Valdastico: è fatta!

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Importante passo avanti per le infrastrutture del Veneto. Grazie
all’azione del ministro Del Rio, dopo 40 anni, si è sbloccato l’iter per
la realizzazione del tratto terminale della Valdastico Nord. Ora bisogna
concordare un tracciato, anche in provincia di Vicenza, il più possibile
rispettoso delle popolazioni dei comuni dell’Alta Valdastico.

Questa opera è importante per almeno tre motivi.

1. Decongestiona la Valsugana, perché per andare da Bassano a Trento sarà
molto più rapido raggiungere la Valdastico Nord mediante la nuova
Pedemontana e poi fare i 60 KM per raggiungere Trento. Non sarà quindi più
necessario intervenire sui nodi di Solagna-Valstagna.

2. Velocizza i percorsi su gomma dal Veneto centrale, l’alta valle
dell’Adige e il Centro Europa, grazie anche alla modernizzazione
dell’Autobrennero, con la terza corsia dinamica.

3. Decongestiona l’alta valle del Brenta e tutta l’area urbana attorno a
Trento.

Quest’opera integra gli interventi sulle ferrovie del Veneto e del TAA,
affinché le merci possano prendere – quando possibile – la via del treno,
specialmente quelle che arrivano e partono nei porti veneti.

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Fincantieri di Monfalcone: Il cavillo che blocca l’eccellenza

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Cari amici

vi consiglio questo articolo del foglio dove si spiega per benino la faccenda Fincantieri: 5.000 operai di un
campione dell’industria nazionale bloccati da un cavillo…

Fincantieri e quel pregiudizio anti industriale della magistratura italiana

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Perché Tsipras gioca a carte truccate

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Cari  amici

vi consiglio questo articolo di Olivetti su Avvenire

Olivetti sulla Crisi greca

Buona domenica

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La buona scuola 

 
Cari amici 

Ecco il mio intervento alla camera sul decreto della buona scuola:

Per comprendere la necessità della legge che stiamo per discutere, bisogna partire dai problemi della scuola italiana, sintetizzabili in due parole: molta diseguaglianza e trasmissione di competenze non adeguate alle necessità dei giovani.

 

La scuola italiana finora ha fallito nella missione di realizzare il terzo comma dell’articolo 34 della Costituzione: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. In Italia, fra i nati negli anni ’70, per chi aveva entrambi i genitori laureati, la probabilità di laurearsi è stata sei volte superiore rispetto a chi aveva entrambi i genitori con la sola licenza elementare. Gramsci, amaramente, diceva che l’unico modo per superare le differenze di classe nella scuola era mettere tutti assieme i bambini in collegio quando avevano 10 anni …

 

Amplissime sono poi anche altre diseguaglianze: come dimostrano i contestati dati INVALSI, i risultati differiscono molto fra giovani figli di italiani e di stranieri (anche se nati in Italia), con gli stranieri in posizione di stabile retroguardia. Si osservano inoltre grandi differenze fra scuole dello stesso ordine situate nella medesima città. Enormi sono infine le differenze territoriali, non solo fra Nord e Sud, ma anche fra provincie e città della stessa regione.

 

Quanto alle trasmissione di competenze, colpisce innanzitutto il grande mismatch fra scuola e mondo del lavoro. Troppi studenti, spesso male orientati, intraprendono carriere scolastiche, anche impegnative, che danno loro poche carte da giocare nel mondo del lavoro. Nello stesso tempo, molti imprenditori lamentano di non trovare nei giovani aspiranti lavoratori le competenze necessarie. Inoltre, nelle indagini comparative internazionali sui livelli di apprendimento, gli studenti italiani si piazzano mediamente male, anche se recentemente si intravvedono segnali di miglioramento.

 

Questi gravi problemi impediscono alla scuola italiana di essere il motore della modernità e un ascensore sociale. Essi mettono in ombra alcune caratteristiche positive, anche queste messe ben in evidenza dai dati, ossia la forte capacità di integrazione – dovuta anche all’interclassismo ancora prevalente, specialmente nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria inferiore – e il grande impegno messo in atto da tanti docenti con la collaborazione di tante famiglie.

 

Questo disegno di legge interviene solo parzialmente sui contenuti degli insegnamenti, ma modifica profondamente l’organizzazione della scuola italiana, proprio con il duplice obiettivo di contrastare le diseguaglianze e di dare agli studenti le giuste competenze.

 

In questa legge le diseguaglianze vengono combattute dando compimento all’autonomia. Lo si fa completando il quadro già prefigurato dalla legge Berlinguer del 1996, delineando un processo di cinque fasi: POF di istituto à organico dell’autonomia à scelta e conferma del corpo docente à premio al merito ai docenti e alle scuole più problematiche à valutazione dei dirigenti sugli obiettivi raggiunti. È un disegno organico, che certamente poteva essere meglio affinato, ma che ha il pregio di segnare un percorso chiaro: dettando regole, mettendo risorse, definendo competenze.

 

Si configura inoltre un percorso trasparente, con pubblicazione sul sito della scuola e sul portale del ministero di tutti gli atti prodotti. Per inciso, questa pubblicizzazione andrà curata con attenzione, per permettere a tutti gli stakeholder anche la comparazione fra diversi istituti, come già accade in altri contesti, ad esempio nel Regno Unito.

 

Nei prossimi anni tutto il processo potrà e dovrà essere affinato, e l’attuale testo prevede già la revisione, fra tre anni, del meccanismo di valutazione del merito dei docenti.

 

Questa processo, molto innovativo per la scuola italiana, permetterà di adattare ogni singola scuola alle esigenze formative del territorio dove opera: solo per fare un esempio, permetterà di inserire nel corpo docente professori specializzati nell’insegnamento agli stranieri, se nel territorio c’è una forte prevalenza di giovani appena giunti dall’estero.

 

Il punto più controverso è la possibilità, per il dirigente, di non confermare il docente dopo un triennio, anche se l’eventuale non conferma è condizionata all’incoerenza rispetto al POF. Si è gridato, a tale proposito, all’attentato verso l’autonomia di insegnamento. In realtà, nella scuola di oggi non c’è reale autonomia, perché la vera autonomia non è libertà illimitata, ma anche assunzione diretta di responsabilità: in altre parole, se fosse veramente autonomo ogni docente dovrebbe rispondere direttamente del suo operato, con conseguenze per lui positive in caso di successo, negative in caso di insuccesso. Da preside di facoltà, per me è stato frustrante non poter intervenire, anche in presenza di evidente inadeguatezza di qualche docente a ricoprire un incarico di insegnamento. Potevo solo raccogliere lamentele e fare ramanzine: i docenti, bravi o meno bravi, continuavano a restare al loro posto, con lo stesso stipendio e continuando a fare le stesse cose. Questa legge, subordinando la conferma alla coerenza con il POF, introduce una forte spinta all’impegno personale, pur non introducendo la possibilità di licenziamento.

 

Peraltro, al dirigente non converrà scegliere docenti “amici” a discapito di docenti più adatti alla realizzazione del POF, perché le sue scelte saranno sotto gli occhi di tutti, dovranno essere giustificate da atti pubblici, e anche lui verrà valutato dagli ispettori ministeriali sulla realizzazione del POF (e non solo), secondo il nuovo, molto dettagliato, comma 92.

 

Un breve cenno a quanto questa legge fa per migliorare la trasmissione di competenze, diminuendo il gap fra scuola e mondo del lavoro, fra scuola e territorio. Prevede stage per tutti gli studenti delle secondarie superiori, 400 ore negli istituti tecnici e professionali e 200 ore nei licei, finanziando in modo adeguato l’organizzazione di tali attività; prevede e finanzia l’apertura pomeridiana delle scuole al territorio; prevede, sempre con adeguato finanziamento, i laboratori territoriali per l’occupabilità, da attivare assieme ai vari enti territoriali; prevede infine che il POF venga costruito “promuovendo i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio” (comma 5).

 

Girando il Veneto e l’Italia, da professore e da senatore, ho avuto l’occasione di vedere scuole fantastiche, piene di bravi docenti e di dirigenti fantasiosi e impegnati. Ho conosciuto però anche scuole grigie, docenti che non riescono ad appassionare gli studenti, scuole difficili e prive di risorse per affrontare i loro specifici, grandi problemi. I meccanismi organizzativi previsti da questa legge introdurranno un nuovo dinamismo, compiendo un nuovo tratto di percorso verso una vera e concreta autonomia.

 

È una legge che dovrà venire attentamente monitorata, osservando come i singoli istituti faranno uso della loro autonomia, specialmente nel delicato processo di valutazione. Perché le scuole grigie debbono riempirsi di colori, diventando il luogo dove i talenti di ogni giovane – cinque o uno che siano – vengono fatti veramente fruttare. 

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Salveremo quei migranti anche senza UE!

Cattura

Cari amici

In allegato l’intervento del Premier su ‘La Stampa’ alla vigilia del
vertice di Bruxelles.

Renzi – La Stampa

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Facebook

Cari amici, ecco la mia attività in Facebook dell’ultima settimana

Family day

Oggi (sabato 20 Giugno ndr) non sono andato a Piazza San Giovanni. Massimo rispetto per chi ci è andato, inclusi alcuni colleghi parlamentari (e prima di tutto amici) come Mario Sberna, ma non condivido tutto ciò che chiedeva quella piazza. Condivido del tutto la necessità di un fisco e un welfare più attenti ai bambini e alle coppie con figli, specialmente quelli più poveri. Ritengo però importante istituire un nuovo istituto per le coppie dello stesso sesso, come ci ha chiesto anche la Corte Costituzionale con la sentenza del 2010. Unioni civili che prevedano diritti e doveri patrimoniali e meccanismi di formazione e scioglimento in parte simili al matrimonio. Perché la continuità degli affetti è un valore importantissimo, che molti omosessuali moderni desiderano condividere con le coppie eterosessuali. È un valore che è bene sia garantito anche dalla legge 

Ma, come suggerito dalla Corte, le unioni civili saranno radicalmente diverse dal matrimonio: perché non possono essere generative. Il ddl ora in discussione non prevede né la possibilità di adottare né quella di accedere alla fecondazione eterologa.

Certo, nessuno può impedire a una coppia omosessuale di accedere a queste pratiche all’estero. Come nessuno può impedirlo alle coppie eterosessuali, che costituiscono il 95% di quanti, al mondo, accedono alla gravidanza surrogata… Una pratica non consentita in Italia, che non condivido, ma su cui è difficilissimo intervenire quando praticata all’estero.

Con altri colleghi del Pd stiamo premendo per interventi a favore delle famiglie con figli, e per alcune modifiche sul testo Cirinna’.

In particolare – con l’appoggio anche delle associazioni LGTB – vogliamo togliere la parte sulle unioni di fatto, per evitare di indicare alle giovani coppie, non importa se omo o etero, scorciatoie rispetto ad impegni forti, pubblicamente ben definiti e tendenzialmente a tempo illimitato.

Ma le unioni stabili omosessuali vanno regolamentate, perché la stabilità di un’unione è sempre una cosa buona, e anche per gli omosessuali che lo desiderano, la legge può contribuire a irrobustire la continuità degli affetti.

La buona scuola

Per chi mi chiede a che punto siamo con la “buona scuola”

Il Pd tenta il tutto per tutto per arrivare a un’approvazione spedita del ddl scuola al Senato in modo da procedere alle assunzioni dei 100mila precari della scuola per l’inizio dell’anno scolastico o comuque in tempi rapidissimi. Vertice mattutino a Palazzo Chigi per il presidente del consiglio, con i responsabili del dossier: il presidente della commissione Istruzione Andrea Marcucci, il capogruppo alla
Camera Ettore Rosato, il vicecapogruppo Claudio Martini, la responsabile scuola Francesca Puglisi. Il Pd, spiegano fonti parlamentari al termine dell’incontro,
fara’ tutto il possibile per approvare la legge e quindi tentera’ con ogni mezzo di far decollare il piano assunzioni da settembre 2015 o comunque il prima possibile. Per questo confida nella collaborazione di tutte le forze parlamentari, perche’ convergano
su un testo il piu possible condiviso e ritirino gli emendamenti e si vada all’approvazione del testo in commissione per poi andare in aula subito dopo. L’obiettivo e’ licenziare il testo a Palazzo Madama entro la prossima settimana. Se la collaborazione degli altri gruppi non si tradurra’ nel ritiro degli emendamenti, al Pd non restera’ che la strada della fiducia su un maxiemendamento che conterra’ tuttavia anche proposte di modifica delle minoranze. Il confronto decisivo da questo punto di vista avverra’ in vista della seduta di commissione di martedi’ prossimo. Se non ci sara’ il ritiro degli emendamenti i relatori dovrebbero presentare il maxi-emendamento per arrivare in aula tra giovedi’ e venerdi’. Secondo questo timing serrato, la riforma potra’ essere approvata alla Camera nella settimana
successiva, dove comunque e’ previsto il passaggio in commissione.

La migrazione in Italia

Condivido in pieno le parole di mons. Perego, direttore generale della fondazione Migrantes, della Conferenza Episcopale Italiana: “il sistema di accoglienza italiano per richiedenti asilo, improvvisato, insufficiente, politicamente non condiviso, segnato da malaffare e da una burocrazia impagliata, ha portato a una mancanza di credibilità dell’Italia in Europa, e ha giustificato in qualche modo un mancato accordo europeo sul l’agenda delle migrazioni”.

In altre parole: l’Europa non si fida di come l’Italia gestisce le migrazioni. Insopportabile la lentezza delle commissioni per concedere l’asilo e dei tribunali per discutere i ricorsi. Sbagliato fare i furbetti, non identificando i migranti, sperando che se ne vadano in Francia o in Germania. Insufficienti gli accordi di riammissione con i paesi poveri per i migranti irregolari che non hanno diritto all’asilo.

L’Italia faccia i compiti per casa, poi potrà presentarsi a testa alta in Europa. Altrimenti, si abbaia alla luna.

Omicidio Stradale

In senato abbiamo approvato una legge sull’omicidio stradale, che ora passa alla Camera. Una cosa positiva è l’avere inasprito le pene per chi causa morte o lesioni gravi se in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe. Più confusa la parte che inasprisce le pene per chi provoca morte o lesioni per tutta una serie di violazioni del codice stradale. Ad esempio, il salto accidentale di un semaforo rosso è equiparato all’inversione a U con linea continua: non va bene equiparare una distrazione che può capitare a tutti a un atto deliberato di grave violazione del codice. Quindi, il principio della norma è giusto, ma il sistema delle sanzioni va meglio calibrato.

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Il futuro è delle eco tecnologie

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Cari Amici

vi invito a guardare la diretta di oggi alle 14:30 dalla webTV del senato

http://webtv.senato.it/4194?video_evento=1813

Martedì 16 Giugno 2015
alle ore 14.30

Sala Caduti di Nassirya

Conferenza stampa

Conferenza stampa di presentazione di un libro bianco sulle nuove ecotecnologie in Italia

Promotori: senatori Puppato, Dalla Zuanna, Cuomo

Vi invio il link dove potete trovare il Libro Bianco nella versione definitiva, in PDF:

http://www.ecotecno.tv/ecofuturo/libro-bianco-ecofuturo.html

Vi segnalo anche:

– un bel servizio andato in onda su TeleAmbiente:
https://www.youtube.com/watch?v=16HibQNR31Y&feature=youtu.be

Un caro saluto,

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