La fiducia al senato

20140222-093038.jpgCari amici

ecco alcune delle repliche di Renzi ieri al senato più una mia considerazione finale

1. No, cari senatori, non sento di aver utilizzato un registro sbagliato. Io ho parlato ai senatori come parlo con tutti i cittadini.

2. Non ho parlato di Mezzogiorno… Ma non servono le frasi fatte. E’ ora di impostare in modo diverso la cosa. I 59 miliardi di fondi europei vanno acquisiti nei prossimi mesi!

3. L’Expo è la sintesi di tutto ciò che vogliamo rappresentare. Il mercato dell’Expo potrebbe valere 100 miliardi, ma ne vale solo metà. Ambiente, agroalimentare, greeneconomy…

4. Perché non ho fatto riferimento al presidente della Repubblica? Io nell’aprile del 2013 mi sono vergognato quando la classe politica non è riuscito a eleggere un presidente. Ma poi quando Napolitano è stato eletto, le sue parole di richiesta di riforme mi hanno colpito e dato una speranza. Ma le riforme si sono bloccate. L’unico modo per far veramente riferimento a Napolitano è fare veramente le riforme. Potrà non piacere come sono arrivato a Palazzo Chigi, ma questa accelerazione si spiega anche con l’urgenza di realizzare quanto Napolitano ci ha chiesto.

5. L’Italia può essere libera nel mondo. Ma si deve accettare il confronto. Sulle riforme l’abbiamo chiesto anche a voi, amici 5 stelle, ma l’avete rifiutato.

6. Ricordo Sandro Pertini, che nel suo primo messaggio alla nazione di presidente disse che i giovani non hanno bisogno di discorsi, ma di esempi. Passare dalle parole ai fatti.

Pensiero, mio, finale (anche se qui ne abbiamo per altre tre orette…). Renzi ha fatto un discorso strano, per un governo strano. Ha fatto molta attenzione a non circondarsi di ministri che gli possono fare ombra: mi dicono che abbia fatto così anche a Firenze. Vuole fare lui da parafulmine per tutti, esigendo fedeltà e dedizione. Il discorso è stato strano, perché è sembrato più per le persone a casa che per i senatori, e lo ha rivendicato. Non è stato dettagliato su quanto vuole fare, ma alcune cose importanti le ha pur dette: sulla scuola (specialmente sull’edilizia scolastica e la valorizzazione del ruolo docente, più vago sui soldi…), l’Europa, lo sblocco di qualche decina di miliardi di euro per le imprese, “piantati” nel rapporto fra Governo e Cassa Depositi e Prestiti, contro la burocrazia. Bisogna sperare che i Ministri si scelgano bravi collaboratori, ma specialmente che i partiti della maggioranza capiscano che si stanno giocando la residua credibilità. Scelta Civica cercherà di fare la sua parte.

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