Dobbiamo tutelare il nostro bel paese

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Cari amici, ecco lo (sconfortante) testo dell’audizione di Franco
Gabrielli alla Commissione Ambiente della Camera sul dissesto
idrogeologico, pubblicato su Sole24ore di oggi.

«Questo paese sta letteralmente cadendo a pezzi: o noi interveniamo in
maniera strutturale o andremo sempre a fare una sorta di elenco di
disgrazie e di morti». Così Franco Gabrielli, capo della protezione
civile, in audizione alla commissione ambiente della camera. «Sui temi del
governo del suolo e di quello che vi avviene sopra, esistono due grosse
aree di competenza», spiega Gabrielli. C’é «il tema della prevenzione
strutturale» «é assolutamente al di fuori delle competenze della
protezione civile», circostanza «ribadita in maniera inequivoca dalla
legge 100 (la riforma del servizio nazionale di protezione civile, ndr):
la prevenzione strutturale non compete alla protezione civile».

Però, avverte il capo del dipartimento, «sui temi del disseto
idrogeologico il tema della prevenzione strutturale é fondamentale, perché
se non si mette mano alla messa in sicurezza del territorio, credo che
sempre con maggiore frequenza parleremo di queste cose». In tutto ciò
«esiste una conoscenza della criticità dei temi che abbiamo davanti- dice
Gabrielli- e allora se non programmiamo per tempo la messa in sicurezza»
questi eventi si ripeteranno.

I vincoli di bilancio dei Comuni

E su questo tema, quello della prevenzione, insiste anche la questione dei
vincoli di bilancio dei comuni, attori di primo piano nella prevenzione.
Però «rispetto ai vincoli del patto di stabilità «noi riceviamo
costantemente dai territori grida di aiuto da parte di comuni che non
riescono a fare interventi», segnala Gabrielli. Negli interventi per la
messa in sicurezza del suolo ci sono situazioni di finanziamento «che sono
in cofinanziamento« con fondi che «non possono essere spesi perché i
comuni non sono in grado di cofinanziarli per i limiti del patto di
stabilità- spiega franco gabrielli, capo della protezione civile- credo
che pur nell’assoluta comprensione della condizione delle casse dello
stato, un impegno di priorità debba essere assunto. Rischiamo di arrivare
al pareggio dei conti con il malato morto».

Dissesto endemico

Alla luce delle conoscenze, e del dibattito, sui mutamenti climatici,
«credo ormai che l’esperienza ci consenta di dire che gli ultimi anni sono
anni nei quali determinati fenomeni si stanno ripetendo con una frequenza
e un’intesità certo non usuale». Dice Franco Gabrielli. «Da alcuni anni
nel nostro paese piove meno su base annua«, ricorda gabrielli, ma c’é un
particolare: «si sono alternate richieste sotto il profilo della siccità»,
con «le regioni, Emilia Romagna e Toscana, colpite nel recente autunno da
pesantissimi eventi alluvionali, che erano le stesse regioni che nella
primavera precedente avevano chiesto lo stato di ciriticità idrica« perché
le falde acquifere erano in stato critico. Insomma, «piove di meno ma
piove in maniera più concentrata», segnala il capo della protezione
civile, «quindi su un territorio come il nostro dove l’uso e l’abuso
suolo, la cementificazione» hanno colpito stravolgendo i regimi
idrografici, le conseguenze sono quelle drammaticamente note.

Però, segnala Gabrielli, mentre sul banco degli imputati c’é di sicuro
«una certa antropizzazione« che stravolge occupandolo il suolo, «molti
eventi sono prodotti anche da una deantropizzazione«, con «intere aree del
paese non più governate sotto il profilo delle colture e della cura del
territorio». E questa “deantropizzazione”, conclude, «sta creando effetti
perversi, anche se non pari a quelli dell’antropizzazione perversa, con
squilibri« che portano agli eventi di questi giorni.

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