Basta estrazione idrocarburi

Il Senato sta per approvare un OdG che impegna il governo a bloccare le
concessioni nei mari italiani per l’estrazione di idrocarburi liquidi.
Ecco il testo del mio intervento in aula.

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La Commissione Ambiente del Senato, dopo un lungo lavoro di approfondimento, ha approvato a grande maggioranza una mozione sulle perforazioni off-shore per la ricerca e la coltivazione di giacimenti di idrocarburi. Da questa mozione è scaturito l’ordine del giorno che oggi presentiamo, condiviso fra i gruppi della maggioranza.

Nel suo punto più qualificante, l’ordine del giorno chiede al governo di sospendere la concessione di permessi per l’estrazione di petrolio all’interno delle acque territoriali, ossia nello spazio dove c’è piena sovranità nazionale, nelle more del recepimento della Direttiva 2013/30/UE, del 12 giugno 2013 sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, che modifica la direttiva 2004/35/CE. L’ordine del giorno non si oppone invece alla coltivazione di giacimenti di idrocarburi gassosi (metano), inserendo tuttavia tutta una serie di cautele.

Più in generale, l’ordine del giorno mette in primo piano principi di cautela e di compensazione del rischio nell’attività di ricerca e coltivazione degli idrocarburi in mare.

L’ordine del giorno chiede al governo, nel recepire la direttiva 2013/30/UE:

–      di prestare particolare attenzione alla valutazione delle capacità tecnico-economiche di chi richiede concessioni, anche per far fronte a eventuali misure di compensazione di danni ambientali;

–      di incrementare per le nuove concessioni di coltivazione le aliquote delle royalty fino al 50 per cento rispetto a quelle attualmente vigenti;

–      di far sì che parte delle royalty siano indirizzate ad azioni di monitoraggio e contrasto dell’inquinamento marino e delle attività di vigilanza e controllo della sicurezza anche ambientale degli impianti di ricerca e coltivazione in mare;

–      di prevedere la sospensione delle attività in zone di significativo rischio sismico, vulcanico, tettonico e di subsidenza, così come indicato da indagini scientifiche preventive di supporto effettuate dagli enti di ricerca INGV, ISPRA e CNR;

–      di prevedere il blocco delle attività in corso e del rilascio di future autorizzazioni previste in zone di particolare ripopolamento ittico, così come opportunamente indicato da indagini scientifiche preventive di supporto, effettuate dagli enti di ricerca prima citati;

–      di effettuare analisi preventive dei costi e dei benefici in relazione a future attività esplorative da autorizzare in zone di particolare pregio turistico ed economico.

Altri punti qualificanti dell’ordine del giorno chiedono al governo di intraprendere azioni concertate con gli altri paesi del Mediterraneo, in particolare con quelli che si affacciano sull’Adriatico, al fine di mettere in atto misure prudenziali per la coltivazione di idrocarburi anche nelle loro acque territoriali e nelle acque internazionali.

Il lavoro in commissione è stato complesso, con numerose audizioni ed articolata discussione. È apparsa subito evidente la necessità di trovare un punto di equilibrio fra:

–      le esigenze degli operatori turistici, dei pescatori e delle popolazioni rivierasche, per cui anche un solo incidente con importante sversamento di idrocarburi liquidi sarebbe disastroso, specialmente in mari chiusi come l’Adriatico;

–      l’opportunità di incrementare la produzione di fonti energetiche nazionali;

–      gli interessi di un’importante settore dell’industria nazionale, che opera nell’off-shore degli idrocarburi liquidi e gassosi specialmente all’estero, con punte di eccellenza tecnologica.

L’estrazione off-shore di gas metano è molto meno rischiosa rispetto a quella del petrolio, che peraltro – nel caso dei mari italiani – sembra essere di cattiva qualità e di scarsa quantità. La sospensione sull’estrazione di idrocarburi liquidi nelle acque territoriali, gli elementi di prudenza per la coltivazione di idrocarburi gassosi e la concertazione con gli altri paesi rivieraschi del Mediterraneo possono annullare i rischi connessi all’estrazione off-shore di petrolio, abbassando drasticamente quelli legati all’estrazione del metano.

 

 

 

Il futuro energetico del nostro paese dovrà essere basato sempre di meno sugli idrocarburi, e sempre di più sulle energie rinnovabili, anche per ridurre le emissioni di gas serra e l’inquinamento da particolato. Tuttavia, ancora per lunghi anni il metano sarà un’indispensabile fonte per l’uso diretto domestico, l’autotrazione e la produzione flessibile di energia elettrica. L’ordine del giorno che ci apprestiamo a votare – a cui Scelta Civica dà il suo convinto appoggio – stabilisce un buon punto di equilibrio fra tutela dell’ambiente, garanzie per i comparti turistici e della pesca, necessità energetiche nazionali, impegnando in modo forte il governo su queste tematiche.

 

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