La TASI fatta così è un PASTICCIO

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C’è una contraddizione di fondo nella proposta del Governo (non ancora
codificata in un emendamento) di aumento della TASI, da destinare alle
famiglie numerose e povere. Da un lato, il Governo afferma di rispondere
alla richiesta dei Comuni di sopperire – con questo meccanismo – alla
richiesta dei Comuni di coprire il “buco” di due miliardi di euro nelle
finanze locali aperto dall’abolizione dell’IMU prima casa. Dall’altro, il
Governo afferma che questa misura “non prevede un incremento della
pressione fiscale”, perché si tratterebbe di una redistribuzione della
pressione fiscale a favore delle famiglie povere e numerose.

Scelta Civica è contraria a questo pasticcio, che rischia di trasformarsi
in un semplice aggravio della tassazione, essendo in pratica impossibile
controllare se e come il maggior aggravio per tutti si possa tradurre in
benefici a favore delle famiglie povere numerose.

Scelta Civica chiede che il pagamento della TASI venga differito a giugno,
e che nel contempo si riordini tutto il sistema di tassazione della casa
(e – aggiungiamo – degli immobili strumentali delle imprese e dell’IRES),
in modo di favorire in modo certo le famiglie povere con figli, sgravando
nel contempo le imprese da oneri ingiustificati e sempre meno
sopportabili.

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