e’ stato un picco di immigrazione verso l’Italia: 135mila migranti, di cui 60mila da Eritrea e Siria. In Eritrea
scappano da un Governo che impone un servizio militare senza termine e
dove si pratica la tortura. Sulla Siria i fatti sono noti a tutti: in tre
giorni la Turchia ha accolto ben 130mila siriani. Scappano dalle bombe, non certo per l’operazione Mare Nostrum”.

Manzione prosegue: “Il precedente picco di immigrati verso l’Italia si
registro’ nel 2011 per la guerra in Libia. Allora Berlusconi nomino’ un
commissario straordinario per 62mila immigrati. Noi, senza leggi
straordinarie e in sincronia con regioni e ong, abbiamo assorbito
l’eccezionale flusso del 2014 di 135mila immigrati. Salvini deve prendere atto che la curva dei migranti e’ in aumento e lo sara’ di piu’ in
futuro”.

Cosa fare? La ricetta del Governo italiano prevede il coinvolgimento della Ue e dell’Onu per operare nei Paesi di transito e nei Paesi che si
affacciano sul Mediterraneo. Manzione non lo dice espressamente, ma sono in corso contatti con Egitto e Tunisia. Piu’ difficile la situazione in
Libia e nei Paesi di transito come il Sudan, la Repubblica Centrafricana e il
Ciad. “E’ evidente che ora in Libia – afferma Manzione – non c’e’ un
Governo stabile. L’idea e’ quella di cooperare con Onu, Ue e Paesi di
transito per creare delle aree dove raccogliere gli immigrati in partenza
verso l’Italia e capire chi e’ rifugiato politico, chi chiede asilo, chi
e’ un migrante economico. E’ ovvio che i Paesi di transito e i Paesi che
si affacciano sul Mediterraneo dovranno essere incentivati per svolgere questo lavoro internazionale. Ma se la situazione in Libia non migliora, presto avremo di nuovo un afflusso di immigrati anche dalla Libia”.

“Piu’ a lungo periodo – prosegue Manzione – la comunita’ internazionale
dovra’ tentare di rendere meno disperata la situazione nei Paesi da dove i migranti partono”. Manzione confida che Renzi possa dire la sua gia’ alla prossima Assemblea generale dell’Onu a New York. Per quanto riguarda la Ue, Manzione ha gia’ preso contatti con gli europarlamentari italiani e prossimamente ci sara’ un colloquio con il nuovo commissario greco per l’immigrazione.

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