Sul nuovo regolamento anti degrado

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La giunta Bitonci ha approvato un regolamento comunale sul decoro urbano
assai articolato. La sua lettura può irritare, perché dà l’impressione di
“ingabbiare” comportamenti, limitando la libertà di movimento e di
espressione, come accade quando si entra in un comune di montagna, e sulle
strade si leggono solo cartelli di divieto (non raccogliere funghi, non
pescare, non accendere fuochi, non campeggiare…) dimenticando di
salutare l’ospite.

Tuttavia, credo che chi si oppone a questa giunta debba accettare la sfida
del confronto sul merito, perché molti dei provvedimenti ricalcano quelli
attuati anche da molte amministrazioni di centrosinistra, oltre che dalla
precededente amministrazione padovana. Perché il degrado – che è sotto gli
occhi di tutti – va senz’altro combattuto, con i giusti strumenti, sapendo
che nessuno ha la bacchetta magica per trasformare Padova in un “salotto”,
come a tutti piacerebbe.

Voglio dire solo una parola sulle biciclette. Padova è una delle città
italiane con il maggior numero di ciclisti. Muoversi in bici ha molti
vantaggi, sia per chi lo fa sia per chi non lo fa. Le biciclette riducono
il traffico automobilistico e il relativo inquinamento.

Adattare una città alle biciclette è affare complesso, ed è innegabile che
Padova ha fatto molto negli anni passati: grazie alle piste ciclabili,
alle rastrelliere, alla punzonatura, al servizio di bike-sharing… Ma
molto va ancora fatto, e il modello Amsterdam è ancora molto lontano.

Quanto al regolamento comunale, va senz’altro ripensato il divieto di
“fissare o appoggiare bici o motorini agli arredi urbani, agli alberi, ai
pali, ai monumenti e a altri manufatti pubblici non destinati allo scopo”,
come ben sottolineato da Legambiente:

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/09/10/news/la-protesta-di-legambiente-altro-che-rimozione-bici-metta-piu-rastrelliere-1.9906588

Se una bicicletta non intralcia e non offende il decoro urbano, che
problema c’è? Meglio una bici fissata a un palo che una bici rubata o una
macchina in più in strada.

Bene invece la norma che recita “Le biciclette devono essere dotate di
“dispositivi di segnalazione visiva” da mezzora dopo il tramonto a mezzora
prima dell’alba”, norma che ricalca quanto dice il codice della strada
(non so di quanto sia la sanzione). A tal proposito, ricordo che mia
figlia, in Erasmus in una città tedesca, venne multata alle 7 di mattima
perché correva da sola in una pista ciclabile periferica, nel buio
invernale, senza fanalino… Da allora in poi ha sempre messo il fanale.

A tale proposito, più in generale, è importante che il regolamento – mi
auguro convenientemente emendato – venga effettivamente fatto rispettare,
altrimenti rischia di essere inutile, o addirittura dannoso, incoraggiando
la sfiducia verso lo Stato. Non abbiamo alcun bisogno di “grida”
manzoniane.

Concludendo, al di là del regolamento di Polizia, l’Amministrazione va
pungolata a continuare a investire sulla mobilità ciclistica. Saranno
davvero soldi ben spesi.

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