La mia proposta di odg su indagini epidemiologiche innovative

Proposta di Ordine del Giorno all’AS 941 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale)

L’allarme per la condizione sanitaria dell’area tarantina – e più in generale per le aree situate in prossimità di una serie di grandi centri industriali attivi o dismessi, o di aree oggetto di smaltimento di rifiuti industriali e/o pericolosi, che presentano un quadro di contaminazione ambientale e di rischio sanitario tale da avere determinato il riconoscimento di “siti di interesse nazionale per le bonifiche” (SIN) – è in gran parte legata ai risultati di studi epidemiologici di tipo territoriale, in particolare quelli svolti nell’ambito del programma di ricerca SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento), finanziato dal Ministero della Salute.

Tuttavia, per ammissione degli stessi ricercatori: “Le caratteristiche metodologiche dello studio SENTIERI, in particolare l’utilizzo dei dati di mortalità a livello comunale e il disegno di tipo geografico, non consentono in linea generale la formulazione di valutazioni causali, ma l’individuazione di una serie di indicazioni di possibile rilevanza eziologica da approfondire con studi mirati, senza che questo dilazioni l’indifferibile risanamento ambientale” (Epidemiologia e Prevenzione 2011, 35, 5-6, suppl. 4).

 

Altri studi epidemiologici concernenti l’area di Taranto – in particolare, ma non solo, quelli svolti nell’ambito di perizie seguenti alle note iniziative della magistratura – hanno mostrato come sia possibile, utilizzando archivi di dati correntemente disponibili, approfondire grandemente diversi aspetti dell’analisi epidemiologica, abbandonando una prospettiva esclusivamente territoriale. Infatti, solo studi con dati individuali possono permettere di avvicinare un’analisi di causa – effetto nella ricerca delle connessioni fra rischi ambientali e insorgenza di patologie.

Gli studi appena citati concordano nell’indicare una situazione di rischio ambientale e sanitario per l’area di Taranto e per altri SIN (si veda a tale proposito il comunicato dell’Associazione Italiana di Epidemiologia del 16 luglio 2013). Tuttavia tali studi – avendo ancora carattere pionieristico e non essendo sistematici né ripetuti nel tempo – non permettono di trarre conclusioni definitive per quanto riguarda l’effetto dell’inquinamento ambientale sulla salute dei tarantini e delle altre popolazioni residenti presso i SIN.

Tutto ciò premesso, si impegna il Governo:

a promuovere – di concerto con le Commissioni parlamentari competenti, con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Associazione Italiana di Epidemiologia – un’attività di ricerca epidemiologica sulle connessioni fra inquinamento ambientale e insorgenza di patologie, con particolare riferimento ai siti di interesse nazionale per le bonifiche (SIN), aventi le seguenti caratteristiche:

  1. Partano dai risultati di epidemiologia descrittiva finora ottenuti, in particolare dallo studio SENTIERI;
  2. Prevedano l’utilizzo di archivi di dati individuali (come le anagrafi comunali, gli archivi INPS, le schede di dimissione ospedaliera…), da incrociare, quando possibile, con puntuali dati di esposizione ad inquinamento ambientale e ad altri possibili fattori di rischio;
  3. Permettano di ricostruire l’evoluzione nel tempo del rischio ambientale e delle sue conseguenze sulla salute.

 

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