Spiragli di crescita

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Spiragli di crescita?

Export, il Nordest cresce ancora

«Più forti nel mercato fluido»

di Giovanni Salvatori (da Venezie post, 12 giugno 2014)

Il Nordest cresce nell’export ed inizia a imparare la lingua della
flessibilità e del mercato fluido. Sembra questa una chiave di lettura
credibile della grande massa di dati pubblicati oggi dall’Istat sulle
esportazioni del primo trimestre nel Paese. Un export in moderatissima
crescita a livello nazionale: più 1,5 sui tre mesi precedenti, gli ultimi
del 2013, che vede calare Sud e Isole e restare fermo il Nordovest, mentre
con il segno più ci sono solo il Centro (più 1,9%) e appunto le Venezie
con l’aggiunta dell’Emilia Romagna (più 0,9%).

Il Nordest cresce in modo più spinto però se il raffronto è con lo stesso
periodo del 2013 (gennaio-marzo): in quel caso la crescita dell’export è
del 4,5 per cento. Il Veneto sale del 2,7 per cento confermando un aumento
tendenziale e in pratica senza sosta delle esportazioni, sale di parecchio
anche il Fvg (più 7,3%) e la singola provincia autonoma di Bolzano
realizza un più 4,8 per cento. Questi ultimi dati riguardano il contributo
alla crescita di tendenza sull’export nazionale. E guardando alle singole
province, da registrare la salita siginficativa di Vicenza, che
contribuisce da sola per il 4,2 per cento all’incremento del Paese
nell’affacciarsi al di fuori dei confini nazionali.

Interessanti anche alcune tendenze che indicano una mutevolezza dei
consumi e della richiesta da parte dei mercati esteri, ma anche una sempre
maggiore comprensione di questi cambiamenti da parte delle nostre imprese.
Cala infatti l’export dei prodotti agricoli; scendono anche i numeri
riguardanti l’informatica e i personal computer, le autovetture e i
veicoli in genere. Questo in Veneto, ma i dati di Trentino e
Friuli-Venezia Giulia sono simili: nel primo caso calano anche le
esportazioni di prodotti petroliferi o derivati, nel secondo anche
l’abbigliamento. Chi è in forte crescita ovunque in Veneto, ma il dato
spiega bene la performance di Vicenza, è l’export nel tessile. Riprende
ovunque la manifattura, bene anche il settore farmaceutico.

Il Nordest nel complesso ha esportato qualcosa più di 31 miliardi di euro
nei primi tre mesi del 2014 (il dato è destagionalizzato). Il Nordovest
guida sempre la classifica con 39 miliardi, ma le Venezie tornano ad
avvicinarsi rispetto ad un anno fa (1 miliardo di euro in più). E quanto
alle destinazioni, ad un aumento delle rotte che portano negli Usa e in
Germania corrisponde un calo tendenziale ma significativo dei valori verso
il Medio Oriente e anche verso parte dell’Asia, dove la Cina resiste ma
non ai livelli di qualche anno fa. Come detto: che le aziende nordestine
abbiano imparato a ”leggere” i cambiamenti di un mercato fluido?

Ne è convinto il presidente di Confindustria Vicenza, Giuseppe Zigliotto:
«Per la nostra provincia quel più 4,2 per cento vuol dire cifre
importanti, Vicenza fa da sola 1 miliardo di esportazioni. L’aria che
respiriamo da mesi è quella di una ripresa vicina, la provincia ha quasi
dimezzato da settembre la cassa integrazione, il conciario l’ha quasi
azzerata – spiega – anche il settore orafo e il metalmeccanico stanno
recuperando». Ma l’esportazione è una strada aurea o è ancora una
necessità per restare a galla? L’una cosa non esclude l’altra, a sentire
Zigliotto: «La cosa importante è che chi ha saputo esportare ora inizia a
ottenerne i benefici. Chi è ancora in sofferenza è il settore edile e per
il resto coloro che non hanno cavalcato l’export, che già ne hanno pagato
le spese – spiega il leader degli industriali berici – ma chi è andato
oltre confine per necessità, ora sta respirando, e il beneficio ha già
raggiunto l’indotto».

Crisi finita, allora? Non proprio: «Deve ripartire il mercato interno –
riprende Zigliotto – e soprattutto, le imprese devono abituarsi ad un
mercato fluido, nel quale le richieste cambiano di semestre in semestre,
non pagano moltissimo i programmi a lunga scadenza in termini di prodotto,
quanto la capacità di adattarsi. E su questo dobbiamo ancora fare dei
passi avanti». Un dato particolare, infine: in quasi tutte le province è
in forte calo l’export dei prodotti da trattamento dei rifiuti. Miracolo
della raccolta differenziata? «A me risulta che si tratti di un’industria
ancora assolutamente fiorente – aggiunge Zigliotto – certo, servirebbe
uscire dalla logica degli affidamenti ”in house” dei Comuni per creare
più concorrenza».

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