Sul Federalismo Fiscale

federalismoCari tutti, ci voleva proprio una settimana di “stacco” (anche dal blog e
da facebook), dopo il tour de force al Senato. Nei prossimi 10 giorni,
liberi dall’attività parlamentare diretta, cercherò di proporre qualche
riflessione più “complessa”, resa possibile anche da tempi più rilassati.

Inizio suggerendo la lettura di questo articolo appena pubblicato su “La
voce”

http://www.lavoce.info/cosi-decentramento-cambiato-classe-politica/

che mostra come nel 1993 l’introduzione dell’ICI comunale abbia dato una
spinta poderosa al rinnovamento della classe politica locale. E’ un
articolo importante, che dimostra come “il decentramento funziona bene
solo se è finanziariamente responsabile, cioè se è accompagnato da un
forte grado di autonomia sul lato fiscale” e che “c’è poca speranza che il
decentramento possa portare ai risultati attesi laddove, per ragioni
strutturali, le risorse comunque continuano ad arrivare dal centro. Se
paga qualcun altro, ci sono pochi incentivi a controllare come i soldi
sono spesi e un buon politico è uno che porta risorse a casa, non
necessariamente uno che sa spenderle meglio”.

Sono risultati che confortano anche le scelte del Senato in termini di
riforme costituzionali. Da un lato, i rappresentanti dei Comuni e delle
Regioni vengono inseriti nel meccanismo legislativo nazionale,
riconoscendo loro un ruolo di costruttori, e non solo di esecutori
dell’architettura dello stato. In secondo luogo, ai Comuni e alle Regioni
viene esplicitamente ribadito il ruolo di soggetto fiscale, con la
possibilità per le Regioni di acquisire più competenze in cambio di una
maggiore partecipazione al gettito.

Quest’ultimo aspetto è stato inserito e allargato grazie all’azione della
Commissione Affari Costituzionali – che ha corretto un testo del Governo
decisamente centralista – e da un emendamento proposto da tutti i
parlamentari veneti della maggioranza. Tuttavia, il risultato è ancora
insoddisfacente e la Camera dovrà allargare ulteriormente le possibilità,
per le Regioni, di acquisire competenze in cambio di una maggiore
responsabilità fiscale.

Perché la nuova Italia, se non sarà autenticamente federale, rischia
veramente di finire in mille pezzi.

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