Il gioco d’azzardo

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Giovedì 5 settembre il Senato ha approvato due ordini del giorno sul gioco d’azzardo. Il primo – su proposta dei gruppi di maggioranza e fatto proprio dal Governo – è passato quasi all’unanimità, e impegna il Governo a regolamentare in modo più rigido tutta una serie di aspetti, ad esempio l’accesso ai minori dei video-poker nei bar. Il secondo – proposto dalla Lega, non condiviso dal Governo, ma votato a larga maggioranza anche da PD, SC e PDL – è praticamente identico al primo, ma in più impegna il governo a una moratoria di un anno per le nuove installazioni. A seguito dell’approvazione di questo secondo OdG, il sottosegretario Giorgetti ha rimesso la delega sui giochi nelle mani del Presidente del Consiglio. Ecco il comunicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze a seguito di questa vicenda parlamentare:

“Il Governo e’ fortemente impegnato a contrastare glieffetti sociali negativi legati ai giochi, come dimostra, tra l’altro,l’articolo 14 della delega fiscale all’esame della Commissione finanze della Camera, che prevede il riordino dell’intera materia”. E’ quanto si legge in una nota del ministero dell’economia. Per quanto riguarda la mozione approvata oggi al Senato, prosegue la nota, “il dispositivo, come ha spiegato il Sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, e’ inapplicabile perche’ il Governo compirebbe un atto illegittimo determinando: 1) un contenzioso con i circa 200 operatori italiani ed esteri che hanno ottenuto la concessione. 2) la riapertura del contenzioso comunitario, dopo due procedure di infrazione chiuse nel 2010 a seguito della regolamentazione del mercato. 3) lo spostamento in massa di giocatori verso il mercato illegale. 4) la perdita della possibilita’di contrastare, con strumenti mirati, il gioco problematico e patologico e l’accesso dei minori al gioco. La moratoria prevista nella mozione determinerebbe, inoltre, una forte diminuzione delle entrate in una fase estremamente delicata per la finanza pubblica. Il Governo, facendo affidamento sul sostegno del Parlamento e ritenendo che il Parlamento stesso debba riconsiderare la posizione espressa in data odierna,continuerà  a monitorare con attenzione l’efficacia delle misure gia’ introdotte per contrastare e prevenire la ludopatia, verificando anche se vi sia la necessita’ di predisporre ulteriori interventi per rafforzarle. Intensifichera’, inoltre, le azioni di contrasto al gioco illegale e ai fenomeni di criminalita’ comunque connessi all’offerta e alla gestione del gioco. Il Ministro dell’economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, nel condividere le valutazioni espresse dal Sottosegretario rispetto alla votazione avvenuta al Senato, ha confermato la sua piena fiducia nell’operato dell’On.le Giorgetti, ricevendone la disponibilita’ a proseguire nell’incarico.

Personalmente ho votato, assieme a molti del mio gruppo, incluso il senatoreAndrea Olivero, che ha istruito la questione per Scelta Civica, a favore dell’OdG della Lega, e condivido questo comunicato del collega di Scelta Civica Aldo Di Biagio:

“Le mozioni di oggi rivelano uno scenario contraddittorio: da un lato la lotta corale e trasversalmente condivisa alla diffusione del Gioco d’azzardo, dall’altro la sua totale e dichiarata legittimazione attraverso un discutibile condono delle sanzioni per le societa’concessionarie di slot machine per finanziare l’esenzione imu.” Lo dichiara Aldo Di Biagio, senatore di Scelta Civica. “Con la scusa dell’Imu si sta dando il crisma della legittimita’ culturale, legale ed operativa ad un settore animato spesso da profili di illecito, come le sanzioni dimostrano, e che sta mettendo letteralmente in ginocchio intere fasce sociali a causa della crescenteludopatia di cui tutti parlano ma nei confronti della quale poco si continua a fare”. Di Biagio conclude “Ci rifiutiamo di credere che dietro alle iniziative “salva-macchinette” esista uno scambio di interessi tra politica econcessionarie e pretendiamo un intervento decisivo da parte del Governo chesuperi il banale arricchimento di pochi ma guardi esclusivamente all’interesse del cittadino”.

È purtroppo impossibile estirpare le slot machine dal panorama urbano, anche perché il rischio è quello di incrementare il gioco clandestino e quello via internet. Tuttavia, è possibile regolamentarle in modo rigido, in ogni caso rifiutandosi di “fare cassa” sulla pelle dei più poveri e dei più deboli, magari per correre dietro a dissennate promesse elettorali. L’augurio è che il governo – sulla base anche degli ordini del giorno approvati ieri in Senato – predisponga al più presto una normativa complessiva, che abbia come primo obiettivo quello di proteggere gli individui più a rischio di cadere nella spirale della ludopatia.

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