Un week end molto . . . onorevole

Nel week end non sono andato a sfilare né alla Leopolda né a Roma. Ho
preferito incontrare alcune realtà del Veneto importanti, anche se forse
meno rumorose. Perché la politica deve prima di tutto ascoltare, per non
decidere in base al sentito dire o alle astratte ideologie.

Venerdì sera ho partecipato alla festa per i 50 anni dell’Opera Casa
Famiglia OCF di Padova. OCF – promossa e sostenuta dalla Chiesa di Padova
e ubicata casa famiglia unoaccanto alla stazione ferroviaria – è stata pioniera nel
superare l’idea di istituto totalizzante, favorendo il progressivo
inserimento nella vita, nello studio e nel lavoro di giovani donne in
gravi difficoltà, ricostruendo per loro un ambiente familiare. OCF ha
finora accolto circa 200 minori in grave stato di disagio, in
collaborazione con i Servizi Sociali Territoriali e con il Servizio
Sociale per Minorenni del Ministero della Giustizia. Recentemente, OCF si
è dimostrata sensibile alle nuove esigenze dei migranti, accogliendo anche
giovani donne rifugiate politiche o costrette, per motivi economici, ad
abbandonare i propri paesi. Nei primi decenni OCF si è retta soprattutto
sul lavoro delle Suore Elisabettine, oggi può contare su sei educatori
laici professionisti, oltre che su una rete di volontari. OCF si finanzia
attraverso le rette erogate dai Comuni di provenienza dei minori, mediante
le quote richieste alle ragazze lavoratrici e (purtroppo raramente) con
donazioni di privati e istituzioni. Poiché OCF ha più di qualche
difficoltà economica, ho deciso di destinare parte dello stipendio di
parlamentare a questa importante istituzione padovana.

casa famiglia due
Sabato mattina sono andato a Marghera, alla cerimonia di consegna della
nave da crociera Costa Diadema dalla Fincantieri all’armatore. Costa
Diadema è una nave fantastica: lunga più di 300 metri, larga una
quarantina, con 11 piani, può ospitare 4.000 croceristi e 1.500 uomini di
equipaggio. Consentirà a migliaia di persone di fare crociere da sogno a
buon mercato. Per costruire Costa Diadema, per diciotto mesi hanno
lavorato migliaia di persone e centinaia di ditte venete e italiane, per
un valore superiore ai 500 milioni di euro. Con il varo di questa nave,
Costa Crociere vuole lascarsi alle spalle i fantasmi del Giglio. Sono
andato a Marghera anche per sottolineare l’importanza – per Venezia e per
il Veneto – di mantenere la leadership in tutto il sistema della
crocieristica, uno dei settori di punta del turismo nazionale e
internazionale, che attualmente – fra una cosa e l’altra – dà lavoro a 15
mila persone. Fincantieri di Marghera deve continuare a costruire grandi
navi, e Venezia deve continuare a essere punto di partenza e di arrivo per
le crociere nel Mediterraneo, vincendo la sfida di coniugare il rispetto
dell’ambiente con lo sviluppo economico.

Schermata 2014-10-27 alle 20.14.03

Domenica pomeriggio sono andato a Vicenza, per partecipare alla grande
festa d’autunno del popolo Sikh, gli indiani dalle lunghe barbe e dal
turbante arancione. In Veneto vivono migliaia di Sikh, specialmente nella
pedemontana di Vicenza e di Verona, lavorando in prevalenza nelle concerie
e nelle aziende di allevamento di bovini. Avevo già incontrato il popolo
Sikh in campagna elettorale, e abbiamo mantenuto frequenti contatti. Come
tutti – italiani e stranieri – i Sikh soffrono la crisi, e trovano molta
forza nella solidarietà familiare e religiosa. È molto importante il
sostegno che i Sikh stanno dando al Governo Italiano per il ritorno
dal’India dei due marò. Per le giovani generazioni Sikh, che spesso
raggiungono un ottimo livello di istruzione, sarebbe fondamentale accedere
più rapidamente alla cittadinanza italiana. Nei prossimi mesi, sosterrò
anche la richiesta di raggiungere un’intesa fra la religione Sikh e il
governo italiano.

Schermata 2014-10-27 alle 21.05.05

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Meno demagogia su Mare Nostrum

Quanta demagogia su Mare Nostrum! Quattro punti per fare chiarezza.

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  1. Mare Nostrum ha diminuito il rischio di “importare” malattie, non lo ha aumentato. Ho visitato la San Giusto, nave ammiraglia dell’operazione, assieme ad altri parlamentari. Ho fotografato alcuni strumenti di tipo sanitario di cui la San Giusto dispone: la barella filtro pressurizzata (necessaria per trasporti di pazienti a con ipotesi           di gravi malattie infettive) e la sala operatoria d’emergenza. Tutte le persone, recuperate in mare, vengono visitate già direttamente nelle navi. Se Mare Nostrum venisse sospesa e se aumentasse il numero di sbarchi diretti dai barconi sulle nostre coste, ilrischio di contagi aumenterebbe. Per inciso, il prefetto di Padova mi ha comunicato che quando i migranti vengono indirizzati ai centri di accoglienza (180 posti in tutta la provincia), vengono nuovamente visitati e vengono poi costantemente controllati dal punto di vista sanitario. Schermata 2014-10-21 alle 23.04.53
  2. Mare Nostrum non ha fatto aumentare gli sbarchi. 250 km di costa della Libia sono oggi totalmente prive di qualsiasi tipo di autorità statale. I profughi partono dalle tante zone di guerra dell’Africa e del Medio Oriente (specialmente dall’Eritrea, dal Mali e dalla Siria), diretti verso queste spiagge. Interrompendo Mare Nostrum, questa gente – che spesso ha affrontato viaggi di migliaia di chilometri – partirebbe lo stesso. E spesso si tratta di famiglie come quella siriana, con cinque figli, che ho fotografato sulla San Giusto. Però, arretrando il raggio di azione delle navi il rischio di naufragio aumenterebbe. È necessario lavorare affinché le guerre africane e del medio oriente (la “Terza guerra mondiale a pezzettini” secondo la definizione di Papa Francesco) diminuiscano, e l’Italia – silenziosamente e con tenacia – sta cercando di farlo, con tutte le difficoltà del caso. Ma a tempi brevi non ci sono alternative: o Mare Nostrum o aumento certo dei morti.IMG_3947

  3. Mare nostrum ha permesso di arrestare 500 scafisti. Grazie a strumenti sofisticati (specialmente sottomarini e droni, come quello di questa foto, sempre in dotazione alla San Giusto) i barconi vengono fotografati di nascosto, e si riesce facilmente a individuare chi “dirige il traffico”, arrestando poi gli scafisti una volta recuperato il barcone. Quindi, Mare Nostrum ha portato legalità attorno alle coste d’Italia. IMG_1169
  4. L’Italia sta iniziando a prendere le misure all’emergenza profughi. Con il decreto stadi & migrazioni – approvato dal Parlamento la scorsa settimana – il sistema di accoglienza territoriale e delle commissioni di valutazioni della condizione di profughi/rifugiati è stato finalmente potenziato e migliorato. Già oggi i tempi di valutazione delle pratiche si stanno accorciando. Nell’ultimo anno, su 140 mila sbarchi, meno di metà ha avuto lo status di rifugiato e il conseguente permesso di soggiorno. L’assistenza (vitto e alloggio) cessa quando lo status viene riconosciuto.

 

Fino a pochi decenni fa, i profughi e gli emigranti eravamo noi. Tutti abbiamo almeno un nonno, uno zio o un cugino che è partito per l’estero, in maniera più o meno regolare. L’altro giorno mi sono concesso qualche ora di pausa, per visitare la Galleria Nazionale Arte Moderna a Villa Borghese. Ho fotografato alcune scene del grande quadro “Emigranti”, dipinto nel 1896 da Adolfo Tommasi. In queste facce ho rivisto lo spaesamento, la povertà e la speranza delle 700 persone stipate nella plancia della San Giusto.

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È giusto continuare Mare Nostrum, con le stesse regole d’ingaggio, meglio se con l’aiuto degli altri paesi dell’Unione Europea. Perché vogliamo che il Mediterraneo sia veramente nostro, mare di vita e non mare di morte. Mi unisco quindi volentieri all’appello formulato oggi su “Europa” dal Sottosegretario agli Esteri Mario Giro:

 

PRESIDENTE RENZI, NON CHIUDERE MARE NOSTRUM!!!

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Le energie rinnovabili

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Le energie rinnovabili portano soldi solo ai cinesi? FALSO!

http://www.repubblica.it/ambiente/2014/10/18/news/bilancio_rinnovabili_2013_in_italia_fatturati_sei_miliardi-98349745/?ref=HRLV-18

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L’importanza dello UICI

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Ecco la lettera che ho appena scritto a chi sta lavorando sulla legge di
Stabilità.

On. Enrico Zanetti
On. Pier Paolo Baretta
Sottosegretari all’Economia

Sen. Giaorgio Santini
Commissione Bilancio del Senato

Cari Enrico, Pier Paolo e Giorgio

Ho avuto l’occasione di incontrare il dott. Mario Girardi, presidente
dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti (UICI) del Veneto. Mi ha fatto
presente tutta una serie di importanti iniziative sviluppate dalla loro
associazione, allo scopo di mogliorare le condizioni di vita delle persone
con problemi di vista nella nostra regione e in tutta l’Italia. Mi ha
anche segnalato alcuni gravi problemi che incontrano nello svolgere la
loro attività, in particolare le forti decurtazioni ai contributi
nazionali ricevuti nelle precedenti Leggi di Stabilità.

A causa delle pesantissime decurtazioni dei contributi nazionali
(attualmente quasi azzerati), l’UICI ha dovuto ridurre all’osso le sue
strutture e, pur facendo di tutto, ha dovuto ridurre le prestazioni rese
ai soci.

Io credo con convinzione alla sussidiarietà, perché migliora l’efficienza
e l’efficacia delle prestazioni, genera un’assistenza a misura di
cittadini, e alla fin fine può condurre a grandi risparmi. Se lo Stato
dovesse gestire “in proprio” i servizi oggi resi dall’UICI, spenderebbe
immensamente di più.

Vi chiedo, quindi, nel grande lavoro di costruzione della legge di
Stabilità, di considerare l’opportunità di incrementare i trasferimenti
verso l’UICI, che è disposta a sottostare a ogni tipo di controllo -
sostanziale e formale – dell’attività svolta.

Credo che anche sul modo di rapportarsi alla disabilità, questo governo
dovrebbe “cambiare verso”.

Con amicizia

Sen. Gianpiero Dalla Zuanna

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Il nuovo porto di Venezia

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Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti comunicato
ufficialmente che il 27 ottobre, dunque in tempi brevi, inizierà la
Conferenza dei servizi sul porto off-shore di Venezia, una piattaforma
d’altura destinata alle navi da 20 mila container e al porto petroli: si
tratta dell’ultimo passaggio amministrativo prima dell’invio al CIPE del
progetto definitivo.

È un’ottima notizia, perché l’Italia ha bisogno di grandi infrastrutture
portuali. Le navi porta container stanno diventando sempre più grandi: per
diminuire l’inquinamento, velocizzare i traffici, abbattere i costi. Per
capirci, si tratta di bestioni lunghi più di 400 metri e larghi 60, che
possono trasportare in un solo viaggio l’equivalente di 36 mila auto.
Nessun porto dell’Alto Adriatico è oggi in grado di accogliere queste
mega-navi. Trieste, che avrebbe il pescaggio necessario, non ha spazi
portuali all’altezza e li deve riconquistare al mare, né ha ferrovie in
grado di garantire un veloce smistamento dei container: la ferrovia
Trieste-Divaccia che dovrebbe consentirle di sfidare Capodistria sui
mercati dell’Est costa una barca di soldi e non è stata ancora progettata.
Venezia ha grandi spazi a Marghera e un ottimo retroterra logistico, che
si spinge fino all’interporto di Padova, ma non un pescaggio sufficiente:
inoltre navi di tale stazza sono poco compatibili con l’equilibrio
lagunare.

In questa prospettiva, se il Nord Est non vuole essere tagliato fuori dai
traffici futuri, l’unica soluzione è lavorare sia ad est, a Trieste, sia
ad ovest, a Venezia. Trieste deve reclamare a mare spazi portuali e si
sistema le ferrovie, Venezia deve realizzare al largo un porto off-shore,
dove le mega-navi possano attraccare e i container essere smistati in
automatico su chiatte in grado di entrare in più di un terminale a terra,
usufruendo dello snodo ferroviario di Mestre-Marghera, e risalendo vie
d’acqua come il Po e l’idrovia Padova-Mare, che finalmente la Regione ha
deciso di sostenere come opera strategica. Trieste e Venezia assieme,
perché solo assieme possono essere raggiunte le economie di scala
necessarie.

Malgrado l’importante passo compiuto dal ministero, si è aperta l’ennesima
rissa sul porto off-shore. La regione Friuli si oppone, temendo che
Trieste perda di competitività rispetto a Venezia, dimenticando che oggi i
suoi veri “nemici” sono Fiume e Capodistria, dove Croazia e Slovenia
stanno investendo alla grande. Anche l’interporto di Padova è sospettoso,
temendo che il porto off-shore danneggi il remunerativo traffico
ferroviario fra Padova, i porti del Tirreno settentrionale e del Nord
Europa, dimenticando qualsiasi criterio di efficienza e sostenibilità

Questo modo di ragionare è miope. Il porto off-shore di Venezia può essere
un’opportunità storica per tutti gli scali adriatici, da Fiume a Ravenna e
per tutta la logistica connessa. Si vince solo tutti assieme. Tutti questi
porti non raggiungono oggi i 2 milioni di TEU l’anno (una TEU vale poco
meno di 40 metri cubi di merce), mentre Singapore, da sola ne movimenta
ogni anno 32 milioni… Se nel giro di pochi anni non verranno raggiunti
almeno 6 milioni di TEU, il sistema portuale per le merci dell’Alto
Adriatico andrà rapidamente fuori mercato, e la grandissima parte delle
merci del Nord Est troveranno più conveniente arrivare o a partire dai
porti del Tirreno o del Mar del Nord, con il conseguente aggravio di costi
e di inquinamento.

È quindi importante che tutte le regioni (non solo quelle italiane) e
tutti i porti che si affacciano sull’Alto Adriatico facciano pressioni
all’unisono verso Roma e Bruxelles, per la veloce realizzazione del porto
off-shore a Venezia e delle infrastrutture a terra di Trieste, mettendo in
atto nel contempo sinergie commerciali e accordi di programma pluriennali.
Per non fare la fine dei manzoniani capponi di Renzo (con la o), che
continuavano a beccarsi fra di loro, in attesa di finire, tutti insieme,
nella stessa pentola.

Gianpiero Dalla Zuanna – Senatore del Partito Democratico

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Nuova luce sull’idrovia Padova Venezia

lega ambiente

Venerdì 10 Ottobre, alla presenza del sindaco di Saonara, Stefan e

dell’assessore regionale all’ambiente, Conte, ieri sera è stato inaugurato
l’impianto di illuminazione a risparmio energetico su strada arginale
lungo l’idrovia padova-mare..

Presenti il Comitato Brenta Sicuro e Lega Ambiente di Saonara.

Le premesse hanno raccontato della storia più che centenaria delle varie
alluvioni che si sono succedute, a partire da quella del 1774, fino alla
recente del 2012. Il territorio ha bisogno di sentirsi dire che il
progetto è stato approvato

Intervento del sindaco STEFAN: lancia un messaggio all’assessore:
“richiesta di attenzione verso il territorio”. Dopo aver vinto la
battaglia contro l’elettrodotto aereo TERNA, uno scempio per il paesaggio;
siamo qui affinché la camionabile non venga realizzata e chiediamo venga
completata l’idrovia Padova-mare (opera già concepita negli anni ‘60) con
funzione di bacino scolmatore delle piene del Brenta e del Bacchiglione.
Chiediamo la messa in sicurezza del territorio.

Intervento dell’assessore Conte: è a fine mandato; l’idrovia Padova-mare è
una opera che deve essere completata per dare risposte soprattutto dal
punto di vista idraulico ma anche per la navigabilità, punto necessario
per chiedere risorse all’Europa; l’obbiettivo è quello di definire il
percorso per arrivare alla realizzazione dell’opera. L’assessore afferma:
– no camionabile: le aree sono da tutelare e non da industrializzare ancora;
– verrà quanto prima affidato incarico per il progetto preliminare idrovia
Padova-mare;
– dopo la redazione del progetto preliminare, conferma la conferenza dei
servizi per fare valutazioni assieme ai Comuni e agli altri stakeholder;
– in generale, occorre valorizzare il territorio, minimizzando
l’occupazione di suolo.percorso illuminato

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No incentivi discarica ed inceneritore, si punterà sul riciclo

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RISOLUZIONE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO.
NO INCENTIVI DISCARICA-INCENERITORE: SUPERARLI PROGRESSIVAMENTE, A PARTIRE
DAL 1^ GENNAIO 2015

“La commissione Ambiente del Senato ha appena approvato una risoluzione
sulla nuova direttiva europea sui rifiuti nella quale si chiede al governo
di superare progressivamente, a partire dal 1 gennaio 2015, gli incentivi
e i contributi allo smaltimento in discarica e all’incenerimento e di
rivedere il piano degli impianti di termovalorizzazione da realizzare sul
territorio nazionale”. Lo riferisce la senatrice del Pd Laura Puppato,
componente della Commissione. “La nuova direttiva europea sui rifiuti con
orizzonte 2020-2030- spiega Puppato- punta molto sulla chiusura del ciclo
di gestione dei rifiuti e dunque sul riuso e sul riciclo della materia
prima secondaria come variabili fondamentali per raggiungere un’economia
circolare, l’unica possibile”. E’ “chiaro, dunque- aggiunge la
democratica- che e’ necessario adeguare le politiche italiane a questo
obiettivo. E per questo e’ necessario evitare di incentivare forme di
smaltimento che di
fatto scoraggiano i comportamenti piu’ virtuosi e indirizzano il mercato
verso soluzioni meno ecocompatibili, come le discariche”. Anche
l’incenerimento “va considerato nell’ambito del sistema piu’ complessivo
di gestione dei rifiuti e per questo il relativo piano degli impianti va
aggiornato si ma alla luce di questa nuova direttiva, non come indicato
all’art. 35 dello sblocca Italia- conclude Puppato- abbiamo inoltre
chiesto specifiche azioni mirate alla riduzione dello spreco alimentare:
occorrono
misure di semplificazione amministrativa e fiscale per agevolare i
progetti di recupero e per riconoscere il contributo della cooperazione e
degli accordi a lungo termine raggiunti sulla filiera alimentare e
iniziative di informazione nei confronti dei consumatori”.

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