Il nuovo ospedale di padova !!

20140503-004914.jpg

Elezioni amministrative 2014 a Padova.
Dal Programma della lista “Scelta Civica con Colasio”:
“Padova, per la grande tradizione e il ruolo in campo medico e scientifico, dovrà dotarsi di un nuovo ospedale di rango europeo. Siamo però contrari ad una sua localizzazione a Padova Ovest, nel paleoalveo del Brenta. Vogliamo che il nuovo Ospedale resti dov’è, per non sprecare risorse e per non desertificare l’area”.

Un nuovo ospedale per fare che cosa?

Il piano per il nuovo ospedale di Padova Ovest non ci convince. Quando un ospedale invecchia, farlo nuovo non è l’unica soluzione. Non è un caso se molti prestigiosi ospedali italiani e veneti sono stati profondamente ristrutturati, restando dove sono.
– Il quadro delineato dallo Stato e dalla Regione prevede la progressiva diminuzione dei posti letto, perché – malgrado l’invecchiamento della popolazione – i tempi di degenza ospedaliera stanno diminuendo in modo drammatico, e ancor più diminuiranno nel futuro. Ad esempio, con le nuove tecniche l’intervento di rimozione della prostata comporta un ricovero post-intervento di 2-3 giorni, contro gli otto di qualche anno fa.
– Le pratiche ottimali della medicina si stanno spostando sempre di più verso il day-hospital, il day-surgical, l’assistenza domiciliare, la telemedicina. L’ospedale sta diventando sempre più un luogo per interventi altamente specializzati e rapidi.
– Nel quadro appena descritto, attorno a Padova ci sono ospedali che rischiano di essere fortemente sottoutilizzati. La Regione ha già previsto di localizzare presso l’ospedale di Camposampiero un CTO regionale e un centro per le analisi propedeutiche al trapianto di organi e tessuti, che servirà tutti gli ospedali del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige.

Altissimi costi diretti e indiretti

Non basta calcolare i costi diretti: vanno considerati anche quelli indiretti e quanto avviene nel lungo periodo. Nel progetto del nuovo ospedale, i costi diretti per la collettività sono sottostimati perché non tengono conto in modo congruo:
– … delle spese per la nuova viabilità. Un opera del genere ha bisogno di nuove strade che la colleghino alle tangenziali, una nuova linea del tram, forse una nuova stazione ferroviaria su una delle linee oggi esistenti. Queste sono spese a carico dei cittadini, non certo del project financing.
– … della necessità di costruire, accanto al nuovo ospedale, le strutture della nuova facoltà di medicina. O vogliamo avere le cliniche e i laboratori a cinque chilometri dalle aule? Nel progetto il “campus” medico è sparito, ma bisognerà ben farlo! L’ospedale di oggi non ha di questi problemi, perché è a due passi dalle aule e dalle biblioteche, anzi, alcune sono proprio all’interno delle cliniche. Ad esempio, la grande biblioteca medica Pinali, situata all’interno dell’area ospedaliera, è stata ristrutturata da qualche anno dall’Università, con ingenti spese, ed è ora molto bella e funzionale.
– … dei costi ingenti per trasformare l’attuale struttura ospedaliera in qualcosa di economicamente interessante, variandone la destinazione d’uso. Perché una cosa è trasformare un ospedale vecchio in un ospedale nuovo, un’altra – molto più complessa – trasformarlo in edifici residenziali. Demolire a regola d’arte e a norma di legge un vecchio edifico – spesso contenenti amianto e altri materiali pericolosi se rimossi e dispersi – costa più di costruirne uno nuovo al grezzo. Di conseguenza, un’operazione economicamente conveniente dovrebbe prevedere la nascita, al posto del vecchio ospedale, di residence di lusso (anche perché è pieno in giro di uffici invenduti). È questo che vogliamo?
– … dei costi della sistemazione preliminare del terreno. Secondo la relazione consegnata dal Genio Civile alla Regione, sono costi elevatissimi, stimati in 100 milioni di euro (da sommarsi ai più di 645 per costruire i “muri”, oltre a un’altra cifra, non precisata, per l’inevitabile costruzione della facoltà di medicina). Il terreno oggi individuato dal Comune, nei pressi dello stadio, per il nuovo ospedale non è certo ideale dal punto di vista idraulico, visto che si prevede che, a regime, tutto un sistema di pompe idrovore debba essere costantemente in funzione; vanno spostate linee ad alta tensione; va infine risistemato tutto il sistema di viabilità, con il grosso problema di non poter utilizzare sottopassi a causa della cattiva situazione idraulica del terreno.
Insomma, mettendo tutto assieme, se – come è a nostro avviso indispensabile – accanto al nuovo ospedale a Padova Ovest si volesse edificare anche la nuova scuola di medicina, il costo si avvicinerebbe al miliardo di euro, per avere un’opera a costante rischio idraulico. Nella finanziaria 2014 non si è riusciti ad accantonare per Padova qualche decina di milioni per la nuova linea di tram, malgrado gli strenui tentativi dei parlamentari padovani. Pensiamo veramente sia possibile trovare, a tempi brevi, un miliardo di euro per il nuovo ospedale di Padova?

Vanno poi considerati gli alti costi indiretti.
– Costruire un ospedale nel deserto porterebbe alla necessità di costruire attorno alcune strutture essenziali: alberghi, bar, altri negozi. Con conseguenti consumo di suolo, nuove opere di urbanizzazione, cementificazione e connesso rischio idraulico.
– Oggi un intero quartiere (attorno a via Ospedale, via Falloppio, via Giustiniani, Pontecorvo), vive dell’ospedale, con alberghi, ristoranti, negozi di articoli medicali … Quanto costerebbe la depressione economica di quell’area?
– Moltissime famiglie che lavorano nell’ospedale hanno scelto la loro residenza in funzione della prossimità con il luogo di lavoro. Qual è il costo collettivo di migliaia di spostamenti? E se il nuovo ospedale – come auspicabile – manterrà servizi per i cittadini padovani (come il pronto soccorso, che deve stare nei pressi dell’ortopedia, della chirurgia d’urgenza e della rianimazione), quanto costeranno gli spostamenti in un luogo decentrato, invece che in centro città?

Una nuova prospettiva di riuso e riprogettazione

Neppure ristrutturare un grande ospedale è semplice, specialmente se sorge in un’area storica e archeologica. Ma non è impossibile, se si parte con la giusta visione del futuro. È proprio impossibile …

– … collegare in modo più diretto la parte destra con quella sinistra di via Giustiniani, ad esempio sopraelevando questa strada?
– … costruire autosilos per i parcheggi o nuovi edifici nella zona est, verso l’attuale obitorio?
– … prevedere altri collegamenti sotterranei fra le cliniche universitarie?
– … concordare preliminarmente con la Soprintendenza i piani di intervento?

Certo, si tratta di interventi importanti, ma rispetto all’edificazione del nuovo ospedale …
– … i costi diretti sarebbero certamente assai inferiori,
– … i costi indiretti infinitamente più bassi,
– … il consumo del suolo praticamente nullo.

E quanto ai finanziamenti, piuttosto del costoso project financing, è opportuno accendere mutui di lungo periodo.

Sono queste le “grandi opere” che piacciono a Scelta Civica: per utilizzare in modo parsimonioso le risorse esistenti, senza interventi faraonici, con lo sguardo proiettato verso il futuro. Prima di decidere di costruire il nuovo ospedale, va considerato un serio progetto di ristrutturazione di quello esistente, a partire dai 150 milioni stanziati per i prossimi anni nel bilancio regionale, con rigorose comparazione fra costi e benefici diretti e indiretti. Perché prima di spostare l’ospedale dal luogo dove è rimasto per quasi 300 anni, stravolgendo tutto il sistema urbano di Padova, bisogna pensarci molto, molto bene.

4 commenti

Archiviato in post

4 risposte a “Il nuovo ospedale di padova !!

  1. Bisogna pensarci molto bene, prima di considerare vantaggioso economicamente il restauro di un ospedale che è stato cosruito in 300 anni di storia senza una logica se non quella di sopperire alle emergenze.
    Bisogna pensarci bene prima di spendere denari pubblici per il restauro di edifici che costano giornalmente per l’adeguamento alle attuali normative e sono per di più energivori
    L’ospedale , un luogo che è fcausa tutti i giorni di uno spostamento di 100000 veicoli tra dipendenti, pazienti, ospiti visitatori, studenti e docenti. in un centro cittadino già sovrraffolato per funzioni- Luogo che dovrebbe essere salubre , ma inquinato per traffico veicolare
    Costi di gestione logistica eccessive dovute a una parcellizzazioni di funzioni nei vari reparti che vedono attualmento avere 16 siti per le sale operatorie e vedrebbero concentrate 36 sale operatorie in un unico sito.

    Io vedo nell’area del vecchio ospedale un parco urbano, con il recupero dei beni archeologici sotto le mura che potranno diventare un veicolo per attirare veri nuovi turisti a Padova.
    Considero che l’abbatimento degli edifici,permetterà di recuperare delle volumetrie non necessarie al nuovo ospedale che potranno essere vendute nel mercato procurando dei margini di profitto.
    Una progettazione attenta sarà in grado di ristabilire i problemi idrogeologici già presenti nell’area, fornendo quelle strutture fognarie che attualmente sono insufficienti.
    Considero una progettazione attenta all’ambiente in grado di costruire un ospedale in classse A Gold , passivo
    Considero che la nuova linea del tram potrà dare un sistema di collegamenti efficenti da rendere vantaggiose il trasporto pubblico e non rendere necesario il trasferimento del residenziale. e l’utilizzo dei mezzi di locomazione privati.
    Considero che il nuovo ospedale sarà in grado di munirsi delle nuove tenologie per farlo tornare un polo d’eccezione e grazie all’università e il suo campus un luogo di cultura e ricerca medica per gli studenti di tutta europa.
    Vorrei che Padova tornasse un punto di eccellenza medica tornando ad essere un punto di “turismo sanitario”.

    Considero il nuovo ospedale un opportunità di sviluppo .

    Scelta civica , sempre cosi attenta all’ economia di mercato
    alla competitività non riesce a cogliere l’opportunità che il “nuovo” crea svilluppo.?
    Solo un pensiero di retroguradia può cristallizzare una situazione che vedrebbe l’ospedale pubblico non in grado di competere con le strutture private
    Fabio Tonello

    • gianpiero dalla zuanna

      Grazie a Fabio e a Claudio per i commenti. Solo per dire che l’idea di trasformare in parco urbano l’area dell’attuale ospedale – che può sembrare accattivante – mi sembra costosissima, praticamente irrealizzabile. Altra cosa sarebbe inserire elemeni di recupero archeologico al momento del restauro dell’ospedale esistente, come si è fatto all’università di Pavia, dove nell’Aula Magna sono inglobate tombe monumentali del periodo longobardo.

      • un ulteriore spunto di riflessione è senzaltro la sosta delle auto nel complesso ospedaliero. La difficoltà a trovare spazi adeguati e funzionali alla sosta e la difficle e caotica viabilità interna rischiano o di rendere impossibile il transito alle stesse autoambulanze mettendo in pericolo la vita dei pazienti.
        il project financing del nuovo ospedale, è messo in discusione anche a fronte delle esperienze già fatte.Tovo questa una sfida che dovremmo saper cogliere, perchè nel nostro futuro, sarà sempre più difficile trovare risorse da spendere.
        Trovo però riduttivo ridurre tutto a una questione di costi, senza valutare gli effetti benefici di una rivalutazione urbanistica che avrà senzaltro ricadute nella qualità di vita della città, dei residenti , e che porterà beneficio anche alle prestazioni sanitarie.
        E’ tuttavia condivisibile che una parte dell’opedale possa restare nell’aattuale sito, a disposizione dell’università e della ricerca., anche se non è da dimenticare che poco distante sorge anche il plesso ospedaliero del Santo Antonio.

        Fabio T.

  2. Claudio Faggian

    Plaudo all’articolo e alle motivazioni presentate da Gianpiero.
    Sono originario di Padova ma abito a Verona da 15 anni e ricordo le polemiche sorte al momento della decisione se rinnovare il vecchio ospedale di Borgo Trento (risalente ai primi del ‘900 e sito a pochi passi dal centro storico della città) o se costruirlo ex novo in un’area periferica (dando in pasto ai palazzinari l’ambita area in questione).
    Ci sono vantaggi e svantaggi in entrambe le scelte ma l’opzione della ristrutturazione è stata vincente sotto tutti i punti di vista.
    Riferisce giustamente Gianpiero relativamente alla corretta destinazione di aree già operative su determinati settori. Ogni cambiamento deve essere vagliato e verificato per evitare sprechi di risorse e aggravio alle tasche dei cittadini. Un ospedale non è solo un insieme di edifici ma una rete complessa di servizi e funzioni strettamente collegate fra loro: servizio ospedaliero in primis ma poi collegamento a una serie interminabile di servizi per i fruitori e per gli operatori (viabilità, parcheggi, scuole di formazione e specializzazione, servizi per i visitatori, alberghi, ristoranti, servizi pubblici di trasporto…).
    Sono tornato all’ospedale di Padova poche settimane fa dopo almeno 2 decenni di assenza ed ho trovato una eccezionale infrastruttura stradale che mi ha permesso di guidare agevolmente per le vie del centro, parcheggiare con estrema comodità e avvicinarmi senza problemi alla mia meta.
    Trasferire questa struttura significherebbe perdere una quantità di servizi che sono stati certosinamente costruiti nel giro di decenni e la cui ricostruzione richiederebbe fondi non valutabili oltre che una drammatica perdita di un polmone verde ancora presente nella prima periferia di Padova.
    Per tornare a Verona, la totale ristrutturazione dell’ospedale di Borgo Trento è stata pianificata e portata avanti da amministratori seri e motivati che hanno voluto/potuto recuperare e gestire risorse altrimenti destinate alla distruzione a scapito di aree attualmente destinate all’agricoltura (di quanto è diminuita l’area agricola in Italia negli ultimi decenni?).
    Vi è stato un ovvio disagio durato anni, tutt’ora in corso per il completamento di altre opere ma il risultato è stato oltremodo stupefacente.
    Nessuna delle persone che conosco (ospedalieri o esterni) si lamentano o recriminano sull’alternativa non intrapresa e sono invece contenti della soluzione portata avanti.
    I costi per la struttura in sé non saranno stati inferiori che costruire ex-novo ma certo tutta l’infrastruttura e le funzioni collegate ne hanno avuto vantaggio incommensurabili.
    Vi giro questo commento recente che condivido:
    http://www.veronafedele.it/index.php?option=com_content&task=view&id=353&Itemid=1
    Cari saluti.
    Claudio Faggian

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...