Emendamenti alla Legge di stabilità per la famiglia

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Ecco i miei emendamenti alla legge di stabilità, elaborati dopo un serrato
confronto con l’Associazione Famiglie Numerose. Sarebbe stato bello
proporre qualcosa di più eclatante, ma ho preferito cercare di costruire
emendamenti che abbiano qualche probabilità di “passare”, con coperture
credibili.

Oggi la Commissione Finanze inizia le votazioni, ed è fondamentale la
posizione espressa dal Governo. Speriamo bene. Sarebbe un primo segnale di
attenzione verso la pesante situazione economica in cui si trovano molte
famiglie numerose

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AS 1120
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge di stabilità 2014)

EMENDAMENTO

ART. 7

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente comma:
“11-bis. Le detrazioni per carico di famiglia spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscono non abbiano redditi propri per ammontare complessivamente superiore a 5.000 euro. Tale cifra deve essere aggiornata ogni anno secondo l’indice ISTAT dei prezzi al consumo e sostituisce quella attualmente vigente di 2840,51 euro (TUIR, DPR 917 del 22.12.1986, art. 12, comma 2, e modifiche successive).

Conseguentemente, sostituire all’articolo 9, comma 11, le parole “56.000.000 per l’anno 2014” con le seguenti “26.000.000 per l’anno 2014” e al comma 14, le parole “50 milioni di euro” con “20 milioni di euro”.

DALLA ZUANNA
OLIVERO
D’ONGHIA
MARAN
ROMANO
MOTIVAZIONE
L’emendamento persegue l’obiettivo di riequilibrare il reddito minimo per considerare il famigliare a carico (oggi fermo alla cifra stabilita nel 1986, pari a euro 2840,51 lordi annui). Si propone di aggiornare questa cifra a 5.000 euro. Al riguardo si ricorda che nel 1986, anno di determinazione della cifra di 5,5 milioni di lire, l’impiegato base guadagnava dai 6 ai 7,8 milioni di lire/anno (pari a 3120/3720 euro/anno) ed il gasolio costava 624 lire/litro (pari a 0,32 euro). Il tetto perché un familiare sia considerato a carico non è mai stato aggiornato.
L’intervento avrebbe anche l’effetto incentivante sia sui lavori saltuari degli studenti che vivono a casa dei genitori sia sulla regolarizzazione degli stessi.
La copertura di spesa per il 2014 è quantificabile in 50 milioni di euro, che si propone vengano recuperati mediante la riduzione del contributo per l’organizzaizone e lo svolgimento della Delegazione per la Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

AS 1120
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge di stabilità 2014)

EMENDAMENTO

ART. 7

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente comma:
“11-bis. Viene istituita la “Carta FamigliaNazionale” per nuclei con almeno tre figli a carico fino a 26 anni di età, che dà diritto a sconti sull’acquisto di beni e servizi, ovvero a riduzioni su tariffe, concordate con soggetti pubblici e privati che aderiscano all’iniziativa. La Carta Famiglia Nazionale è funzionale alla creazione di uno o più GAF (Gruppi di acquisto Famigliare) o GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) nazionali, nonché alla fruizione dei Biglietti Famiglia e Abbonamenti Famiglia per servizi di trasporto, culturali, sportivi, ludici, turistici e altro.Viene altresì istituito il “Biglietto Famiglia” presso i musei, monumenti e tutti le altre strutture statali che erogano servizi culturali, turistici, sportivi, ricreativi, ludici e di trasporto, attraverso il quale vengono riconosciute tariffe agevolate per le famiglie fino a due figli di età inferiore ai 26 anni a carico, e la completa gratuità dal terzo figlio in poi.Ai fini della fruizione del “Biglietto Famiglia” sarà necessario esibire la “Carta Famiglia Nazionale”.Lo Stato si fa promotore affinché il “Biglietto Famiglia” venga adottato, su base volontaria, anche dalle strutture private esercenti le attività di cui sopra.
L’esecuzione del presente articolo è gestita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Dipartimento per le Politiche Familiari, senza alcun onere aggiuntivo per lo Stato. La Carta Famiglia Nazionale verrà emessa dai singoli Comuni, che attesteranno lo status della famiglia previsto al momento del rilascio; la carta avrà una durata biennale dalla data di emissione. I Comuni che già hanno emesso Carte Famiglie o Family Card locali potranno utilizzarle come “Carta Famiglia Nazionale” dopo aver uniformato gli standard grafici minimi e le modalità di adesione, da definire con apposito regolamento”.

DALLA ZUANNA
OLIVERO
D’ONGHIA
MARAN
ROMANO

MOTIVAZIONE

A parità di reddito, la nascita di un nuovo figlio comporta una riduzione di circa il 20/25% del potere di acquisto di una coppia. La conseguenza è che per evitare ulteriori spese, si tagliano quelle ritenute meno importanti (culturali, sportive, turistiche, eccetera). La perdita del potere di acquisto conseguente alla nascita di un figlio e il forte rischio (più del 50% per quelle del sud) che hanno le famiglie con 3 o più figli minori di entrare nella fascia di povertà relativa, rendono necessari interventi atti a migliorare la capacità di spesa delle famiglie. Il potere negoziale della singola famiglia, di fronte agli operatori del commercio o della grande distribuzione; è pressoché nullo. Quando però le famiglie si riuniscono in gruppo, questo diventa appetibile per gli operatori economici, che sono quindi disposti a importanti sconti pur di poter operare su una platea estesa. Questa è la logica della creazione della Carta Famiglia, che, per la sua flessibilità, può operare sia in ambito nazionale che locale; attraverso la Carta Famiglia si può arrivare alla costituzione di GAF e GAS nazionali, per l’acquisto di beni e servizi direttamente dai produttori.

La Carta Famiglia può inoltre essere utilizzata come attestato per fruire di Biglietti Famiglia e/o Abbonamenti Famiglia per musei, cinema, teatri, gare sportive, trasporti, etc. Con il risultato di un forte beneficio economico per le famiglie, a fronte di un investimento dello Stato tendente allo zero. E questi benefici possono essere estesi anche alle aziende private che adottano, su base volontaria, il Biglietto Famiglia, in quanto potranno avvicinare un target spesso finora escluso o comunque interessato solo marginalmente dalla fruizione di certi servizi, quali quelli culturali o turistici.

AS 1120
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge di stabilità 2014)

EMENDAMENTO

ART. 7

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente:
“11-bis. Al fine di riconoscere l’alto valore sociale della maternità e il contributo generazionale necessario per mantenere in equilibrio il sistema previdenziale, nonché i compiti di cura e di educazione, alle madri lavoratrici con quattro o più figli (compresi quelli adottati) vengono riconosciuti per ogni figlio dal quarto in poi tre anni di contributi figurativi utili ai fini della determinazione sia dell’anzianità contributiva,sia della misura della pensione.

Conseguentemente, all’articolo 9, comma 13, le parole “100 milioni di euro” sono sostituite dalle seguenti “50 milioni di euro”.

DALLA ZUANNA
OLIVERO
MARAN
D’ONGHIA
ROMANO

MOTIVAZIONE

La profonda revisione del sistema pensionistico fatta mediante l’art. 24 del D.L. 201 del 2011 (Decreto “Salva Italia”) ha introdotte diverse novità. Tra queste, la pensione di vecchiaia, per le donne iscritte all’AGO e forme sostitutive si consegue a 62 anni ed entro il 2018 si dovrà arrivare a 66 anni di età. Si va dunque verso la perfetta parità tra uomini e donne. Inoltre, per le lavoratrici autonome e le iscritte alla Gestione separata, l’età pensionabile è fissata a 63 anni e 6 mesi e per il 2018 a 66 anni di età. Le donne del settore pubblico iscritte a Fondi esclusivi dal 1° gennaio 2012 potranno conseguire la pensione di vecchiaia a 66 anni. I requisiti, oltre ad essere soggetti all’adeguamento alla speranza di vita (per l’anno 2013 pari a 3 mesi), sono aumentati di un mese per l’anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dal 2014. E ancora, sono stati introdotti dei disincentivi per chi chiede la pensione anticipata prima dei 62 anni. Infine la Riforma Fornero ha esteso a tutti il sistema contributivo, che ha come conseguenza una diminuzione dell’importo della pensione.

In tal modo, le persone maggiormente interessate dalla Riforma sono le donne. Non solo, tra queste non viene operata nessuna distinzione tra chi ha generato e allevato figli e chi non lo ha fatto. Più in particolare, le donne-lavoratrici con 4 o più figli – per dedicarsi alla cura della famiglia – devono forzatamente rinunciare alla carriera, rimanendo quindi ai livelli più bassi di retribuzione; spesso lavorano a orario ridotto time, con la conseguente decurtazione di stipendio, ma conseguentemente anche dei contributi previdenziali. Nel caso di 4 o più figli, la donna spesso deve addirittura abbandonare suo malgrado il lavoro perché oggettivamente inconciliabile con l’attività di cura.

Oggi nel nostro sistema previdenziale non esiste più nessun provvedimento che riconosca il valore sociale della maternità. Rimane solo il riconoscimento dei 5 mesi di “maternità obbligatoria”. Per superare questa situazione, lo strumento migliore appare l’attribuzione di contributi figurativi per ogni figlio generato o adottato, in linea coi principali Paesi europei. Il riconoscimento di contributi figurativi per la cura dei figli è presente in diversi ordinamenti europei. Alcuni esempi non esaustivi: in Austria, è previsto un periodo massimo di 4 anni di contributi figurativi per ciascun figlio; in Germania, la contribuzione figurativa viene riconosciuta a chi si prende cura di due o più figli di età inferiore ai 10 anni e non ha un lavoro retribuito; nel Regno Unito è prevista, la riduzione di un anno del periodo minimo necessario di versamenti contributivi (per l’ottenimento della pensione) per ciascun anno speso nella cura di un figlio minore di 16 anni. Si tratta di contributi da mettere a carico della fiscalità generale.

Inutile sottolineare che, oltre ai dovuti benefici per la lavoratrice-madre, tale misura libera posti di lavoro per i giovani e costituisce uno stimolo alla generazione di figli, contrastando in tal modo il declino demografico. Per favorire la sostenibilità finanziaria di tale misura si propone di limitarla per il 2014 alle donne che hanno generato (o adottato) 4 o più figli, dal quarto figlio in poi, con l’obiettivo di estendere la platea delle beneficiarie nei prossimi anni, quando la situazione delle finanza pubblica lo permetterà.

La copertura di spesa per il 2014 è quantificabile in 50 milioni di euro, che si propone vengano recuperati mediante il dimezzamento del contributo per l’Agenzia delle entrate. Infatti non si comprendono le motivazioni per un incremento così rilevante del già pingue bilancio di tale Agenzia.

AS 1120
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge di stabilità 2014)

EMENDAMENTO

ART. 20

Al comma 18,dopo le parole “e) fabbricati rurali ad uso abitativo” aggiungere le seguenti: “f) abitazioni occupate da famiglie con 3 o più figli a carico di età non superiore a 26 anni.”

DALLA ZUANNA
OLIVERO
MARAN
D’ONGHIA
ROMANO

MOTIVAZIONE

Le famiglie con 3 è più figli rappresentano un esempio “virtuoso” nella produzione dei rifiuti, in quanto il consumo pro-capite risulta inferiore a quella di un single o di una coppia senza figli; questo perché vengono prevalentemente utilizzate confezioni famiglie, quindi con minore dispersione di imballaggi, e gli eventuali avanzi vengono più facilmente riciclati all’interno della famiglia. Le attuali tariffe sui rifiuti risultano estremamente penalizzanti per le famiglie con 3 e più figli; da qui la necessità di prevedere a livello locale dei correttivi che vadano oltre l’Isee. L’emendamento non dà luogo a incrementi di spesa, perché si limita a fissare possibilità discrezionali per i comuni di fissare criteri redistributivi. L’emendamento rafforza quanto previsto nel successivo Art. 22 comma 1.a.4.

AS 1120
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge di stabilità 2014)

EMENDAMENTO

ART. 21

Dopo il comma 9 aggiungere il seguente comma:
“9-bis Per le famiglie con almeno due figli a carico di età inferiore ai 26 anni,dimoranti abitualmente e residenti anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, è prevista una detrazione dal valore di 50 euro per le famiglie con due figli, e di 50 euro ulteriori per ogni figlio in più. Tale detrazione spetta al proprietario limitatamente alla propria abitazione principale, o all’occupante diverso dal titolare del diritto reale, sempre nel caso l’immobile sia adibito ad abitazione principale.

Conseguentemente, all’articolo 21, comma 7, le parole “pari all’1 per mille” sono sostituite dalle seguenti “pari all’1,05 per mille”.

DALLA ZUANNA
OLIVERO
MARAN
D’ONGHIA

MOTIVAZIONE

Nella Tasi non sono previste le detrazioni dell’IMU, in particolare quelle per i figli; inoltre, l’imposta grava anche sugli affittuari. L’emendamento rafforza, ai fini perequativi per le famiglie con figli, quanto detto nel successivo Art. 22, comma 1, ripristinando in modo più diretto la detrazioni per figli, a partire dal secondo, riconoscendo maggiore equità orizzontale all’imposta. La copertura per tali detrazioni è garantita dal leggero aumento dell’aliquota di riferimento (che peraltro può essere modificata verso l’alto e verso il basso a discrezione di ogni comune). In tal modo, il gettito complessivo dell’imposta non si modifica, ma si ottiene una maggior redistribuzione del carico a favore delle famiglie con due o più figli.

2 commenti

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2 risposte a “Emendamenti alla Legge di stabilità per la famiglia

  1. folengo2

    Ottimo Gainpiero, speriamo nasca qualcosa di concreto, in bocca al lupo! Antonio

  2. Giuseppe Butturini

    Grazie di cuore Gianpiero per quanto stai facendo per le famiglie numerose, è un servizio a tutte le famiglie.
    Giuseppe

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