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Sul mercato del lavoro

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Rispondo qui alla domanda di Giulio Mozzi. Il mercato del lavoro non è una vasca con un’entrata e un’uscita, ma – come dicono gli economisti del lavoro – un insieme di tante vasche a compartimenti stagni. Gran parte dei nostri disoccupati non sono disposti (o possono permettersi, fate voi) di accettare molti dei lavori appetiti dagli stranieri che vengono in Italia. Ecco perché – in realtà – anche durante la crisi, sia pure in misura più contenuta, è continuato l’incremento dei lavoratori stranieri. Ecco perché condivido l’appello della CNCA del Veneto.

http://www.difesapopolo.it/Attualita/Migranti-seminiamo-accoglienza-non-inutili-chiusure

 

Gli embrioni non sono cose

http://www.difesapopolo.it/Sanita/Storica-sentenza-gli-embrioni-umani-non-sono-cose

 

Sui migranti

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Angela Merkel dimostra, ancora una volta, di avere una marcia in più. Come è possibile fare, sospende il trattato di Dublino per i richiedenti asilo provenienti dalla Siria, che ora potranno rimanere sul territorio tedesco anche se provengono da un altro stato dell’Unione Europea. In questo modo (1) risponde alle richieste degli industriali tedeschi, che chiedono di avere più domanda di lavoro in una condizione che – in alcuni Lander – è praticamente di piena occupazione; (2) “seleziona” immigrati istruiti e relativamente benestanti, come sono buona parte dei profughi siriani che arrivano in Europa; (3) risponde con i fatti ai moti razzisti e anti rifugiati verificatesi in alcune città dell’ex-Germania Est; (4) assume posizione di leadership in Europa su questo tema.

L’Europa tutta può fare subito altri passi su avanti. Ad esempio, concedere in automatico l’asilo ai richiedenti provenienti da alcuni paesi, e sospendere Dublino per questi stessi paesi. In questo modo non si risolverà allaradice il problema, che dipende innanzitutto dalla presenza nel mondo di troppe aree di crisi e dala liquefazione dello stato libico. Ma da un lato il problema verrà contenuto, dall’altro verrà affrontato per quello che è: una risposta a emergenze di guerra alle porte di casa che sono destinate a protrarsi a lungo.

Al di là del tono da maestrina, la Merkel ha ragione. I richiedenti asilo vanno tutti identificati e le pratiche rapidamente smaltite. Dobbiamo aumentare le commissioni e modificare i meccanismi per l’appello, riducendo drasticamente i tempi. Così potremo trattare alla pari con gli altri paesi europei, e tratteremo i migranti con umanità e fermezza.

 

 

Renzi al Meeting di Rimini

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Intervenire oggi sul fisco non e’ per far trovare consenso al premier. La riduzione delle tasse aumenta il tasso di liberta’ del paese, aumenta il tasso di
giustizia sociale. Non sono invenzioni prese da un coniglio pescato da un cilindro qualunque, ma l’unico modo per consentire a chi vuole fare di farglielo fare, e per farlo bisogna rendere l’Italia piu’ semplice. Oggi occorre togliere le cose di troppo che zavorrano il paese: quando a Michelangelo gli domandarono come aveva fatto il capolavoro del David, lui rispose: ho solo tolto tutta la roba che c’era in piu’. Ed e’ quello che dobbiamo fare noi oggi…”.

 

La nomina dei Direttori stranieri

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Su 20 direttori di grandi musei italiani, 7 sono stranieri e 4 italiani vengono da importanti esperienze all’estero, scelti dal ministro Franceschini da una rosa proposta da una commissione di assoluto livello mondiale. Finalmente anche in questo campo l’Italia si apre al mondo! Scelte come queste sono di enorme importanza, per un’Italia dove il merito e la competenza vincono sulle raccomandazioni e il provincialismo. Ora i nuovi direttori e’ bene siano valutati sul loro operato, secondo il noto motto veneziano: paghei, pesei, pichei…

Qui sotto il “fine” commento di Natalino Balasso

Mi chiedo come mai tutta la brava gente che protesta contro la nomina di direttori stranieri nei musei italiani, non abbia la stessa energia nel protestare quando un italiano viene nominato all’estero. Fatemi capire, perché quando, ad esempio, Gabriele Finaldi, dirige il Prado di Madrid, e oggi la National Gallery di Londra, oppure Lorenzo Benedetti dirige il museo dell’arte contemporanea di Amsterdam, si tratta di italiani le cui doti vengono giustamente riconosciute a livello internazionale, e invece quando uno straniero dirige gli Uffizi è uno scandalo?
E come si fa a dire che i nominati stranieri non possono sapere come funzionano le cose nei nostri musei (su questo sì che ci sarebbe da gridare allo scandalo!) visto che gli stranieri nominati non solo conoscono benissimo il nostro paese ma alcuni addirittura ci abitano?
Quando gli stranieri siamo noi, siamo gente che sa farsi strada nel mondo; quando gli stranieri sono gli altri, ci rompono i coglioni. Bel modo di vedere il mondo!

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Aggiornamento sulle infrastrutture del Veneto

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Cari tutti, ho appena scritto questa lettera a Graziano Del Rio, ministro
delle infrastrutture. C’è un nuovo Veneto da progettare e attuare, e
commenti e opinioni sono gradite. I due documenti mi sono stati segnalati
da Angelo Tonello, giovane del PD e segretario del circolo PD del
quartiere ferrovieri della città di Vicenza (Circolo 7).

Caro Graziano

in allegato due dettagliati documenti di proposta per sostituire la
prevista Alta Velocità ferroviaria con l’Alta Capacità nel tratto
Verona-Padova (raddoppio linea esistente e altre opere complementari), con
il vantaggio di produrre un’opera meno impattante, molto più rapida da
costruire, che non sconvolgerebbe la struttura urbana di una città
delicata come Vicenza, che costerebbe assai di meno, liberando risporse da
investire nelle linee di ferro secondarie, nel materiale rotabile e in
infrastrutture come piccole stazioni e parcheggi, ma anche nella sicurezza
idrogeologica di cui Vicenza, Padova e tutto il Veneto centrale hanno
disperato bisogno: manutenzione dell’esistente, creazione di casse di
espansione del bacino del
Bacchiglione e di altre opere consortili, idrovia Padova Mare.

Quando vuoi ne possiamo parlare, magari in un incontro pubblico in Veneto.

Sen. Gianpiero Dalla Zuanna

Ordine Ingegneri Vicenza Treno AC

TAV Legambiente e comitati

 

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La frana del Cadore

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Sono andato a vedere la frana di Acquabona, sulla strada che porta a Cortina assieme a un giovane geologo impegnato nei lavori di messa in sicurezza. Le foto che allego rendono solo in parte l’enormità del fenomeno: 100 mila metri cubi di materiale in movimento, come due campi da calcio con sopra 10 metri di ghiaia, fango e massi. La bomba d’acqua in quota (giù nemmeno è piovuto) ha spinto verso valle sassi, fango e massi che hanno travolto la strada, raggiungendo il fiume. In questo caso c’entrano poco l’incuria e per nulla la cementificazione. Ma forse è anche peggio, perché si tratta di un fenomeno naturale, difficile da fermare nella sua grandiosità, che può ripetersi anche domani, perché in quota persiste una gran massa di materiale ancora instabile. I tecnici, lavorando in condizioni quasi estreme, stanno eseguendo importanti lavori di contenimento e sistemando sensori che permettano di rallentare la eventuale caduta di materiali, e di bloccare la strada con qualche minuto di anticipo. Ma i 400 mila euro stanziati sono pochi (quasi tutti i trasporti van fatti con gli elicotteri) e la scelta su che fare dopo è angosciosa. Fermare o incanalare il materiale in quota è praticamente impossibile. Monitorare strettamente la frana e lasciare la strada così com’è? Costruire un viadotto lungo mezzo chilometro? Spostare addirittura la strada fra San Vito e Cortina sull’altro versante? Scelte difficili, costi imponenti. Prioritario adottare criteri di massima sicurezza. E poi decidere che fare, presto e bene.

Sui Migranti ed il loro impegno per la collettività

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  • Tosi come altri sindaci saggi del Veneto. La convivenza si costruisce senza pregiudizi e con gesti semplici
” Flavio Tosi Profughi al lavoro, gratuitamente, all’ex Arsenale di Verona, per sdebitarsi nei confronti della comunità che li ospita. Giardini puliti, mamme contente, convivenza decisamente migliore. #SiamoabituatiaFARE! “
  • I 5 stelle fanno i “duri” sulla migrazione… Alcune delle cose scritte sul blog di Grillo sono condivisibili, in particolare la richiesta di ridurre drasticamente i tempi per l’esame delle richieste d’asilo e quella di far corso effettivo alle espulsioni. Ma i 5* non hanno una proposta organica sulle migrazioni. Vedi sul tema l’articolo breve che ho scritto di recente sul “mulino”.

http://www.rivistailmulino.it/news/newsitem/index/Item/News:NEWS_ITEM:2864

Sulla riforma del senato
Il Senato come Camera delle regioni è oggi presentato come un machiavellico artificio di Renzi per dominare l’Italia. Leggete la quarta tesi dell’Ulivo del 1996 di Prodi, quando Renzi faceva ancora il capo scout e la Boschi giocava con la Barbie e con Ken:

http://www.perlulivo.it/radici/vittorieelettorali/programma/tesi/tesi04.html

 

Sullo Sport

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Ammettere ai mondiali di nuoto una bambina di 10 anni è un insulto verso i quasi 200 milioni di bambini che nel mondo lavorano. Perché lo sport dovrebbe dare solo buoni esempi!

http://www.lastampa.it/2015/08/07/sport/alzain-e-i-mondiali-a-anni-una-favola-hs8LmqpyGo2EctMKPLyXrJ/pagina.html

 

Sull’autismo

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Ieri in Commissione Sanità del Senato abbiamo approvato in via definitiva la nuova legge sull’autismo. Per la prima volta i disturbi dello spettro autistico sono riconosciuti al’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza e nessuno – dallo stato alle regioni alle scuole – potrà ignorare la specificità di questa patologia. Non abbiamo stanziato risorse ad hoc, ma non è detto che fondi ad hoc sarebbero stati la scelta migliore. La diagnosi precoce è indicata in modo specifico come priorità. Certo è solo l’inizio. Ma anche per altre patologie importanti si è inziato così, e poi sono diventate punto importante di intervento del Sistema Sanitario Nazionale. Certo i problemi sono enormi, come dice in questo toccante articolo Gianluca Nicoletti. Ma da qualche parte bisognava pure iniziare

http://www.lastampa.it/2015/08/06/italia/cronache/legge-sullautismo-non-basta-la-vittoria-arriver-solo-con-una-vita-dignitosa-2L0oV0d8qoz1lEXi5wBedI/pagina.html

 

 

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Petizione per salvaguardare Padova

gDNTSCqqngRHHBv-800x450-noPadFirmo, e vi invito a firmare, perché – anche se la procedura seguita sembra corretta, anche se si dovrà controllare bene… – in questa vicenda la politica è stata neghittosa, sottovalutando in particolare l’impatto paesaggistico di un traliccio alto 100 metri (15 più della guglia più alta del Santo…), a deturpare una zona magica come Isola di Terranegra. Con centinaia di ettari rivoperti di capannoni a poche centinaia di metri… Una colpevole sottovalutazione di impatto ambientale.

https://www.change.org/p/al-sindaco-di-padova-alla-provincia-di-padova-alla-soprintendenza-per-i-beni-architettonici-e-per-al-sindaco-di-padova-alla-provincia-di-padova-alla-soprintendenza-per-i-beni-architettonici-e-rimozione-antenna-radiofonica-in-isola-di-terranegra-padov?recruiter=75093619&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=mob-xs-share_petition-reason_msg&fb_ref=Default

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Facebook di Luglio

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(Un luogo straordinario che non conoscevo, fra le pale di San Martino e il Focobon, nel comune di Canale d’Agordo, a 1450 metri: frazione isolata (8 km dalla statale), senza negozi, ma abitata da 50 persone, per lo più famiglie con bambini e ragazzi, che vanno a scuola con lo scuolabus. È un paradiso della natura, ma bisogna amare questo tipo di vita! — a Gares, Veneto, Italy.)

La buona scuola

Si chiede da parte di molti di firmare contro “la buona scuola” perché sosterrebbe la diffusione nelle scuole la teoria gender. Questo post di Laura Puppato spiega come ciò sia – semplicemente – falso, più o meno come la storia che Renzi voleva far pagare 200 euro a tutti i proprietari di condizionatori.

Mi stanno arrivando tantissime segnalazioni sulla fantomatica teoria gender. E’ evidente che vi è, da parte di taluni, l’intenzione di deformare la realtà.

Il vero problema è che nella rete tesa da questa persone, stanno cadendo genitori, parroci e persino insegnanti che, in assoluta buona fede, diffondono come nelle catene di sant’Antonio notizie deviate e pericolose, perché, posso presumere, giunte da mittenti considerati affidabili.

Un parroco scrive:

“Tenete presente che nella legge della buona scuola è stato inserito un Maxiemendamento, che obbliga la scuola ad insegnare la teoria Gender, a meno che, i singoli genitori si oppongano con lettera scritta. Meglio non aspettare!!”

Questo è purtroppo falso. Una norma simile non è contenuta né in questo né in altri provvedimenti. Il testo, evidentemente travisato, a cui si riferisce è infatti il seguente, ovvero l’art. 1, comma 16 del Maxiemendamento:

“16. Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013.”

Questo è l’unico punto della legge in cui è presente la parola “genere”, e si parla di violenza di genere. Credo che possiamo tutti essere concordi del ruolo fondamentale che può avere la scuola nel combattere la violenza di genere, vero dramma del nostro paese di cui tutti i giorni abbiamo notizie e le cui cause culturali sono appurate. La locuzione, di per sé, non lascia spazi ad alcuna ambiguità, ma al fine di essere ancor più chiaro il legislatore ha voluto ricordare l’art. 5, comma 2 del decreto-legge 2013, riguardante la sicurezza, convertito dalla legge 119/2013. Il comma in questione è semplice e immediato:

“2. Il Piano persegue le seguenti finalità:
– prevenire il fenomeno della violenza contro le donne attraverso l’informazione e la sensibilizzazione della collettività, rafforzando la consapevolezza degli uomini e ragazzi nel processo di eliminazione della violenza contro le donne;
– promuovere l’educazione alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere nell’ambito dei programmi scolastici delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di sensibilizzare, informare, formare gli studenti e prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere, anche attraverso un’adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo;
– potenziare le forme di assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso il rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza;
garantire la formazione di tutte le professionalità che entrano in contatto con la violenza di genere e lo stalking;
– accrescere la protezione delle vittime attraverso un rafforzamento della collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte;
prevedere una raccolta strutturata dei dati del fenomeno, anche attraverso il coordinamento delle banche dati già esistenti;
– prevedere specifiche azioni positive che tengano anche conto delle competenze delle Amministrazioni impegnate nella prevenzione, nel contrasto e nel sostegno delle vittime di violenza di genere e di stalking;”

Come è facilmente deducibile, anche ad una lettura distratta, la legge mira esplicitamente a ridurre le disparità tra i sessi e la violenza contro le donne. E’ chiaro ed evidente a tutti come vi sia stata malafede in chi ha voluto vedere un “cavallo di Troia” per qualsivoglia ideologia gender.

Non vi è infatti alcun appiglio se non la propria volontà di vedere ciò che non c’è.

La buona scuola è legge

http://www.partitodemocratico.it/pubblica-amministrazione/la-riforma-della-pa-e-legge-da-oggi-un-paese-piu-semplice/

 

I pannolini lavabili

Possono sembrare cose secondarie… in realtà sono passi importanti verso l’economia circolare, a rifiuti-zero

No all’energia prodotta con il carbone
Anche in Italia dobbiamo rinunciare al carbone per la produzione di energia elettrica. Si può fare!
BREAKING: On Monday, President Obama will release the final version of America’s Clean Power Plan—the biggest, most important step we’ve ever taken to combat climate change. If you agree that we can’t condemn our kids and grandkids to a planet that’s beyond fixing, share this video with your friends and family. It’s time to ‪#‎ActOnClimate‬.
Sul mezzogiorno
Per il sud ci vogliono infrastrutture e, soprattutto, iniziative economiche come quelle della Zuegg. Turismo e agricoltura dolci, moderne, non di rapina. No seconde case, si alberghi villaggi campeggi a basso impatto ambientali, sia popolari sia di lusso, con collegamenti rapidi agli aereoporti, per allungare la stagione a 6 mesi, perché i turisti del Nord Europa in luglio e agosto stanno bene a casa loro e amano viaggiare in maggio, giugno, settembre e ottobre. E investire nell’economia green (gestione rifiuti, energie alternative…) e in settori di punta come elettronica, informatica, ma anche industria di trasformazione degli alimenti. Si può fare, basta volerlo fare.

 

Renzi a Tokio

Questo dice Matteo Renzi a Tokyo: I treni ad alta velocita’ giapponesi sono imbattibili, ma quelli italiani (che da ultimo vantano il Frecciarossa 1000) sono i migliori in Europa, piu’ della Francia.

Tutto vero, nella mia esperienza, con Padova-Roma in 3 ore, ottime carrozze e pochi ritardi. Anche se chi pendola su Milano-Venezia mi racconta esperienze meno positive. Un disastro invece le linee minori e le linee urbane, che invece in Giappone – sempre per la mia esperienza degli anni ’90 – sono gioiellini. Ieri da Calalzo a Padova ci ho messo 3 ore e mezza, con cambio a Belluno. Due treni deserti. Temo sia il cane che si mangia la coda: se i treni sono troppo lenti nessuno li prende, allora i costi diventano sempre più insostenibili, allora le FS tagliano sempre di più per risparmiare e allora sempre meno persone li prendono… Un disastro difficile da rimediare senza investimenti enormi.

 

I richiedenti asilo

Ottimo il fondo di Gallj Della Loggia sui richiedenti asilo (Corriere di domenica 2 agosto)

http://www.corriere.it/…/migranti-non-servono-sermoni-edito…

 

La mobilità non può essere un problema

Sento dire che alcuni precari della scuola che avrebbero diritto al posto fisso non faranno domanda per evitare di spostarsi di provincia. Vi capisco: ho pendolato per 11 anni da Padova con Roma e Messina, con 4 figli a casa e stipendi contenuti. Ma pensateci bene prima di non fare domanda: con i nuovi concorsi, nel giro di 2-3 anni rischiate di non trovare più posto a scuola. Forse un sacrificio di spostamento può garantire un futuro a voi e alle vostre famiglie.

 

Sui profughi

In molti ululano, i sindaci PD fanno

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/07/30/news/oggi-l-accordo-per-il-lavoro-volontario-1.11858325?ref=hfmppdea-1

 

Sulle riduzioni di gas serra

Ieri l’intergruppo parlamentare GLOBE ITALIA (legislatori contro il global warming) ha incontrato il ministro Galletti. Riporto la puntuale relazione dell’onorevole Stella Bianchi (PD), presidente dell’intergruppo.

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Oggi nell’incontro con l’intergruppo per il clima Globe Italia, il ministro per l’ambiente ci ha segnalato le nuove prospettive nel negoziato internazionale in vista del vertice Onu di Parigi del prossimo dicembre. Galletti ha innanzitutto ribadito che l’obiettivo dell’Italia e l’Unione europea è quello di promuovere il raggiungimento di un accordo globale vincolante di riduzione delle emissioni di gas serra che ci consenta di contenere il riscaldamento globale entro i due gradi di aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli precedenti alla rivoluzione industriale.

L’unione europea ha già presentato il proprio contributo nazionale di riduzione delle emissioni sulla falsariga del pacchetto clima energia 2030 approvato dal consiglio europeo dei capi di stato e governo nell’ottobre scorso durante il semestre di presidenza italiano – come noto sono proprio gli Indcs (Intended nationally determined contribution) alla base dell’impegno di mitigazione da sottoscrivere a Parigi.

È ancora aperto il tema della differenziazione tra paesi industrializzati e quello non industrializzati e una delle chiavi decisive per raggiungere un accordo ambizioso ed efficace è puntare sulla dinamicità, proiettare cioè nel tempo gli impegni di riduzione delle emissioni e in generale le politiche per il clima con un processo di monitoraggio e verifica degli impegni assunti e dei risultati ottenuti. Si chiarisce sempre meglio che Parigi sarà un punto di partenza, nel quale non possiamo fallire, ma non un punto di arrivo. Da Parigi dovrà partire l’impegno decisivo che ci porterà a decarbonizzare l’economia globale alla fine del secolo. Il compito vero da assolvere a Parigi è quello di trovare un accordo sulla governance del processo, e dunque sulla definizione delle misure di intervento, sul controllo e sul monitoraggio così come sulla piena trasparenza delle azioni e dei dati.

L’accordo da raggiungere dovrà necessariamente essere dinamico, seguire l’evoluzione nel corso del tempo, anche degli sviluppi tecnologici che possono essere di grandissimo rilievo, e fondarsi dunque su revisioni e monitoraggi continui. Si susseguono ora gli incontri con cadenza pressoché settimanale, a livello tecnico o ministeriale, e un appuntamento di grande rilievo sarà a New York il 25 settembre in apertura della assemblea generale delle Nazioni Unite.

Dobbiamo saper pragmatici, avere un forte livello di ambizione ma compatibile con il quadro complessivo. Il successo va costruito passo dopo passo e in un percorso che ha tappe intermedie al 2030 e al 2050.

Sul piano nazionale, l’anima del green act sarà quella di portare politiche per il clima in ogni settore, le azioni per il clima sono per loro natura trasversale a tutti i settori e dunque a tutti i ministeri. Galletti ci informa di una verifica avviata con Ispra per verificare la co2 associata ad ogni settore e i possibili contributi settoriali alla riduzione della co2. Dobbiamo saper trasformare le economie puntando ad un uso efficiente delle risorse e all’economia circolare, cambiare insomma il tipo di produzione che non deve più essere lineare ma piuttosto circolare con un processo che deve essere accompagnato da politiche pubbliche.

Varie ed eventuali

Tutta da leggere. Non stiamo cercando un ministro dello sport?

http://www.vita.it/it/article/2015/07/29/il-ct-berruto-si-dimette-ci-sono-valori-non-negoziabili/136116/

 

Su Azzolini

Il Senato ha votato, a scrutinio segreto, contro la richiesta di arresto per il Senatore Azzollini (96 favorevoli, 189 contrari, 17 astenuti). Premetto che da parte del PD non c’è stata su di me alcuna pressione, né per votare a favore né per votare contro. Anch’io ho votato contro l’arresto, fondamentalmente per un motivo. Ritengo che la custodia cautelare non vada mai utilizzata in modo improprio. Nel caso specifico, la cautela nel procedere all’arresto dovrebbe essere ancora maggiore, perché si tratta di un parlamentare. Non certo per una questione di privilegio, ma per garantire i cittadini: infatti la limitazione della libertà per un parlamentare modifica la composizione dell’assemblea così come decisa dai cittadini mediante libere elezioni. Valutando le richieste dei giudici e il dibattito in aula, ho ritenuto la richiesta di arresto eccessiva, sia rispetto alle esigenze di sicurezza pubblica, sia rispetto al bilanciamento fra potere legislativo e potere giudiziario. Con questo voto il Senato non si è pronunciato sulla colpevolezza o l’innocenza del collega Azzollini: la magistratura potrà serenamente formulare il suo giudizio.

 

Sullo stanziamento dei fondi per le regioni in difficoltà

Forse Zaia ha perso un’occasione per tacere…

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2015/28-luglio-2015/crocetta-zaia-500-milioni-ci-spettano–2301715379711.shtml

 

Sul dissesto idrogeologico

Oggi in commissione ambiente abbiamo saputo che 650 milioni stanziati per la lotta al dissesto idrogeologico sono stati dirottati per pagare l’adeguamento delle pensioni medio-alte, per soddisfare alla sentenza della Corte Costituzionale. Progetti già pronti, cantierabili è fondamentali per molti territori dovranno attendere la prossima legge di Stabilità. Siamo stati costretti a tutelare i beni privati, mettendo in secondo piano i beni comuni…

 

Su Sebastiano Vassalli

“Grande tristezza per la scomparsa di Sebastiano Vassalli. La sua candidatura al premio Nobel e’ il riconoscimento per una produzione letteraria che ha saputo indagare il profondo dell’animo umano e temi di grande attualita’ come disagio, solitudine e discriminazione, ben rappresentati nel suo capolavoro ‘La Chimera’. Un’analisi piu’ che mai contemporanea, soprattutto rispetto al ruolo delle donne”. Lo afferma la senatrice del Pd Elena Ferrara, Commissione Cultura a Palazzo Madama: “Raccontare la storia per affrontare il quotidiano: Vassalli, che amava definirsi viaggiatore nel tempo, ha dato vita a una narrativa estremamente tesa a rappresentare la condizione umana nel corso della storia, non rinunciando mai a misurarsi con i problemi del proprio tempo. Sapeva farci riflettere sui grandi temi, sulla condizione degli ultimi, sui disagiati. Uno sguardo profondo e fuori dagli schemi che ci manchera’

 

Sulle Paritarie

Assurdo chiedere alle scuole paritarie di pagare l’IMU/ICI. Perché fanno un servizio pubblico: in Veneto coprono il 50% delle scuole dell’infanzia, tutta la formazione professionale, recuperano molti ragazzi buttati fuori dalle cosiddette scuole d’élite (dove studiano i rampolli della famosa “migliore borghesia”). Non sono scuole da ricchi, né fanno attività a scopo di lucro.

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Superare i campi rom: si può fare!

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Cari amici

E’ questo il titolo e la conclusione di un convegno che si è tenuto in
Senato e ha messo a confronto esperienze diverse in corso di attuazione in
varie parti d’Italia. Sulla necessità di chiudere i cosiddetti “campi
nomadi” vi è ormai un largo consenso; molto meno condivise sono invece le
soluzioni abitative praticabili, quelle che una bieca propaganda di
matrice razzista riduce allo slogan “mandiamoli a casa loro” (ma quale
casa, poi, se circa la metà dei Rom, Sinti e Caminanti presenti in Italia
ha cittadinanza italiana e un’altra quota consistente ha diritto di libera
circolazione in quanto proveniente da paesi comunitari?). La politica dei
campi rom, per la quale l’Italia è stata più volte condannata dalle
istituzioni internazionali di difesa dei diritti umani, ha prodotto di
fatto luoghi di emarginazione e degrado in cui, comunque la si pensi, le
condizioni di vita sono inaccettabili.

Eppure numerosi interventi alternativi di housing sociale
(dall’auto costruzione o recupero di immobili alla micro-area, dall’affitto
agevolato all’inserimento nelle graduatorie di accesso all’edilizia
popolare pubblica, ecc.) sono stati già da tempo efficacemente
sperimentati, lontano dai riflettori dei media, in diversi territori
italiani.

I tentativi di superamento presentati al convegno tracciano uno scenario
incoraggiante rispetto alla possibilità di affrontare pragmaticamente la
spinosa questione, allontanandosi da inutili prese di posizione
ideologiche. Ad esempio, come illustrato dall’assessore alla sicurezza
Marco Granelli, nel comune di Milano, in discontinuità con
l’amministrazione precedente, la pratica degli sgomberi è accompagnata
dall’offerta di una sistemazione provvisoria presso i CES (Centri di
Emergenza Sociale) e, una volta concordato con i diretti interessati un
percorso di inclusione socio-lavorativa, dall’eventuale ingresso in
seconda accoglienza in un CAA  (Centro di Autonomia Abitativa).

Per il sindaco di Alghero Mario Bruno, lo smantellamento del campo che
sorgeva presso l’aeroporto è un percorso graduale, possibile solo grazie
alla costruzione di un rapporto di fiducia e collaborazione tra
istituzioni, associazionismo, famiglie rom e proprietari di case. In tale
processo, un passo preliminare fondamentale è stato però quello di
spiegare con franchezza alla cittadinanza e, in particolare, alle famiglie
di Alghero senza casa, perché è necessario attuare politiche a favore di
tale popolazione e come gli effetti dell’inclusione sociale si riversano
poi sull’intera collettività. Certamente è molto più semplice agire su
piccoli numeri ma il tentativo di superamento delle aree sosta nel comune
di Bologna e la stessa esperienza di Milano mostrano la via
dell’integrazione è percorribile anche nei grandi contesti urbani.

Ricette preconfezionate “vincenti” non sono disponibili ma alcune
indicazioni generali possono essere utili a una riflessione sul tema.
Innanzitutto, è necessario pianificare soluzioni “personalizzate” che
tengano conto delle specifiche caratteristiche delle famiglie target,
nonché dei loro fabbisogni, prospettive e risorse. Inoltre, il progetto di
inclusione sociale non può essere “calato dall’alto” ma deve essere
costruito insieme ai beneficiari. Ciò comporta un complicato processo di
mediazione dei conflitti, compromesso tra aspettative divergenti e impegno
reciproco.

Altra indicazione chiave per i decisori pubblici è quella di abbandonare
la logica degli interventi settoriali e adottare un’ottica di welfare
integrato, come chiaramente suggerito dalla Strategia nazionale
d’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti, basata sulle quattro priorità
istruzione, lavoro, salute e abitazione. Del resto, è del tutto evidente
che non è pensabile mantenere una casa senza avere un reddito e che le
politiche di sostegno all’affitto, ad esempio, sono destinate a fallire se
non accompagnate da interventi di inserimento nel mercato del lavoro.
Sullo sfondo, comunque, resta la necessità di dare continuità strutturale
ai finanziamenti, in modo da avviare programmazioni di medio-lungo periodo
(basti pensare che molti recenti interventi sono stati effettuati
attraverso i fondi stanziati da Maroni).

In ogni caso, politiche abitative oculate dovrebbero cercare di
distribuire i Rom su tutto il territorio comunale evitando la
concentrazione in specifiche aree o quartieri. Ciò tuttavia apre la
controversa questione tra tutela della specificità culturale e rischio di
ghettizzazione. In altri termini, come non incorrere nel pericolo della
segregazione quanto la richiesta di ricollocazione abitativa riguarda
nuclei familiari allargati che, nel rispetto della tradizione, possono
comprendere decine di persone?
Superare i “campi nomadi” (che, a dispetto della loro genesi come aree di
sosta, ospitano ormai da tempo comunità perlopiù stanziali a cui è
precluso l’accesso ai più elementari servizi) è dunque non solo possibile
ma doveroso e urgente. Le parole chiave sono accompagnamento,
partecipazione e governance comune tra i diversi soggetti interessati.
Come mostrano le esperienze in corso, si tratta di un percorso faticoso,
lastricato di piccoli successi ma anche di arretramenti e delusioni che è
necessario ridiscutere e problematizzare. Politiche sociali lungimiranti
non possono esimersi da un cambio netto in tale direzione se intendono
realmente perseguire il benessere della collettività – e non il mero
consenso elettorale.

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Il porto off-shore di Venezia

PortoOffShoreVE

Cari amici

Un altro passo verso la realizzazione del porto off shore di Venezia.
Perché tutti i porti dell’Alto Adriatico possano diventare centrali nel
futuro traffico delle mega navi porta container. Oggi, tutti assieme – da
Ravenna a Fiume – non arrivano a movimentare 2 milioni di container,
quando Rotterdam, da sola, ne movimenta 12 milioni.

Ecco quanto ho ricevuto …
“….sperando di fare cosa gradita, su indicazione del Presidente della Scrivente
Autorità, prof. Paolo Costa, si inviano alla Sua cortese attenzione gli
articoli di cui all’oggetto nei quali si dà notizia del recente ulteriore
supporto dato dall’Unione Europea al progetto di sviluppo Offshore – Onshore
del Porto di Venezia, con il finanziamento del cuore tecnologico del
sistema.
La Commissione Europea infatti ha deciso di cofinanziare il prototipo della
cd “Mama Vessel”, la nave appositamente disegnata sfruttando la tecnologia
usata nei sommergibili, che permette di creare un nastro trasportatore
continuo tra la piattaforma offshore e le diverse destinazioni a terra
(Marghera, Porto Levante, Chioggia e Mantova), raggiungendo performance di
esercizio in linea con i più avanzati terminal al mondo e al contempo
rispettando l’ambiente della laguna di Venezia (pescaggio massimo in
navigazione 4,5 metri e propulsione a Gas Naturale Liquefatto).”

Bruxell spinge il terminal off shore

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