Fatti non foste per viver come bruti

20140717-084512-31512210.jpg

Cari, estraniandomi dall’alluvione oratoria che ci sta sommergendo in
questi giorni sulle riforme costituzionali, ho confezionato un testo che
spero vi strappi qualche sorriso, in vista dell’interrogazione di domani
in Commissione Sanità, posta al Ministro della senatrice Fucksia (m5s), Taverna, Morra, Ciampolillo, Paglini, De Pietro e Casaletto sui cavalli delle carrozzelle per turisti a Roma (vi consiglio di leggere prima l’originale in
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=751462).

Onorevoli colleghi

È meritorio che questa Commissione – lasciando da parte temi secondari
come il caso Stamina, la malasanità, l’Alzheimer e quant’altro – si occupi
della salute dei cavalli che si affaticano per Roma, trascinando vetuste
carrozzelle, cariche di turisti estasiati. Tuttavia, l’interrogazione che
stiamo discutendo è poco convincente nell’ultima parte: che fare dopo aver
proibito agli equini di trascinare turisti in giro per Roma? Chi tirerà le
carrozzelle? Che fine faranno i cavalli?

L’ipotesi – avanzata dagli interroganti – di sostituire le botticelle con
ben più moderne macchinette elettriche è decisamente poco romantica: non
so se l’avete notato, ma Roma non è New York. Per risolvere il problema
basterebbe emendare il job act, delegando il Governo a emanare entro tre
mesi un decreto che – ispirandosi agli operosi cinesi – disponga che le
botticelle siano trainate da pariglie di disoccupati, opportunamente
addomesticati e addestrati. Con qualche facile accorgimento tecnologico,
gli umani invece che a piedi potrebbero trainare le carrozzelle in
bicicletta: in questo caso, il sindaco Marino sarebbe certamente della
partita anche perché, a quanto si dice, rischia di entrare rapidamente fra
i disoccupati.

Per risolvere il secondo problema, gli interroganti propongono di
impiegare i cavalli disoccupati nell’ippoterapia per i disabili. È
un’ottima idea, ma dubito che in questo modo tutti gli equini possano
trovare un impiego adeguato, anche perché sembra che per questa attività
gli asini siano più adatti dei cavalli. L’onoterapia è ottima (ad esempio)
per i bambini autistici, e si sta diffondendo rapidamente, tanto che gli
onoterapeuti faranno presto richiesta di essere auditi in Commissione,
assieme ai loro somarelli, per avere entrambi la laurea triennale,
magistrale, e l’ordine professionale.

Per dare ai cavalli disoccupati una sistemazione appropriata è necessaria
un po’ di fantasia. Offro a questa Commissione due alternative.

La prima, ispirandosi all’antica tradizione latina, potrebbe essere quella
di nominare i cavalli Senatori della Repubblica. Si troverebbero bene,
perché il Senato è già pieno di equini, anche se se appartenenti alla
specie dell’equus asinus piuttosto che dell’equus caballus. La proposta
cade a fagiolo: basterebbero due righe di emendamento alla riforma
costituzionale ora in discussione (uno in più o uno in meno, non se ne
accorgerà nessuno). Non è però opportuno che questa proposta parta da una
Commissione che si occupa anche della salute degli animali: non è umano –
né tanto meno equino – infliggere alle povere bestie torture come la
maratona oratoria che ci stiamo sciroppando in questi giorni. Molto meglio
trascinare su per Villa Borghese una carrozzella stracarica di russi
ubriachi.

Come alternativa più appropriata, propongo una convenzione fra il Comune
di Roma e quello di Legnaro, ridente paesino a sud di Padova, famoso per
gli sfilacci e le straeche. Se entrate nelle macellerie equine della zona,
sentirete spesso qualche cliente chiedere al macellaio “El me daga diese
straeche”. Lui, pazientemente, prenderà delle strisce di carne da cavallo
di circa 10-15 centimetri di larghezza per 1 metro di lunghezza e vi
sfiletterà , a mano, delle bistecche (le straeche, appunto). Portatele a
casa vostra e ungetele con un filo di olio e insaporitele con aromi a
piacere (salvia, rosmarino, etc.), lasciatele per almeno un ora in frigo e
poi cuocetele sulla griglia o sulla piastra ben calda, bastano un paio di
minuti per lato. La straeca è gustosa, corposa e sopratutto tenerissima, a
volte ha un filo di grasso (ma proprio poco) nelle fibre ed in questo caso
il gusto ci guadagna ulteriormente. Da servire obbligatoriamente con un
vino rosso abbastanza deciso.

Fin d’ora, vi invito tutti a Legnaro alla 16ma Festa del Cavallo
organizzata dalla Pro Loco nel mese di giugno 2015. Faremo la festa ai
cavalli, in attesa che Renzi faccia la festa ai senatori.

Lascia un commento

Archiviato in post

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...